Lazio tra i fischi

C_29_articolo_1082385_upiImgPrincipaleOrizDopo sei vittorie e sei sconfitte, arriva il primo pareggio. Un pareggio casalingo, contro il modesto Palermo, che sa tanto di sconfitta. I fischi dell’esiguo pubblico dell’Olimpico hanno fatto da giusta cornice alla ennesima pessima prestazione offerta dalla banda Pioli. Giocatori senza grinta e demotivati distanti anni luce dal proprio allenatore, senza gioco e con tanta confusione a partire dal mister ancora una volta non esente da dubbi e perplessità sulle proprie scelte. Per non parlare degli screzi in panchina laddove il vice di Pioli è impegnato ad un superlavoro per tacitare chi, più o meno apertamente, si permette di criticare le scelte di Pioli.

Formazione iniziale, sostituzioni, moduli tattici, tutto sembra sprofondare nell’oblio della domenica biancoceleste con una classifica che inizia a rendere giustizia ai reali valori di una rosa ancora una volta sopravvalutata. Certo il tecnico ci sta mettendo del suo, ma nel calcio non si inventa nulla. La difesa è raccapricciante e l’azione del vantaggio rosanero è degna delle sceneggiature di Dario Argento. Solo Basta cerca di tappare le falle che si creano ad ogni affondo avversario. Gentiletti non indovina un anticipo e Lulic è ben lontano dall’uomo 71 della famosa “coppainfaccia”. Con Mauricio improponibile resta da valutare a fondo Hoedt ma nel frattempo non si può rischiare oltre. Le statistiche sono impietose quanto veritiere relegando la retroguardia biancoceleste al secondo posto nella classifica delle reti subite in Serie A.

Se la difesa fa tremare, non sorride certo l’attacco. Ostinandosi a voler utilizzare l’impacciato Djordjevic, Pioli stavolta si ricorda di Keità obbligandolo però ad innaturali accentramenti per coprire la latitanza proprio del suo (o della società?) pupillo, col risultato di rendere evanescente l’apporto del giovane spagnolo. Balbetta anche la linea mediana, con Anderson evanescente e Biglia evidentemente scontento e Parolo a dir poco fuori forma, ecco che la gara del tanto annunciato riscatto ha offerto un altro pomeriggio di sofferenza ed anche sonnolenza. Nessun cenno di reazione, la squadra cavalca passivamente la striscia di risultati assolutamente negativi e rischia seriamente di inanellare nella prima domenica climaticamente invernale la quarta sconfitta consecutiva.

Una sconfitta evitata solo grazie ad un rigore generosamente concesso dall’impreciso direttore di gara Celi per un fallo su Lulic e trasformato dal neo entrato Candreva. Ma la gara della Lazio, tolta una colossale occasione fallita da Kishna, è tutta qui a fronte di un modesto Palermo che ha saputo sfruttare il nulla biancoceleste nel migliore dei modi. A parte il penalty, infatti, non si rammentano parate di Sorrentino mentre Marchetti ha dovuto sporcarsi i guanti in più di una occasione.

Tutto normale o quasi per una squadra di provincia, non per la Lazio. I nodi vengono sempre al pettine e le lacune non colmate in sede di mercato estivo sono ormai sotto gli occhi di tutti. La teoria delle “nozze coi fichi secchi”, tanto cara alla attuale gestione laziale, paga di rado e non sempre porta benefici alla squadra. Promettere e non mantenere conduce ad estreme conseguenze di disagio e di voglia di andar via. I tifosi non possono farlo ma è evidente quanto questa società sia destinata ad un futuro mediocre e senza ambizioni con il tanto famoso “salto di qualità”, la tanto decantata “svolta”  chiusa nei proclami di chi non ha interesse, forse, a portare la Lazio davvero in alto.

Volendo cercare col lanternino qualcosa di positivo nel pomeriggio dell’Olimpico, la consapevolezza che Milinkovic sta dimostrando di poter essere in futuro un punto fermo della squadra, ma il presente dice che in Europa basta un punto per qualificarsi alla seconda fase ma soprattutto che Gennaio è alle porte e due/tre innesti saranno indispensabili per cautelarsi da ulteriori crolli in classifica. E magari anche considerare un cambio in panchina…

Massimiliano Marsili

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Romano de Roma, è ormai prossimo alle 50 primavere. Dopo la famiglia, la vita all'aperto è stato da sempre il suo secondo amore. Una vita nello sport con il grande hobby del giornalismo sportivo. Per poco non è diventata la principale attività lavorativa ma la passione non si è mai sopita. Basket e Calcio hanno rappresentato ed in parte tutt'ora lo sono parte della sua vita.... sport praticati a tutti i livelli, giocatore allenatore ed arbitro. Parimenti le esperienze radiofoniche con diverse emittenti e strutture locali e nazionali, sia web che FM. Laziale doc, amante di tutto il movimento biancoceleste che segue in diversi siti e blog. Con grande piacere ed entusiasmo si è lasciato coinvolgere dal progetto di SportBloggers.