Le difficoltà del mercato Sidigas. La questione italiani.

Accantonate le inutili polemiche sul mancato arrivo di Menetti e messa in cantiere la nuova Scandone con la contrattualizzazione triennale di Nicola Alberani, i biancoverdi hanno già iniziato da tempo a sondare il mercato alla ricerca di giocatori interessanti. L’arrivo in Irpinia di coach Vucinic e le quotidiane riunioni con il DS stanno dando i primi seppur ancora acerbi frutti. Anche De Cesare pare molto coinvolto nella partenza di questo nuovo progetto a lungo termine e ha garantito più volte che il budget previsto sarà riconfermato in toto. Questo consentirà soprattutto ad Alberani di muoversi con agilità nel momento topico del preseason, quando, cioè, tra qualche giorno scadranno la maggior parte delle options degli società per trattenere gli atleti per un’altra stagione. Lì si giocheranno la maggior parte delle chances della Scandone di fare qualche acquisto importante precedendo le franchigie che disputeranno il campionato LBA 2018/2019.

La questione italiani.

La nuova formula del 5 + 5 (cinque italiani + cinque stranieri senza più distinzione tra extracomunitari, comunitari e Coutonou con la possibilità del 6 + 6 pagando una luxury tax), ha causato più di un grattacapo ai DS delle squadre della Lega. Con questo nuovo modello i cestisti italiani, già sovrastimati e sovraprezzati nelle scorse stagioni, sono diventati ancora più importanti e i loro procuratori fanno gara al rialzo. I pochi senza vincoli chiedono cifre esorbitanti. Non è un caso se uno dei pochi approcci di Avellino con un giocatore italiano sia fallito (o semplicemente in stand by?) per colpa della cifra astronomica richiesta: Magro dovrebbe diminuire le pretese. Ok, discreto prospetto ma a quelle cifre prendi giocatori stranieri di buon livello. Ma la questione è sostanzialmente un’altra. Partendo dal presupposto che la Scandone opterà per il 6 + 6 (gioca anche quest’anno la Champions e memore della scorsa stagione non può fare altro che garantirsi un buon numero di rotazioni), trovare 6 italiani di cui almeno 4 in grado di garantire minutaggio e qualità è veramente difficile. Filloy e D’Ercole dati per certi e pronti addirittura ad un prolungamento del contratto a meno di ingresso nella trattativa di club con tanti soldi e in grado di pagare il buy-out dei giocatori, rimangono 4 spot da riempire. Salgono le quotazioni per una riconferma di Zerini che, nonostante le sirene provenienti dalla Lombardia, gradirebbe restare ad Avellino. La questione è fondamentalmente tecnica ed economica. Coach Vucinic non ha preclusioni sull’ala grande toscana ma di certo, dopo le ultime due deludenti stagioni, Avellino può giocarsi la carta di una diminuzione del salario. A quel punto sarebbe in mano al giocatore la scelta. Accettare il nuovo contratto alle condizioni della Scandone oppure strappare qualche soldo in più ma costringersi a cambiare piazza con tutti gli inconvenienti del caso. Salvatore Parlato dovrebbe essere per l’ennesimo campionato in canotta biancoverde. Farebbe piacere a lui, alla società e a tutta la città poiché oramai viene ritenuto da tutti il trait d’union tra i tifosi e la squadra. Il sesto italiano sarebbe da pescare tra i giovani prospetti e da questo punto di vista non ci sarebbe nessun problema. Quindi, riassumendo, con Zerini in bilico sono da riempire due caselle. Due caselle con giocatori di un certo spessore (Zerini da questo punto di vista sarebbe una diminutio). Ma il problema è solo uno. Italiani forti, senza contratto, disponibili a venire ad Avellino alle condizioni di Alberani (salario giusto e prospettiva di crescita) non ce ne sono. Almeno non ce ne sono che orbitano a livello di massimo campionato. Ed allora il DS sta già sondando giocatori che hanno militato nella scorsa stagione in LNP (la A2, per intenderci). La soluzione è la migliore anche se, a titolo personale, un sondaggio con Alessandro Gentile andrebbe fatto. Ovviamente il ragazzo e il procuratore vorrebbero volare lì dove osano le aquile ma un tentativo andrebbe fatto. Perché dopo qualche fallimento di troppo Avellino potrebbe essere l’ambiente giusto per rilanciarsi. Sarebbe a casa. Papà di Maddaloni, mamma di Altavilla Irpina. Alessandro conquisterebbe immediatamente i tifosi. Gli screzi passati sarebbero presto dimenticati. Lasciando il mercato e tornando alla questione 6 + 6, bisogna sottolineare la necessità (trapelata anche da ambienti societari) di legare i giocatori italiani con contratti più lunghi di un 1 + opzione. L’anno prossimo saliranno in LBA 3 squadre e sarà retrocessa soltanto una creando, se possibile, ancora più caos nella ricerca spasmodica di un italiano da schierare.

La questione riconferme.

Dati, come detto, per scontati i rinnovi di Filloy, D’Ercole e Parlato, tutto il resto è davvero in divenire. Rich pur non avendo ancora ricevuto offerte concrete, può giocarsi la carta MVP per strappare un contratto più oneroso. Alle cifre che si sentono in giro, sinceramente, non ci sentiremmo di criticare la società se decidesse di non insistere sul ragazzo. Scrubb (e il di lui fratello) sono sicuramente attenzionati ma Alberani aspetta che sia il tecnico a pronunciarsi prima di dare il via ad una trattativa serie. Fesenko è dato in partenza. Rientrerebbe nei piani societari solo a determinate condizioni (mancanza di alternative migliori, diminuzione dell’ingaggio, ruolo ridimensionato). Per Leunen vale più o meno lo stesso discorso. Parlerà con la società. Probabilmente Sacripanti lo vorrebbe a Bologna per fare ciò che ha fatto in tutti gli anni che lo ha allenato. Ma Martino ad Avellino non sta male. Bisognerà soltanto vedere cosa ne pensa Vucinic. Tutti gli altri, a meno di clamorosi ripensamenti, dovrebbero essere lasciti liberi di cercare un’altra sistemazione. D’altronde l’impressione forte è quella di un ciclo finito (quello dello scorso anno) ed uno completamente nuovo iniziato (quello di quest’anno). Ed allora Alberani e Vucinic vorranno costruire giocoforza partendo dagli italiani (e necessariamente riconfermandone il più possibile) ma vorranno soprattutto dare una nuova impronta al roster biancoverde. Probabilmente vedremo giocatori più agili e meno macchinosi. Per capirci, più Sutton e meno Leunen. L’impianto di gioco del coach serbo si è basato nel passato proprio su questo. Giocatori fisicamente forti ma agili e con ottima tecnica personale. Da questo punto di vista si comprendono le difficoltà, ad esempio, di confermare uno Scrubb che, fortissimo da 3 e molto agile, non ha dalla sua la prestanza fisica che il coach vorrebbe vedere in un’ala piccola.

E il palazzetto…

Nel frattempo inizierà il restyling del Paladelmauro. Quando finirà non è dato sapere. L’unica cosa certa è che deve essere pronto per le Universiadi del prossimo anno. Il dato che allarma è proprio questo. Quando la Scandone avrà la disponibilità del palazzetto? Quante partite non potrà disputare tra le mura amiche? Quanto si protrarranno i lavori? Per ora non c’è nulla di certo ma, da questo punto di vista, non siamo proprio tranquilli al 100%.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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