L’Avellino rimanda ancora l’appuntamento con la vittoria: 3 a 3 con il Brescia

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Per due volte in vantaggio (con Arini prima e Insigne poi) i biancoverdi si fanno rimontare dalla��indomita formazione di Boscaglia e agguanta il pari a 25 minuti dalla fine con una strepitosa rete di Bastien. Lupi adesso penultimi e i tifosi cominciano a rumoreggiare:A� critiche aspre per tutti tecnico, calciatori e societA�…

Termina con uno scoppiettante ed avvincente 3 a 3 la��anticipo della��ottava giornata del campionato di serie B tra Avellino e Brescia. Un risultato frutto soprattutto del demerito delle difese, distratte e impacciate, che hanno consentito agli avanti delle due formazioni di affondare come una lama nel burro e divertirsi come raramente accade nel torneo cadetto.

Al cospetto di circa 6000 spettatori la��Avellino recita ancora una volta il mea culpa e rimanda la��appuntamento con la vittoria che manca dalla seconda giornata (2 a 0 al Modena). Un bottino quello guadagnato in otto gare dalla formazione di Attilio Tesser che definire magro A? quasi un eufemismo: 1 sola vittoria, 3 pareggi e 4 sconfitte; 10 i goal fatti, ben 15 quelli subiti (peggior difesa del campionato). Se si pensa che lo scorso anno soltanto dopo 17 turni si A? riempita la casella delle 16 reti subite, e che alla��ottava giornata i lupi erano in testa alla classifica con 15 punti, ben si capisce il malumore e la delusione dei tifosi biancoverdi.

Certo il paragone con la formazione della scorsa stagione non regge, essendo cambiati interpreti e timoniere, ma A? inevitabile avere nostalgia di quelle prestazioni e soprattutto di quei risultati che Rastelli per due campionati consecutivi ha raggiunto facendo della��equilibrio tattico, della��agonismo e della��intensitA� di squadra il suo marchio di fabbrica. Esattamente ciA? che manca a questo Avellino, incapace di trovare una sua ben definita identitA� di gioco e di interpreti.

Tesser non ha ancora trovato la quadratura del cerchio: A? passato dal 4-3-1-2 ad un 5-3-2 o 3-5-2 che dir si voglia, per poi tornare nuovamente allo schema originario, senza ancora rendersi conto, probabilmente, che il modulo lo fanno i calciatori e non viceversa. Questa squadra A? ormai palese a tutti tranne che forse al suo mister, non riesce a reggere uno schieramento che prevede un trequartista e due attaccanti, perchA� il centrocampo va in affanno e continuamente si ritrova in inferioritA� numerica, rendendo il compito della retroguardia proibitivo specie sugli esterni dove le squadre avversarie sfondano con facilitA� disarmante.

Rastelli capitalizzava al massimo il potenziale che aveva a disposizione schierando i suoi uomini nel modo piA? consono alle loro caratteristiche, in barba al bel gioco, perchA� in B contano i risultati, il resto sono chiacchierea�� Tesser sembrerebbe pensarla diversamente, ma al momento questa stagione racconta di un Avellino che avrA� pure disputato discrete partite sotto il profilo del gioco e in fase offensiva, ma ha raccolto poco, pochissimo. E la classifica in tal senso parla chiaro: 6 punti e penultimo posto in classifica! La situazione A? preoccupante e non bisogna piA? nascondersi. Se veramente si vuole uscire da questa a�?crisia�? non basta piA? appellarsi alla sfortuna, agli errori arbitrali, ai pali, ai rimpalli maledetti, alle assenze forzate (quella di Castaldo in primis)…

Sono alibi ed attenuanti che non reggono piA?. Bisogna fare qualcosa e alla svelta: se Tesser non se la sente o peggio ancora non A? in grado di risollevare la squadra A? bene che si faccia da parte e venga sostituito. CosA� come se ca��A? qualche calciatore che non crede di poter lottare fino alla��ultima goccia di sudore per questa maglia e per la��obiettivo della salvezza A? bene che si sieda in tribuna e cominci a guardarsi intorno per trovare una nuova sistemazione. E la societA� in tal senso giA� da adesso deve cominciare a pensare a come rinforzare una formazione probabilmente costruita male nel mercato estivo e che al momento fa fatica contro tutti.

