La VL fa una magia contro la Giorgio Tesi Group Pistoia (75-74)

ph.LucaToniChi non ricorda la partita dell’andata, vinta da Pistoia dopo tre tempi supplementari? A Pesaro ci si attende il riscatto, magari con meno sofferenza, anche perchA� i due punti servono in maniera estrema per agganciare Montegranaro giA� stasera. Pistoia potrebbe invece conquistare un altro importante passo verso la salvezza, continuando a strizzare l’occhiolino ad una possibile qualificazione per i playoff.

Taurino, Sardella e Aronne danno il via alle ostilitA� di fronte ad una bella cornice di pubblico; numerosi i sostenitori venuti da Pistoia.

I due coach impostano i rispettivi starting five a uomo; le squadre si studiano, con difese abbastanza blande e attacchi poco precisi; si spartiscono i punti, mantenendo un sostanziale equilibrio. Pistoia guadagna i sei punti di vantaggio, con cui le due squadre chiudono la prima frazione (19-25) grazie a tre mini break di 0-4, frutto soprattutto del lavoro dei suoi lunghi Washington e JaJuan Johnson, ben diretti da Wanamaker: in difesa, i coloured riescono a ingabbiare OD Anosike, ancora una volta poco tutelato dalla terna arbitrale, e in attacco segnano con buone percentuali; 15 dei 25 punti della squadra portano la loro firma.

Pistoia riparte un po’ molle, permettendo a Pesaro di rientrare; due iniziative di Petty e una di Turner riportano la VL a -1 (26-27), prima che Pistoia provi a reagire. A 5:23 dal termine, perA?, gli ospiti hanno giA� raggiunto il bonus, mentre i locali non hanno alcuna penalitA�. E’ Pesaro che tiene in pugno le redini del match: piazza un sonoro break di 10-0, dal 29-34 al 39-34. Ravern Johnson A? sugli scudi; si inventa prima un bel canestro rovesciato, e poi spara la tripla che caccia Pistoia a -5. Gibson si affretta ad infilare a sua volta una tripla (39-37), e poi Daniel confeziona il pareggio. Il match sembra salire di intensitA�. Petty ferma il controbreak sullo 0-5 con un buon fallo su rovesciamento di fronte, prima che ancora Ravern Johnson ne piazzi altri 4, completando la sua magnifica seconda frazione di gara (43-39).

Dopo un quarto di gioco a testa, la partita dovrebbe essere definitivamente decollata, e invece sembra che solo Pistoia rientri concentrata in campo. Dopo la tripla di Trasolini in apertura, gli uomini di Moretti rimettono in ordine la loro gara. Forti di un maggior atletismo, aumentano l’intensitA� della loro difesa, cercando spesso contatti fisici che la terna permette; in attacco, Gibson e soprattutto Washington dettano legge: recuperano dapprima il break (46-47) e poi prendono il largo. Pesaro? Il meteo RAI degli anni settanta direbbe “NP”, non pervenuta. La VL fatica ad attaccare con un minimo di criterio, si rifugia spesso in tiri allo scadere, che peraltro non segna, e anche quando costruisce bene, si vede la palla gironzolare sul ferro ed uscire; i suoi leader Turner e Anosike non sono nella loro miglior giornata e i compagni non sembrano in grado di portare molto di piA?; Pesaro segna 7 miseri punti nella terza frazione, lanciando Pistoia sul +9 (50-59). I tifosi ospiti cantano e saltellano, sono loro i padroni dell’Arena.

