La��Avellino non sa piA? vincere: solo un pari con il Carpi.

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Mbakogu risponde a Molina e gli uomini di Calabro strappano un prezioso pari al Partenio. Fischi per i biancoverdi che non vincono da sei giornate.

Dopo la parentesi Coppa Italia, un Carpi stoico strappa un buon pareggio sul campo di un Avellino incapace di gestire il vantaggio iniziale e di chiudere la partita. La crisi dei lupi sembra ormai senza fine: se si considera che la vittoria manca da sei turni (la��ultima fu il 24 ottobre contro la Pro Vercelli) A�e che nelle ultime undici giornate sono stati ottenuti solo 7 punti, ben si capisce la contestazione finale di una tifoseria sempre piA? spaccata, delusa e avvelenata che dopo la��inopinato ko contro il Palermo si aspettava quel riscatto che invece non A? arrivato.

Novellino conferma il 3-5-2, ma cambia ancora qualche interprete: tra i pali torna Radu, davanti a lui difesa confermata con Migliorini, Ngawa e Marchizza; a centrocampo fuori Moretti, dentro Di Tacchio coadiuvato da capitan Da��Angelo interno sinistro e un inedito Molina interno destro; sugli esterni Laverone e Falasco, coppia da��attacco Castaldo a�� Bidaoui.A� Atteggiamento praticamente speculare del Carpi con Brosco che rileva Capela in difesa, Mbakogu e Malcore terminali offensivi.

La��Avellino parte forte, con il piglio giusto e dopo dieci minuti trova il vantaggio: Bidauoi semina il panico sulla sinistra, serve Castaldo al centro che viene anticipato, la palla finisce sui piedi di Molina che dal limite lascia partire un fendente rasoterra di destro che non lascia scampo a Colombi. I biancoverdi galvanizzati dal vantaggio tengono bene il campo, sfiorano con Da��Angelo il raddoppio ma non riescono a chiudere il match e anzi, quasi allo scadere dei primi quarantacinque minuti, rischiano di beccare il pari su un tiro cross di Pasciuti che attraversa tutta la��area. Ea�� il preludio di ciA? che accadrA� nella ripresa, quando, come da copione, la��Avellino si abbassa e subisce il ritorno della formazione di mister Calabro. Dopo due soli minuti Radu prima rischia di farsi rubare la palla poi con un dribbling al cardiopalma supera Mbakogu e Saber .

Il Carpi ci crede e nonostante il terreno pesante aumenta i ritmi e chiude la��undici di casa nella propria metA� campo. Al 61esimo un esausto Bidauoi chiede il cambio: Novellino lo accontenta e inserisce Ardemagni nel tentativo di continuare a tenere la squadra alta. Al 65esimo Da��Angelo vince un paio di rimpalli superando tre avversari, entra in area ma invece di servire al centro il liberissimo numero nove, calcia debolmente. Al 78esimo il pareggio degli ospiti: Ardemagni perde banalmente palla nella trequarti del Carpi, micidiale ripartenza dei biancorossi (quello che non sono stati in grado di fare i lupi), Pachonik sfonda sulla destra e mette in mezzo per Mbakogu che di punta anticipa Migliorini e Ngawa e batte Radu. La��Avellino sbanda: Novellino invece di provare la��assalto finale magari inserendo Asencio, irrobustisce il centrocampo mandando in campo Paghera per Molina e a due minuti dal triplice fischio CamarA� per Falasco. Ma sono gli ospiti a sfiorare il colpaccio con un tiro di Nzola che colpisce la��esterno della rete.

Finisce in paritA�: i biancoverdi salgono a quota 20 punti a due sole lunghezze dal quinta��ultimo posto, il Carpi a 24 a due dalla zona play off. Giusti i fischi dei 728 paganti del Partenio (+ i 2778 abbonati), ma senza dimenticare che questa squadra A? stata costruita per ottenere quanto prima la salvezza. Mancano 30 punti, poi si vedrA�a�� Nel frattempo, prima che sia tardi, considerando che la��aria che si respira A? pesante e il clima che si sta creando non giova a nessuno, tutti devono farsi un bella��esame di coscienza: tecnico, calciatori, societA� e gli stessi tifosi. Sabato ca��A? il Cittadella reduce da tre vittoria consecutive: ma questo Avellino non puA? permettersi di perdere!

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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