L’Avellino sfata il tabù trasferta e Silvio Piola

Novara-Avellino-Serie-B-2016-17-05

Con una doppietta di Ardemagni i lupi sbancano Novara tornando al successo in trasferta che mancava dal 17 aprile e violano per la prima volta nella loro storia lo stadio piemontese. Di Maniero la rete della bandiera dei padroni di casa.

L’Avellino interrompe il suo trend negativo in trasferta vincendo a Novara e sfatando il tabù del Piola dove non era mai riuscito ad andare al di là del pari. Ci ha pensato il bomber Ardemagni a regalare ai circa 350 supporters giunti dall’Irpinia i primi tre punti stagionali lontani dal Partenio e il momentaneo quinto posto in classifica a quota 10 punti.

Partita non bella ma che i lupi hanno subito indirizzato sui binari giusti andando in vantaggio dopo tredici minuti, raddoppiando alla mezz’ora, amministrando bene e con grande attenzione per 88 minuti, quando Maniero ha accorciato le distanze.

Squadra d Corini impacciata, lenta, prevedibile e priva di idee; Avellino al contrario pimpante, quadrato e cinico. Vincente il turn over di mister Novellino che opta per l’esordio del giovane Asencio al posto di Morosini, a centrocampo Laverone alto a destra, con Molina dirottato sull’out mancino per sostituire Bidaoui. Paghera viene preferito a capitan D’Angelo per agire accanto a Di Tacchio. In difesa davanti a Radu la coppia centrale è composta da Migliorini e Kresic, con Ngawa e il redivivo Rizzato sulle corsie laterali. Di contro il Novara si affida al consueto 4-3-3 con l’ex Chiosa preferito a a Mantovani al centro della difesa, Ronaldo, Sciaudone e Moscati in mediana e tridente composto da Maniero, Di Mariano e Chaja.

Biancoverdi subito propositivi con Laverone, gli uomini di Corini non riescono a trovare il bandolo della matassa e soffrono il pressing alto degli ospiti che al 13esimo minuto passano meritatamente in vantaggio: Paghera allarga per Molina sulla sinistra, l’esterno mette dentro una gran palla per Ardemagni bravo a controllare e anticipare con un tocco morbido Montipò in uscita.

I piemontesi provano a reagire, ma riescono a rendersi pericolosi solo al 24esimo con una bella punizione dal limite di Ronaldo che Radu smanaccia sulla traversa. Quattro minuti più tardi è lo stesso estremo difensore irpino a rischiare grosso sbagliando il rinvio in uscita e servendo involontariamente Di Marino che pecca di precisione calciando fuori. Goal mangiato, goal subito: un minuto più tardi Ngawa alza un campanile, Asencio spizza al centro dell’area di rigore per Ardemagni, che in netta posizione di off-side, sigla il 2 a 0 tra le giuste proteste del pubblico di casa. Novara frastornato, Avellino galvanizzato che controlla agevolmente andando al riposo con il doppio vantaggio.

La ripresa si apre subito con un cambio nelle file dei padroni di casa: fuori Di Mariano dentro Macheda. Corini cerca di dare maggiore peso al suo attacco, ma i biancoverdi controllano bene e Radu quasi mai viene seriamente impensierito. Al 55esimo minuto Novellino tira fuori dalla mischia il già ammonito Paghera inserendo D’Angelo. Neppure il tempo di dare indicazioni sul nuovo assetto che il tecnico degli irpini viene espulso per proteste dal signor Saia di Palermo. Tre minuti più tardi nel Novara entra Da Cruz rilevando Ronaldo; Corini passa ad uno spregiudicato 4-2-4 ma i suoi piani vengono stravolti dal neo entrato che dopo un netto fallo su Ngawa, protesta veementente contro il direttore di gara e viene allontanato dal rettangolo di gioco. Con un uomo in meno e due goal sotto si fa durissima per i biancoazzurri che rischiano di capitolare ancora al 78esimo quando Molina serve un assist d’oro per Asencio, Montipò devia sui piedi di Ardemagni che a porta vuota spreca la possibilità di siglare la tripletta calciando sull’esterno della rete. Entrano Castaldo e Sansone, ma la musica non cambia: uno svarione della retroguardia irpina regala il goal dell’1 a 2 a Maniero bravo a capitalizzare di testa una palla vagante di Golubovic. Il Novara prova a crederci a sei minuti dal termine, ma non ha né la lucidità, né la forza per riacciuffare un pari che, per quanto visto in campo, sarebbe stato anche immeritato.

Bene l’Avellino per determinazione, compattezza e cinismo. Ma adesso viene il bello: il calendario è tutto in salita e riserva sfide emozionanti e difficili per i lupi che sabato saranno impegnati al Partenio contro l’Empoli e poi se la vedranno con Bari, Salernitana e Pescara. Lavorare e pedalare duro, il campionato entra nel vivo…

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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