La manna di Pioli

cwbkxkywoaaiivi-7910493644Dal St. Etienne all’Udinese, l’ultima spiaggia per il tecnico biancoceleste porta la magra consolazione del risultato a fronte di un gioco sempre deludente e squadra spenta. Come l’Europa League anche la Coppa Italia regala a Pioli un’altra boccata di ossigeno e lo conserva sulla panchina laziale almeno fino a domenica allorquando la squadra scenderà sul campo di San Siro tinto di quel nerazzurro che sta veleggiando in testa alla classifica grazie ad una scia di risultati più che positivi.

La vittoria contro l’Udinese non cancella i dubbi e le perplessità che avvolgono la Lazio ed il contorno di un Olimpico assolutamente deserto la dice lunga sulla disaffezione e la sfiducia verso la  squadra da parte dei tifosi. Il passaggio del turno conquistato dopo una gara brutta e due gol contestatissimi dal tecnico friulano che al settantesimo vedeva i suoi in vantaggio,  non autorizza alcun entusiasmo ne in termini di progressi ne in termini di qualificazione in quanto ora ad attendere la Lazio ci sarà la Juventus e poi eventualmente la vincente tra Napoli ed Inter. Un percorso proibitivo quindi, considerata la netta differenza dei valori in campo, ora come ora nemmeno supportati dall’ardore e dall’orgoglio.

Ma tant’è il risultato premia il tecnico, del resto sarebbe impossibile trovarne un sostituto che accetterebbe di iniziare la sua avventura con una possibile debacle contro l’Inter mentre al contrario una sconfitta anche a Milano autorizzerebbe quasi obbligando la società all’esonero di Pioli con il nuovo mister che avrebbe la sosta natalizia a disposizione per ben cominciare. Certo è che nemmeno un cambio al timone autorizza all’entusiasmo l’ambiente biancoceleste perché dai nomi che girano e dalle precedenti scelte, le caratteristiche delle preferenze dei vertici biancocelesti sono ormai purtroppo ben chiari a tutti.

Nella gara dell’Udinese, però, oltre alla ormai assai evidente frattura tra squadra e tecnico, emerge anche un interrogativo al quale Pioli farebbe bene a dare una spiegazione. Anche ieri, Alessandro Matri è stato decisivo realizzando il gol del momentaneo pareggio e dimostrandosi pronto e puntuale con quei movimenti da vera punta che dai tempi del miglior Klose non si vedevano più. Diventa quindi sempre più inspiegabile l’ostinazione nell’impiego di Djordjevic a scapito dell’ex attaccante rossonero, sicuramente più affidabile. Già, farebbe bene il tecnico laziale a dare finalmente delle spiegazioni e non solo su questo perché ormai la sua veste da capro espiatorio è pronta.

La gara con l’udinese ha probabilmente solo allungato l’agonia ed un distacco da Pioli sarà inevitabile almeno con ogni probabilità, ma il problema non sarà solo la direzione tecnica perché pensare di affrontare un girone di ritorno e le gare europee con la stessa rosa attuale mette i brividi. La classifica ora rende impossibile non rinforzare seriamente questa squadra, soprattutto nel reparto difensivo che evidenzia lacune mostruose e mette a nudo ancora una volta il fallimento del nullo mercato di rafforzamento estivo.

Se questa è una rosa “difficilmente migliorabile” allora mio caro Tare, le dimissioni più opportune per il bene della Lazio sarebbero quelle di Presidente e Direttore Sportivo.

Massimiliano Marsili

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Romano de Roma, è ormai prossimo alle 50 primavere. Dopo la famiglia, la vita all'aperto è stato da sempre il suo secondo amore. Una vita nello sport con il grande hobby del giornalismo sportivo. Per poco non è diventata la principale attività lavorativa ma la passione non si è mai sopita. Basket e Calcio hanno rappresentato ed in parte tutt'ora lo sono parte della sua vita.... sport praticati a tutti i livelli, giocatore allenatore ed arbitro. Parimenti le esperienze radiofoniche con diverse emittenti e strutture locali e nazionali, sia web che FM. Laziale doc, amante di tutto il movimento biancoceleste che segue in diversi siti e blog. Con grande piacere ed entusiasmo si è lasciato coinvolgere dal progetto di SportBloggers.