La��Avellino vince, ma non convince

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I lupi battono 2 a 0 il Modena con reti di Jidayi e Mokulu nella ripresa; risultato generoso per i biancoverdi e severo per i canarini che giocano meglio ma trovano un Frattali strepitoso in almeno sei occasioni.

Dopo la��immeritato ko rimediato alla��esordio nel derby contro la Salernitana, la��Avellino di mister Tesser trova i primi tre punti stagionali rifilando un secco 2 a 0 al Modena. Un risultato bugiardo che premia oltremisura la squadra biancoverde praticamente inesistente fino al goal del vantaggio siglato dalla��ex stabiese Jidayi. Per oltre una��ora infatti i canarini di mister Crespo sono stati assoluti padroni del campo, pressando Arini e compagni dappertutto, tessendo trame ficcanti e pericolose e costruendo almeno sei nitide palle goal ribattute da uno strepitoso Frattali (il migliore in campo). La��Avellino dunque ringrazia il suo numero uno, sorride per aver trovato il risultato, ma storce il muso per la prestazione, esattamente il contrario di quanto era accaduto sette giorni fa alla��Arechi di Salerno.

Una��involuzione? La paura della��esordio davanti al pubblico amico? La pressione del riscatto a tutti i costi? Limiti strutturali? Difficile dirlo dopo soli 180 minuti giocatia�� La cosa certa A? che la squadra vista per oltre 60 minuti A? apparsa impaurita, senza personalitA�, sfilacciata: la difesa, Biraschi a parte, non riesce a coprire gli spazi. Ligi, preferito a Rea, non ha demeritato, ma ha sofferto oltre misura la fisicitA� degli avanti gialloblA?; i due terzini Nitriasky e Visconti raramente si sono proposti in avanti e nonostante ciA? hanno fatto fatica a coprire le folate avversarie.

Il centrocampo ha palesato i soliti limiti in fase di costruzione e dinamismo: Arini ha lottato come sempre in ogni zona del campo, recuperando palloni in quantitA� industriale e facendo da diga davanti alla difesa, ma in fase di costruzione ha mostrato tutti i suoi limiti tecnici. Stesso discorso per il suo alter ego, Da��Angelo (preferito a Insigne). Zito ha provato a dare brio alla manovra sulla��out di sinistra, ma con scarsi risultati, facendo un passo indietro rispetto alla prestazione sfoderata contro i cugini granata. Gavazzi, utilizzato per gran parte della gara da trequartista, ha dato il suo positivo contributo, dimostrandosi perA? poco funzionale in un ruolo che necessitA� di imprevedibilitA�, velocitA� e attitudine alla verticalizzazione e alla��inserimento. Molto meglio ha funzionato il reparto nevralgico del campo con gli ingressi di Bastien, cui va dato il merito di aver velocizzato la manovra, e di Jidayi che oltre ad aver sbloccato la gara (perfetto inserimento di testa su calcio da��angolo) ha portato sostanza in mezzo al campo.

Giornata sotto tono anche per Tavano e Trotta: se A? vero che i due hanno sofferto la mancanza di palloni giocabili, va comunque detto che il primo A? uscito anzitempo senza aver praticamente mai inciso, facendosi notare solo al 22esimo del primo tempo per una girata al volo finita di poco al lato, il secondo ha lottato, ma non si A? mai reso pericoloso. Meglio di tutti ha fatto Mokulu, che appena entrato ha dato peso alla��attacco ed ha trovato il goal del raddoppio al termine di una��azione personale di pregevole fattura (stop al volo, controllo e tiro ad incrociare).

Insomma piA? luci che ombre per un Avellino ancora in cerca di quella��equilibrio di squadra vero e proprio marchio di fabbrica delle ultime due stagioni targate Rastelli. E proprio contro il suo recente passato se la vedrA� sabato prossimo la squadra biancoverde che sfiderA� proprio il Cagliari del suo ex trainer: sarA� un banco di prova importante ed entusiasmante…

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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