Lasciate lavorare Ventura. Ma dotatelo di motocoltivatore

224639595-0819b177-38d4-451e-8d1a-1f06038d2b29E cosA� la nazionale non A? neppure aritmeticamente qualificata ai playoff per i mondiali in Russia. Chiamarli “ripescaggio tra le piA? scarse” pareva brutto ed allora noi siamo orgogliosamente ad un passo dai playoff. Raggiunti come non ci interessa. L’importante A? il traguardo non il cammino per raggiungerlo. Poi l’anno prossimo, laddove non ci saranno “playoff riparatori” ci attaccheremo alla cattiva sorte e, magari, a qualche torto arbitrale.

In queste ore il collega Mentana scrive che questa nazionale A? piA? scarsa delle prime sei squadre del campionato italiano. Purtroppo crediamo che il direttore di La7 news sia finanche troppo ottimista. Siamo sicuri che il Sassuolo sia cosA� piA? scarso della nazionale targata Venturi? Siamo sicuri che l’Avellino di Novellino, in serie B, non possa giocarsela alla pari con gli azzurri?

La colpa di chi A?? Sicuramente della programmazione. Come sta accadendo nel basket a livello federale, anche il calcio soffre della scarsa professionalitA� e conoscenza dello sport dei vertici che ne gestiscono il budget annuale. Anche i club hanno le loro responsabilitA�, naturalmente. Quando si comprano ragazzini stranieri a suon di milioni e non si investe nelle proprie squadre giovanili prima o poi il meccanismo si ingrippa. Ed A? quello che oggi vediamo sul rettangolo di gioco.

In tutto questo discorso, quali sono le colpe del tecnico Ventura? Sicuramente quella di avere accettato di gestire un gruppo senza affatto rendersi conto di quale materiale umano si sarebbe trovato sotto le mani. Giocatori a fine carriera (portiere e difesa con 35 anni di media), centrocampo di giocatori in procinto di esplodere – ma da 10 anni almeno – e che oramai possono fare esplodere solamente i mortaretti a capodanno e attacco piA? sterile di quell’uomo che per fare dispetto alla moglie si tagliA? gli attributi.

Non A? colpa del modulo quando non hai persone che coprono e che non si sacrificano per la squadra. Non A? colpa del modulo se non abbiamo un giocatore che salti l’uomo con un dribbling creando una situazione si superioritA� numerica. Anche la nazionale piA? improbabile, mettiamo le FA�r A?er, sarebbe in grado di mettere in difficoltA� la nostra nazionale. Quando i giocatori sono scarsi oppure, cosa piA? grave, si credono grandi campioni senza esserlo, i risultati saranno sempre pessimi e la brutta figura sempre alla porta.

Voti a perdere

Buffon: come i padri che accompagnano i figli sulle autoscontro pretendendo di guidare, sarebbe ora di smetterla di fare il ragazzino

Barzagli: il piA? scarso del trio difensivo delle meraviglie ha una cosa che depone a suo favore. Ma non ce la ricordiamo

Bonucci: a 30 anni Baresi, Maldini e Costacurta avevano vinto piA? trofei di quelli che Bonucci vincerA� nella sua vita. L’insostenibile peso dell’ereditA�

Chiellini: il suo goal illude gli spettatori. Voto 10 al tentativo poco riuscito di nascondere sotto al tappeto l’inconsistenza azzurra.

Zappacosta: male che vada la soluzione l’ha nel cognome, nel frattempo si mangia un goal giA� fatto

Gagliardini: di gagliardo ha solo la radice del cognome. E anche lA� trattasi di diminutivo

Parolo: la qualitA� non si discute. Ma stavamo parlando del Barolo 2003, riserva. Grande annata

Darmian: il quasi omonimo Dargen D’Amico gli direbbe “fai come l’ortolano”

Verdi: in una nazionale incolore e insapore ha il cognome giusto per mimetizzarsi tra la folla o, meglio, sul manto erboso

Immobile: nel secondo tempo A? nomen omen. Nel primo fa di tutto per non segnare e ci riesce in maniera piA? che egregia

Insigne: sbaglia tutto ciA? che si puA? sbagliare, decide al pari dei suo compagni che il secondo tempo A? inutile giocarlo

Ventura: qui finisce l’avventura del signor Buona Ventura. Ed invece no. Facciamoci male.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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