L’Ascoli doma uno spento Avellino

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Le reti di Cacia e Orsolini regalano i tre punti ai padroni di casa che risucchiano i lupi nella zona calda della classifica. Adesso testa e gambe al terribile trittico con Benevento, Bari e Salerntana…

Se l’aggiudica meritatamente l’Ascoli lo scontro salvezza di scena al Del Duca. Due a zero senza attenuanti per la squadra di Aglietti che torna alla vittoria dopo ben sei turni di digiuno, senza neppure faticare più di tanto, avendo la meglio su un Avellino non pervenuto, dominato sotto tutti i punti di vista, scarico fisicamente e mentalmente, che mai ha dato l’impressione di potersela giocare alla pari con i più affamati padroni di casa.

Nessuna novità rispetto alla vigilia in casa biancoverde: squalificato Ardemagni, Novellino rilancia Verde dal primo minuto che vince il ballottaggio con Castaldo, e va ad agire alle spalle di Eusepi, al rientro dopo un turno di stop. Con la difesa riconfermata, a centrocampo torna titolare Moretti spalleggiato da Paghera con D’Angelo e Laverone sugli esterni. In casa “picchio” Aglietti preferisce Giorgi a Carpani in mediana e schiera il suo Ascoli con un classico 4-4-2 con Favilli accanto all’ariete Cacia in attacco.

Partita spigolosa e maschia con i padroni di casa che la mettono subito sull’agonismo facendo prevalere la loro maggiore forza e prestanza. Ne fa subito le spese Gonzales che dopo soli 8 minuti è costretto a lasciare il campo per infortunio: dentro Belloni che va ad agire da ala destra, con Laverone a scalare in difesa. Nessun particolare sussulto fino al 25esimo, quando Cassata sfonda sulla sinistra e mette in mezzo per l’accorrente Cacia bravo ad anticipare Djimsiti ed ad insaccare alle spalle di Radunovic. Dopo lo svantaggio l’Avellino finalmente si scuote e negli ultimi dieci minuti del primo tempo riesce a mettere in apprensione i marchigiani sfiorando la rete prima con un colpo di testa di D’Angelo su cross di Verde e poi con un tiro di Belloni dal limite che sibila alla sinistra di Lanni. Si va al riposo comunque con il meritato vantaggio bianconero.

Nessun cambio ad inizio ripresa, ma dopo soli due minuti Verde e Paghera perdono palla banalmente a centrocampo per la ripartenza di Cacia che si invola da solo sulla trequarti e giunto al limite dell’area serve nello spazio Orsolini che dalla destra con un magistrale tocco di piatto sinistro raddoppia infilando la palla sul secondo palo. Novellino prova a scuotere la squadra inserendo Castaldo per uno spento ed irriconoscibile Moretti e più tardi Bidaoui per un evanescente Verde. Ma la musica non cambia ed è anzi l’Ascoli a sfiorare il tris in un paio di occasioni con Favilli e Cacia. Il triplice fischio è una liberazione per i 350 tifosi irpini accorsi in terra marchigiana che hanno assistito ad una prestazione indecorosa per tutta una serie di motivazioni: approccio e formazione troppo rinunciataria, atteggiamento sbagliato, calciatori svogliati, lenti, senza idee forse distratti dalle troppe chiacchiere extracalcistiche ascoltate in settimana…

L’impressione è che la squadra,  che ad onor del vero non brilla da 4 partite (pur avendone vinte due), specie dopo la vittoria ottenuta a Pisa si sia sentita già salva. Purtroppo non è così e né i risultati delle altre squadre invischiate nella lotta per non retrocedere, né il calendario, vengono in aiuto ai lupi che nelle prossime tre gare si ritroveranno a disputare lontano dal Partenio i due sentitissimi derby contro Benevento e Salernitana intramezzati dalla difficile e insidiosa sfida casalinga contro il Bari. Dunque gambe e testa alle prossime sfide che, al di là delle rivalità tra le tifoserie,  saranno decisive per sancire una salvezza che, qualcuno lo ha forse dimenticato, significherebbe quinto anno consecutivo in cadetteria… un “record”!!

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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