La��Avellino non sfonda: A? 0 – 0 a Vicenza

Vicenza-Avellino

I lupi, che non vincono da cinque gare, al Menti fanno la gara e si rendono pericolosi in piA? di una occasione con Tavano e Mokulu che peccano perA? di precisione e cinismo. Adesso la zona play off A? a tre puntia��

Due sconfitte e tre pareggi: a Modena, in casa contro il Bari e ultimo quello ottenuto sul campo del Vicenza. Ea�� un Avellino che non sa piA? vincere, che non regala una vittoria ai suoi tifosi da 450 minuti e che per giunta per la prima volta in questa stagione non A? riuscita neppure ad andare a segno. Nonostante ciA? il pareggio rimediato al Romeo Menti ci consegna un Avellino vivo, che certamente avrebbe meritato di piA?, ma che soprattutto A? sembrato finalmente concentrato, compatto e cosa di non poco conto, A? riuscito a non subire reti (A? la nona volta stagionale!). Certo la zona play off si A? allontanata di tre punti, ma i segnali sono incoraggianti e quando tutti gli uomini migliori ritroveranno la condizione e mister Tesser ritroverA� il bandolo della matassa che troppo spesso ultimamente sembra perdere (vedi formazione iniziale e sostituzioni delle ultime cinque partite) questa squadra tornerA� a macinare punti e scalare posizioni in classifica. O almeno questo A? ciA? che la societA� e la tifoseria si augurano e si aspettanoa��

Tornando alla gara a reti bianche di Vicenza, va detto che i lupi hanno fatto il match per gran parte dei 90 minuti e solo la��imprecisione non ha consentito loro di passare in vantaggio. Il Vicenza dal canto suo, orfano di Manfredini, Sampirisi e Moretti, pur essendo chiamato al riscatto per risollevarsi dalla zona calda della classifica, quasi mai si A? reso pericoloso dalle parti di Frattali e anzi ha faticato non poco a contrastare la fisicitA�, la manovra, la freschezza e la maggiore fluiditA� da��azione di Arini e compagni. Tesser dovendo rinunciare alla��ultimo minuto al febbricitante Rea, nonchA� alla��infortunato Castaldo e agli squalificati Chiosa e Pucino, ha nuovamente reinventato la difesa, proponendo Biraschi e Jidayi coppia centrale con Pisano e Visconti laterali; novitA� anche a centrocampo dove Insigne A? stato preferito a Bastien dal primo minuto nel ruolo di trequartista. A completare il reparto nevralgico Paghera, Arini e un Gavazzi in forma smagliante; in avanti il tandem Mokulu – Tavano con Joao Silva ancora a secco di minutaggio.

E proprio la��inedita coppia di attaccanti irpini ha sui piedi le occasioni da rete piA? ghiotte: al 20esimo Tavano su spizzicata di Arini in area, coglie il palo da due passi e 15 minuti piA? tardi la��ex attaccante della��Empoli serve una gran palla in profonditA� al compagno di reparto che a tu per tu con Vigorito spreca tutto facendosi ribattere la conclusione. Nella ripresa, approfittando della timidezza del Vicenza, A? ancora la��Avellino a rendersi pericoloso: dopo un clamoroso salvataggio di El Hasni su tiro a botta sicura di Insigne al 60esimo, A? sempre Tavano (molto buona la sua prestazione) ad aver due chances per portare i suoi in vantaggio, ma prima calcia sulla barriera una punizione in due in area e poi A? bravo Vigorito a deviargli la conclusione dal limite in angolo.

Insomma alla��Avellino A? mancato solo un pizzico di fortuna, cinismo e coraggio; un peccato perchA� mister Tesser, che al 28esimo del primo tempo ha dovuto inserire Nica per la��infortunato Pisano, coi suoi cambi nella ripresa non ha di certo favorito la��assalto finale inserendo Migliorini per Insigne e Bastien per Visconti dando cosA� la��impressione di accontentarsi del pari. Il bicchiere perA?, come ha detto lo stesso tecnico biancoverde nel dopo gara, va visto mezzo pieno: perchA� sotto il profilo del gioco, della mentalitA�, della voglia e della concentrazione nulla si puA? appuntare alla squadra. La��appuntamento con la vittoria dunque sembra solo essere rimandato a sabato contro il Livorno tra le mura amiche del Partenioa��

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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