La��Avellino affonda in laguna

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Il Venezia vince meritatamente per 3 a 1. Asencio aveva illuso con il momentaneo pari i circa 400 supporters biancoverdi al seguito. Poi Domizzi e la��ex Zigoni hanno chiuso un match dominato dai padroni di casa. In settimana ci potrebbero essere importanti sviluppi societari, ma intanto sabato arriva il Novara: Novellino e i suoi uomini non possono piA? sbagliare, urge la vittoria.

La��Avellino affonda a Venezia e lo fa nel peggiore dei modi possibile, giocando una delle peggiori partite della stagione, regalando agli avversari tutto il primo tempo e riservando ai suoi circa 500 sostenitori, illusisi dopo il momentaneo pari di Asencio, un finale a dir poco disastroso. Involuzione di gioco della formazione di Novellino che per la trasferta in laguna ritrova Da��Angelo e Ngawa, ma perde Radu, che si aggiunge ai vari Castaldo, Bidauoi, Moretti, Lasik e Morosini. Dunque 3-5-2 con Lezzerini tra i pali, Ngawa, Migliorini e Morero in difesa; sugli esterni Laverone e Rizzato con in mezzo De Risio, Di Tacchio e Molina; in avanti il tandem Asencio-Ardemagni.A� Nel Venezia tutto confermato rispetto alla vigilia con Inzaghi che schiera i suoi uomini con ilA� consueto 3-5-2.

Pronti via e subito difesa della��Avellino in difficoltA� con i padroni di casa che nel giro di dieci minuti collezionano almeno quattro nitide palle goal: al secondo minuto Falzerano sfonda sulla destra, serve Geijo che tutto solo al centro della��area trova sulla sua strada Morero. Un minuto piA? tardi A? Pinato a sciupare un rigore in movimento calciando alto sulla traversa. Al 5a�� Lezzerini smanaccia in angolo un colpo di testa di Geijo, che tre minuti piA? tardi non arriva di un soffio su una bella palla di Litteri. Novellino prova ad invertire gli interni e sembra prendere le misure ai lagunari, ma la squadra biancoverde A? assolutamente incapace di imbastire una manovra degna di questo nome, al contrario dei neroverdi che tengono costantemente in mano il pallino del gioco, schiacciano gli avversari nella propria metA� campo, pressando come forsennati e creando occasioni. Il vantaggio A? nella��area e al 35esimo puntuale arriva: angolo di Stulac, Litteri svetta indisturbato e insacca la sua terza marcatura con la maglia dei leoni veneti. I lupi provano a scuotersi ma riescono a produrre solo un velleitario tiro dalla distanza di De Risio che finisce alle stelle. Fuoco di paglia dunque e infatti il Venezia prima della��intervallo colleziona altre due occasioni clamorose: la prima con Litteri su cross di Falzerano su cui si supera il numero 22 biancoverde volando alla��incrocio dei pali e la seconda con Pinato il cui tiro A? fortuitamente deviato da Molina. Finisce cosA� un primo tempo indecoroso con la��Avellino mai in partita, costantemente in balia della squadra di Inzaghi che ha fatto ciA? che voleva in ogni zona del campo.

Alla ripresa Novellino prova a dare una scossa, subito un cambio: fuori uno spaesato Di Tacchio, dentro Da��Angelo. La musica non cambia e allora il trainer di Montemarano si gioca anche la carta Gavazzi per Rizzato. I biancoverdi passano al 4-3-1-2 e sembrano trovare finalmente la quadratura. Soffrono di meno e riescono anche ad imbastire buone trame, come al 63esimo quando Asencio (il migliore tra i suoi) conquista un buon pallone a sinistra e serve subito Ardemagni in area, il cui A�mancino si spegne perA? largo sul fondo. Il Venezia non sta a guardare, non si fa intimorire e anzi va vicino al raddoppio: prima con un tiro di Stulac e poi con Pinato che non riesce ad angolare. Al 73esimo inaspettato giunge il pareggio degli irpini: Gavazzi serve in corridoio centrale Asencio che controlla e trafigge con un chirurgico rasoterra Audero. Quarta marcatura per lo spagnolo che manda in visibilio i tanti supporters biancoverdi che provano a spingere la squadra al clamoroso ribaltone che per poco al 78esimo non si concretizza con una bella azione sulla��asse Gavazzi-Da��Angelo-Asencio con conclusione finale di questa��ultimo che sibila il palo. Sul rovesciamento di fronte arriva perA? la doccia fredda. Ancora su azione da calcio da��angolo: Andelkovic raccoglie il traversone e coglie la traversa, il pallone si impenna e sulla ribattuta A? lesto Domizzi ad insaccare con un evidente gamba tesa in anticipo su Lezzerini, non rilevata dal mediocre signor Forneau di Roma. 2 a 1 e tutto da rifare per gli ospiti. Novellino a questo punto si gioca anche la carta Falasco per Morero sperando di poter avere maggiore spinta sulla corsia sinistra, ma A? tutto vano. La��Avellino non ha piA? la forza di riacciuffare il match e anzi allo scadere dei tre minuti di recupero arriva anche il tris veneto con la��ex Zigoni che raccoglie e gira in rete un cross sporcato da Geijo con sospetto fallo su Falasco dalla sinistra.

Finisce 3 a 1 un match equilibrato solo per un quarto da��ora del secondo tempo, ma che ha visto un Venezia tonico, quadrato e aggressivo avere la meglio su un Avellino irritante per atteggiamento, gioco e mentalitA�, che con questa sconfitta si avvicina sempre piA? alla zona rossa distante adesso due sole lunghezze. Seve una sterzata, ma soprattutto urgono punti pensati, ossia vittorie, a partire da sabato contro il Novara, anche perchA� il calendario riserverA� poi in rapida successione la trasferta di Empoli martedA� sera, la gara casalinga con il Bari e il derby a Salerno. Novellino non sembrerebbe (almeno per il momento) in discussione, ma anche lui con i continui cambi di moduli e interpreti sembra in confusione. A lui il compito di ritrovare un equilibrio di gioco e risultati e alla societA� quello di rasserenare un ambiente sempre piA? spaccato che tra la��altro potrebbe esserlo ancora di piA? se, stando ai rumors, in settimana ci potrebbe essereA�importanti sviluppiA�sul passaggio della maggioranza societaria (si parla di quote tra il 60 e la��80%) o ad una societA� del Nord operante in ambito nazionale e internazionale nel settore dei gas industriali e medicinali o ad un importante gruppo romano operante nella sorveglianza privata. Taccone resterebbe presidente, ma gli scenari e la��organigramma societario potrebbero completamente cambiare. Staremo a vederea��

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"