La��ex Ciano affonda la��Avellino

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Con una doppietta del suo capocannoniere, il Crotone conquista tre punti da��oro in chiave salvezza. Lupi inesistenti sia sul piano tecnico-tattico che su quello psico-fisico. Domenica contro il Pescara sarA� la��ultima chiamata play off.

 

Encefalogramma piattoa�� A? dura, durissima la diagnosi che arriva dalla��Ezio Scida per la��Avellino di mister Rastelli. Gli irpini, orfani di Castaldo (squalificato), Bavena, Mokulu e SoumarA? (infortunati), contro un modesto Crotone incassano la loro quinta sconfitta nelle ultime sei gare disputate in trasferta e scivolano alla��ottavo posto in classifica, la��ultimo utile per partecipare ai play off, ma in coabitazione con il Livorno (su cui sono perA? in vantaggio per gli scontri diretti).

La gara di Trotta e compagni in terra calabra dura poco piA? di una decina di minuti: giusto il tempo di illudere i tifosi presenti sulle gradinate (una decina, gli altri 200 entreranno alla mezza��ora) e i tanti incollati alla Tv, di reclamare la��ennesimo calcio di rigore solare su Comi, non concesso dal signor Nasca di Bari, e di consegnare le chiavi del match nelle mani dei pitagorici, che sbloccano il risultato con un generoso penalty (presunta trattenuta di Ely ai danni di Ferrari) trasformato da Ciano.

Proprio l’ex di turno firmerA� la sua personale doppietta al 55esimo con un Avellino alla disperata ricerca di una reazione che non ca��A?. A nulla vale la��ennesimo e disperato cambio di modulo operato da Rastelli ad inizio di ripresa (dal 3-5-2 al 4-3-1-2) con la��inserimento di Zito nella��inedito ruolo di trequartista e poi quelli di Sbaffo e Almici. I biancoverdi producono solo tanta confusione, e, giustamente contestati, al triplice fischio escono con il capo chino al termine di una prestazione incolore: difesa distratta, centrocampo impreciso e affaticato, attacco abulico, assoluta mancanza di cattiveria.

Lupi assenti sia sul piano tecnico-tattico che su quello psico-fisico: sembrano non esserci piA? motivazioni. Eppure questa squadra dovrebbe averne tante: raggiungere la��obiettivo minimo stagionale (i play off), guadagnarsi il premio messo in palio dal patron Taccone, valorizzarsi e mettersi in mostra in vista del prossimo campionato, dimostrare di seguire ancora il proprio allenatore e soprattutto dare soddisfazioni ad una tifoseria sempre presente, nonostante tuttoa��

E invece la squadra sembra essere scoppiata, proprio nel momento clou, ed esattamente come accaduto lo scorso anno, nel rush finale, sembra non averne piA?a��

Questione di testa, di gambe, di inesperienza, di scarsa qualitA�, di incapacitA� della��allenatore, di inadeguatezza societaria, di scelte tecniche sbagliate, di problemi nello spogliatoioa��? Difficile dirlo. Forse un mix di tutto ciA?.

Al momento ca��A? una��unica sola certezza: qualcosa si A? rotto, ma il campionato non A? finito e i play off non sono ancora del tutto perduti. Domenica al Partenio arriva il Pescara, che con la vittoria di misura sulla Pro Vercelli, A? salito a quota 57 punti. Tre in piA? dei lupi che dunque avranno la��ennesima chance di restare agganciati al treno spareggi. Ea�� la��ultima chiamata per non sciupare definitivamente quello che per tre quarti della stagione A? stato un gran bel campionato: la squadra deve ritrovare se stessa, la��autostima perduta, la��equilibrio dei bei tempi, la grinta, la��orgoglio e la fame del girone di andata e quel pizzico di fortuna che non guasta mai, la via del goala�� sarA� una gara da dentro o fuori. Stavolta non si puA? sbagliare. Bisogna crederci! Non A? ancora giunto il tempo dei processia�� per quelli ca��A? tempo!

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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