la VL Pesaro rimedia altri trenta punti contro la Grissin Bon Reggio Emilia (92-61)

DordeiLa Grissin Bon Reggio Emilia ospita la Victoria Libertas Pesaro, non potendosi permettere distrazioni per non perdere preziose chance di migliorare la propria posizione sulla griglia playoff ormai in definizione. Ce la metterA� tutta. Pesaro, da parte sua, ha l’obbligo di cercare quei due punti necessari a tener viva la speranza in una salvezza sul campo in cui ormai in pochi credono ancora; ce la dovrebbe mettere tutta.

Quando giochi contro l’ultima in classifica, che ha giA� un cappio sistemato intorno al collo, A? veramente difficile mantenere la concentrazione ed esprimere il proprio potenziale. Timidezza, rispetto, o timore di non colpire a morte un animale moribondo? Forse tutto quanto insieme. Reggio non fa eccezione: gioca il primo quarto con superficialitA�, sembra far di tutto per spronare Pesaro al risveglio. Forse, perA?, non sono stati avvisati Cervi e Cinciarini; il primo sbatte ripetutamente la porta in faccia ad Anosike, insicuro e macchinoso nel cercare varchi contro un centro parecchio piA? alto di lui: OD rimedia quattro stopponi, da far tornare chiunque in difesa con la coda fra le gambe per la paura. Il Cincia, ex di turno insieme a James White, affonda invece le sue percussioni nell’area pesarese come il grissino nel celebre spot del tonno in scatola. Pesaro rimane comunque a due possessi, visto che almeno Turner, in solitaria, ne azzecca qualcuna. (18-14).

La storia della partita non cambia nel secondo quarto, con la Grissin Bon ancora ostinata a sprecare: Kaukenas non ricorda piA? come si fa una partenza in palleggio e rimedia infrazioni di passi a ripetizione, Brunner cerca passaggi improbabili, che nessuno capisce. 6 sono le palle perse dai locali. La VL permane perA? nello stato semi-vegetativo che la accompagna ormai dalla sconfitta interna con Varese: in difesa non esiste, A? addirittura imbarazzante l’atteggiamento dei giocatori, che sembra si siano appena conosciuti al playground di quartiere. In attacco, a parte Turner, che continua a tirare la carretta, la palla non vuole proprio entrare. Col minimo dello sforzo, sospinti da un Troy Bell col 100% al tiro complessivo, Reggio allunga a dieci punti il solco su Pesaro: 39-29 all’intervallo.

Un qualunque tifoso si aspetterebbe a questo punto che una squadra col baratro della Legadue davanti ai piedi esca con la bava alla bocca dallo spogliatoio; concentrata, determinata, decisa almeno a provarci. Non A? la VL di questo finale di stagione. E qualunque tifoso, almeno dalle parti di Pesaro, fatica a darsene spiegazione. La Grissin Bon, strigliata a dovere da Menetti, capisce che la ricreazione A? finita, che Pesaro ha avuto la sua possibilitA�, e che ora, sotto l’entusiasmo del proprio pubblico, A? ora di portare a casa i due punti. 36-15 il parziale della terza frazione, 69% da due, 75% da tre, 82% ai liberi, 50 di valutazione contro 2 di Pesaro (!!). No, non A? il ruolino di marcia di uno schiaccia sassi, A? in realtA� il ritmo di una buona squadra che sta giocando contro il nulla assoluto. Nelle fila di Pesaro si A? spento anche Turner, per cui la vigilia di pasqua di Dell’Agnello e soci finisce qua: curioso aneddoto linguistico (75-44A�al 30′).

L’ultimo quarto serve solo a Menetti per far esordire Amedeo Della Valle, fresco acquisto di un mercato che non chiude mai, dare minuti a Matteo Frassinetti, Antonutti e Filloy. Pesaro A? giA� sul pullman, se non fisicamente, almeno mentalmente. Si chiude sul 92-61, con altri 30 punti intascati dopo quelli giA� concessi all’andata.

Per quanto visto oggi, Reggio ha le energie per fare bene anche in Eurochallege, sfruttando il rientro di Brunner e l’innesto di Della Valle; Pesaro merita di retrocedere giA� domenica contro Bologna in casa.

Fabio Gennari

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Quarant'anni, un metro e ottanta, playmaker dall'età di sette anni: il basket è davvero la mia passione smodata, che mi emoziona ogni volta che gioco o che guardo una partita. Quando ho capito che i miei centimetri a disposizione erano pochini per sperare di vivere con la pallacanestro, ho abbandonato il sogno di giocare con Magic Johnson e sono diventato ingegnere (che salto!!!). Lavoro nel settore dei mobili e complementi di arredo, con sufficiente soddisfazione: se a qualcuno servissero consulenze, avete il mio contatto. La pallacanestro è sempre con me, che si tratti di giocare, di allenare, di essere il responsabile di una società amatoriale (il Flowers Basket Club di Pesaro), o semplicemente di fare il tifoso la domenica. Evito solo l'abbonamento a Sky, perché altrimenti diventerei NBA-dipendente, senza avere antidoti per smettere: il mio matrimonio è ancora giovane e non vorrei mandarlo in crisi così presto per una sfida fra Durant e Le Bron James. Da oggi sono anche blogger. Conto di divertirmi.

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