Anche contro un Brescia giovane, volitivo ma tutta��altro che trascendentale: venerdA� sera i lupi pur passando due volte in vantaggio (con Arini prima e Insigne poi, dopo il momentaneo pareggio di Geijo), non sono stati in grado di chiudere il match e anzi si sono fatti addirittura rimontare (dalla doppietta di Kupisz) e hanno rischiato di capitolare. Fortuna che il neo entrato Bastien, al 19esimo della ripresa, ha trovato una rete strepitosa in progressione che ha fissato il risultato sul pari. A quel punto se A? vero che i lupi hanno avuto due clamorose occasioni per portarsi in vantaggio, palo di Mokulu e incornata di Trotta fuori da��un soffio, A? altrettanto vero che hanno anche rischiato di capitolare allo scadere per la��inzuccata di Caracciolo che ha chiamato al miracolo Frattali. Insomma un pareggio tutto sommato giusto e un solo dato certo: nelle ultime due gare casalinghe la��Avellino ha incassato la bellezza di sette retia�� un vero disastro!

In difesa si cambiano interpreti, ma la musica A? sempre la stessa: Ligi e Rea sono lenti, impacciati e reduci da due retrocessioni, Visconti alterna buone prestazione ad altre disastrose, esattamente come accadeva giA� lo scorso anno; Nica e Nitriasky sono due giovanotti di belle speranze, ma non pronti per la B; Biraschi, il migliore fin qui del reparto arretrato, proviene pur sempre dalla terza serie, cosA� come lo stesso Giron e Chiosa A? diventato un oggetto misterioso. Frattali A? bravissimo, a volte strepitoso tra i pali, ma anche venerdA� sera ha dimostrato che coi piedi A? inaffidabile e pericoloso e non A? completamente esente da colpe su almeno una delle tre reti incassate. Se la difesa sembrerebbe non essere adeguata, non sta di certo meglio il centrocampo, che oggettivamente manca di qualitA�: Arini, Jiday, lo stesso Da��Angelo ci mettono la��anima, ma tecnicamente sono limitati; Zito ha una condizione fisica precaria, SoumarA? A? acerbo, cosA� come lo stesso Bastien, che goal a parte, sembra aver un potenziale mostruoso dalla trequarti in sA?, ma A? quasi del tutto assente in fase difensiva e di non possesso. Insigne che doveva rappresentare la��uomo capace di illuminare il gioco della squadra verticalizzando, servendo assist e procurando superioritA� numerica, pur siglando due reti, non A? apparso pronto per un campionato difficile come la B e probabilmente non sta giocando neppure in un ruolo a lui tanto consono, avendo quasi sempre giocato nelle sue precedenti esperienze a Reggio e Perugia, come seconda punta. A completare un quadro per nulla entusiasmante, la��attacco, dove continua la��astinenza di gol da parte di Ciccio Tavano. La��attaccante casertano corre, si impegna, si sacrifica, cerca di proporsi e smarcarsi, viene a prendersi palloni a centrocampo, ma i compagni lo servono poco e male sfruttando pochissimo le sue caratteristiche, che sono quelle di un bomber che dovrebbe giocare sempre in profonditA� e mai spalle alla porta. Un poa�� meglio va per Trotta che almeno tre goal li ha realizzati, ma anche lui per lunghi tratti delle partite sembra assente, a tratti diventa irritante e quasi mai riesce a dialogare con il compagno di reparto che praticamente ignora. Quello piA? in palla tra gli avanti irpini A? anche colui che ha giocato di meno: Mokulu. Il congolese naturalizzato belga anche contro il Brescia A? stato propositivo, ha colpito un palo, ma soprattutto ha dato peso e profonditA� alla��attacco. E proprio non si capisce come mai mister Tesser non gli lasci un maggiore minutaggioa��

Magari lo troverA� in una delle prossime tre gare che la��Avellino affronterA� in soli otto giorni: sabato trasferta proibitiva a la Spezia, poi martedA� sera impegno casalingo con la��Ascoli e infine il 31 ottobre al Liberati di Terni. Un triplo impegno che svelerA� forse definitivamente la dimensione dei biancoverdi in questo torneo e forse anche il futuro di Tesser e di qualche calciatorea��

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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