La Ternana ferma la��Avellino

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Dinanzi ad oltre 7000 spettatori, bomber Castaldo porta in vantaggio i lupi su calcio di rigore, ma Avenatti regala il pari ai rossoverdi; ci pensano poi Brignoli e la terna arbitrale a negare la quinta vittoria consecutiva ai biancoverdi attesi martedA� sera dalla capolista Carpi.

Operazione secondo posto fallita: la��Avellino non approfitta del passo falso del Bologna (sconfitto in casa dal Vicenza nella��anticipo del venerdA�), manca la sua quinta vittoria consecutiva e viene agganciato al terzo posto in classifica proprio dalla squadra di mister Marino. Neppure la spinta di un Partenio gremito da oltre 7mila spettatori ha consentito ai biancoverdi di andare oltre la��1 a 1 finale contro una Ternana solida e combattiva, brava ad imbrigliare la manovra degli irpini e a ripartire in contropiede.

Rastelli dopo il blitz di Livorno ripropone il 3-5-2, con tre novitA�: Almici sulla��out destro al posto di Regoli, Fabbro al centro della difesa per la��infortunato Ely, accanto a Chiosa e Pisacane (migliore in campo), e a centrocampo, causa la squalifica di Arini, spazio a capitan Da��Angelo al fianco di KonA? e Sbaffo. In attacco confermatissimo il tandem Castaldo – Trotta. La gara si mette subito bene per la��Avellino che dopo 24 minuti, dopo essersi piA? volte reso pericoloso, va in vantaggio su calcio di rigore procurato da Almici e trasformato dal capocannoniere Castaldo, al suo 15esimo centro stagionale (eguagliato il record di Kutuzov e Galaboniv). La Ternana non ci sta, reagisce e dopo dieci minuti trova il pari: calcio di punizione dalla sinistra di Viola, stacco di Avenatti, che con mestiere si libera con una spinta della marcatura di Fabbro, Gomis incerto sul da farsi rimane fermo, forse in attesa di un fischio arbitrale che non arriva, e la palla si insacca comodamente alle sue spalle (si ferma cosA� a 470 minuti la��imbattibilitA� della��estremo difensore biancoverde).

Nella ripresa la��Avellino prova a riversarsi in avanti in cerca del vantaggio; Rastelli non osa un attaccante in piA? e si limita a dare nuova linfa ad un centrocampo che con il passare dei minuti cala di intensitA�, perde luciditA� e si affida ai lanci lunghi: dentro Regoli per Almici, Zito per un opaco Sbaffo e Schiavon per Bittante. Mosse che fanno storcere il muso a tanti, ma che permettono ai lupi di non sbandare consegnando definitivamente la mediana alle fere, di restare equilibrati e creare ancora qualche buona occasione. Tre quelle clamorose: al 18esimo con Zito che di testa prima chiama al miracolo Brignoli e poi sulla ribattuta coglie il palo con una saetta di sinistro; poi in rapida successione, a poco meno di dieci minuti dalla fine, prima viene annullato per un assai dubbio fuorigioco una rete di Castaldo in girata e poi Da��Angelo, bravo ad inserirsi in area e ad aggirare Popescu, non riesce a battere la saracinesca Brignoli che in uscita disperata devia di piede la conclusione del capitano. La��ultimo brivido, al 90esimo A? di marca rossoverde: Gavazzi salta un paio di avversari, entra in area, tira di sinistro a botta sicura, ma colpisce la base esterna del palo alla destra di Gomis. Al triplice fischio cori di disapprovazione per la terna arbitrale e tanti applausi per Castaldo e compagni che hanno sudato la maglia e cercato la vittoria in ogni modo.

Neanche il tempo di rifiatare e riordinare le idee che martedA� sera si ritorna in campo per un altro match importante: la��Avellino, scortata da oltre 700 tifosi (giA� quasi esauriti i tagliandi del settore ospiti) del Cabassi sfiderA� la capolista Carpi, reduce dal suo quarto pari ad occhiali consecutivo e ancora priva del suo bomber Mbakogu. Gara che si preannuncia vibrante, la tripla A? da��obbligoa��

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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