Neanche l’interruzione fra terzo e ultimo quarto porta consiglio ai ragazzi di Dell’Agnello. Pistoia continua imperterrita a macinare gioco, tenendo lontani i pesaresi dalla propria area e costringendoli a tiri forzati, soprattutto in una serata dove non entra proprio nulla. Segna Cortese con un bell’arcobaleno in mezzo all’area, subito seguito da Daniel. Dall’altra parte, A? il solo Johnson a cercare di reggere la baracca pesarese, anche se proprio lui, ancora una volta, si perde poi in uno sciocco antisportivo, che regala a Meini due liberi e il successivo possesso: Pistoia allontana Pesaro sul -12 (55-67). Gibson con la sua tripla prova a mettere il sigillo sul match (57-70). Il tempo scorre, ma Pesaro A? ancora NP. Johnson ne mette altri due (59-70), Turner sbaglia l’ennesima conclusione della serata, prima che OD segni un 2+1 che riporta i suoi a otto lunghezze (62-70). Sul ribaltamento di fronte, Daniel fa passi, costringendo Moretti al timeout immediato. La Vecchia Guardia pesarese lascia la gradinata e si dispone a bordo campo, tutti gli altri pesaresi sugli spalti capiscono che la squadra ha bisogno del sesto uomo. Sulla rimessa laterale, Petty aggira il pickn’ roll e lancia la palla in aria a�� appare Johnson che afferrata la palla, la schiaccia a due mani in un favoloso alley hoop. E’ bolgia. Pesaro A? a -6 (64-70). Wanamaker mette una pezza con un bell’arcobaleno.

Qualcosa sta perA? per accadere, A? nell’aria a�� Sono tre lampi, prima Musso, poi Turner, con due triple dal peso specifico immenso; poi Johnson che, col ventiquattresimo punto di serata, va ad impattare il match (72-72). I pistoiesi assistono allibiti, sia sugli spalti, sia in campo, dove la palla inizia a scottare: Daniel sfonda in attacco; Petty recupera due liberi, ma ne segna uno solo (73-72). Musso commette il suo quinto fallo, Pistoia prova a segnare, ma la palla non entra; sul rimbalzo, la terna fischia una frettolosa palla contesa, che dA� un nuovo attacco agli ospiti. Johnson manda in lunetta Wanamaker che, glaciale, segna due liberi pesantissimi: 73-74 e timeout Dell’Agnello.

Mancano dodici secondi. Saremo di fronte ad una nuova sequela di tempi supplementari? Pistoia, pur potendo dominare il match, si A? fatta riprendere da Pesaro e comanda ora di un solo punto. Pesaro, con tutto il suo pubblico al fianco, ha preso l’ultimo autobus per il match ed A? lA� a giocarsela.

Si riprende. Rimessa di Petty, palla a Turner, su cui finisce a difendere JaJuan Johnson dopo il cambio difensivo. Turner sfoggia un misero 4/14 da due e un 1/7 da tre a�� ma lui A? Turner… Finta, esitazione, altra finta, Johnson perde quel mezzo metro necessario a Turner per elevarsi in sospensione a�� la palla sale e poi inizia la sua discesa verso il ferro a�� A? solo cotone a�� Vince Pesaro 75-74. Incredibile!

Fabio Gennari

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Quarant'anni, un metro e ottanta, playmaker dall'età di sette anni: il basket è davvero la mia passione smodata, che mi emoziona ogni volta che gioco o che guardo una partita. Quando ho capito che i miei centimetri a disposizione erano pochini per sperare di vivere con la pallacanestro, ho abbandonato il sogno di giocare con Magic Johnson e sono diventato ingegnere (che salto!!!). Lavoro nel settore dei mobili e complementi di arredo, con sufficiente soddisfazione: se a qualcuno servissero consulenze, avete il mio contatto. La pallacanestro è sempre con me, che si tratti di giocare, di allenare, di essere il responsabile di una società amatoriale (il Flowers Basket Club di Pesaro), o semplicemente di fare il tifoso la domenica. Evito solo l'abbonamento a Sky, perché altrimenti diventerei NBA-dipendente, senza avere antidoti per smettere: il mio matrimonio è ancora giovane e non vorrei mandarlo in crisi così presto per una sfida fra Durant e Le Bron James. Da oggi sono anche blogger. Conto di divertirmi.

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