La��Avellino si inchina alla capolista Carpi

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Lollo e Lasagna firmano una vittoria meritata che consente alla truppa di Castori di riprendere la fuga verso la A. I lupi incassano il ko dopo cinque risultati utili consecutivi, scivolano al quinto posto in classifica, ma a soli due punti dal secondo .

Se esame era, la��Avellino lo ha fallito. In casa della prima della classe Carpi la squadra biancoverde, seguita da 700 tifosi, rimedia una sconfitta secca e quasi mai in discussione. Lo stop rimediato in terra emiliana, giunto dopo cinque risultati utili consecutivi, non pregiudica perA? il cammino dei lupi che pur scivolando al quinto posto, scavalcati da Frosinone e Vicenza, restano comunque a due soli punti dalla vicecapolista Bologna.

Dunque inutile disperarsi, controproducente puntare il dito contro tecnico e calciatori rei di aver sbagliato approccio alla gara e commesso qualche ingenuitA� di troppo, cosA� come A? sciocco cercare alibi nella direzione di gara del signor Gavillucci di Latina, reo di aver negato un rigore a Comi e il secondo giallo a Porcari.

Il Carpi ha meritato: si A? dimostrato piA? pimpante, meglio messo in campo, ha creato tantissimo, ha colpito quattro legni ed ha concesso pochissimoa�� insomma A? stato semplicemente piA? forte. Certo ca��A? il rammarico per non aver potuto giocare questa partita in un altro momento, magari con qualche giorno in piA? di riposo nelle gambe e con tutti gli uomini a disposizione, ma il calcio non A? fatto di se e ma e dunque occorre immediatamente voltare pagina dimenticando in fretta il match del Cabassi.

Una gara che come si diceva, quasi mai A? stata in discussione: il Carpi A? subito partito con il piede sulla��acceleratore mettendo alle corde un Avellino frastornato che solo intorno al 20esimo minuto ha provato a rendersi pericoloso prima con un gran tiro dalla distanza di Regoli, su cui A? stato bravo Gabriel, e poi, qualche minuto piA? tardi, con un colpo di testa di Castaldo uscito a lato da��un soffio. Da quel momento in poi A? stato quasi un monologo biancorosso: prima il doppio palo di Poli, poi al 43esimo il vantaggio con un preciso colpo di testa di Di Gaudio agevolato dal clamoroso scivolone di Fabbro. Nella ripresa i lupi reclamano subito un rigore su Comi, ma sono ancora gli emiliani a sfiorare il raddoppio con Inglese che colpisce il terzo palo della serata. Rastelli prova a dare uno scossone e getta nella mischia Zito per un opaco Da��Angelo, Mokulu per un volitivo, ma sterile Comi e Trotta per Fabbro, passando cosA� ad uno spregiudicato 3-4-3. La musica non cambia, il Carpi si difende con ordine e colpisce in contropiede: Bittante chiama ad un intervento plastico Gabriel, ma Lasagna sul finale di gara prima coglie il palo a tu per tu con Gomis e poi in pieno recupero, con la��Avellino tutto riversato in avanti, praticamente a porta vuota, sigla la rete del definitivo 2 a 0.

Al triplice fischio complimenti al Carpi che si conferma squadra meritevole della prima posizione; mea culpa per Castaldo e compagni apparsi meno brillanti rispetto alle ultime uscite. La difesa ha sofferto tantissimo la��assenza di Ely, il centrocampo pur ritrovando Schiavon e Arini, ha risentito della mancanza di Kone che apporta un notevole contributo di dinamismo e qualitA�; la��attacco non ha fatto sfaceli, ma non avendo avuto filtro dalla mediana non ha potuto incidere piA? di tanto.

Sabato arriva il Bari: occorre ricaricare le pile, riordinare le idee e trovare la��assetto giusto per affrontare una squadra in crescita. Rastelli contro i galletti dovrA� reinventarsi la difesa: agli infortunati Ely, Visconti e Verghara si aggiungerA� lo squalificato Chiosa. Scelte obbligate dunque per il trainer di Torre del Greco che potrebbe dunque riproporre nuovamente il 4-3-1-2 con Gomis tra i pali, Fabbro e Pisacane centrali difensivi, Bittante e Almici terzini, Kone, Arini e Schiavon (o Da��Angelo) in mediana, Sbaffo nella posizione di trequartista e Castaldo – Trotta in avanti. I tifosi irpini sono in fermento: il Partenio sarA� gremito da almeno 7000 spettatori. La sfida con il Bari A? infatti molto sentita non solo per la storica rivalitA� coi galletti pugliesi, ma anche perchA� si festeggerA�, con una grande coreografia, il tanto agognato raggiungimento della��accordo tra la��Associazione a�?Per la storiaa�? e la societA� del patron Taccone che sancisce di fatti il ritorno dello storico logo e della denominazione Us Avelllino 1912 sulle casacche biancoverdi. La��appuntamento, assolutamente da non perdere, A? per le ore 18 di sabato pomeriggio.

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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