L’importanza del calendario

calendarioA metA� settimana mi trovavo a chiacchierare in pausa caffA? con un mio collega, guarda caso interista, sull’importanza che il calendario delle partite di serie A ha sull’andamento piA? o meno positivo di una squadra al termine della stagione. Questo A?, a mio avviso, un fattore che quasi mai viene sottolineato dai critici e dai media, eppure A? importantissimo, anzi, oserei dire fondamentale. Quando affronti la prossima squadra avversaria in un qualsiasi turno del campionato devi ovviamente sperare che le numerose variabili in gioco (delle principali discuteremo tra poco) siano quanto piA? favorevoli possibile, perlomeno le principali.

Anzitutto, per esempio, non A? ovviamente la stessa cosa incontrare al sabato o alla domenica una squadra che ha giocato anche a metA� settimana un turno di coppa (Italia, Europa League o Champions League) perchA? l’impegno infrasettimanale porta ovvia stanchezza nelle gambe dei giocatori avversari.

Ad inizio campionato, nei primi turni, non ha lo stesso peso incontrare squadre che hanno rinnovato allenatore e moduli tattici piuttosto di altre che invece hanno conservato lo stesso impianto di gioco.

A primavera conta e conterA� tantissimo la preparazione fisica dei mesi autunnali ed invernali, altra cosa spesso e volentieri sottostimata e che invece decreterA� le sorti del decisivo finale di stagione, basti guardare come ogni anno ci sia la squadra che crolla di schianto nelle ultime 7/8 partite e quella che invece finisce la stagione al massimo della condizione fisica.

Altro fattore piuttosto decisivo: vogliamo dimenticarci del ruolo dell’allenatore? E’ la stessa cosa incontrare una squadra allenata da un vecchio marpione delle panchine piuttosto che da un esordiente o uno sbarbatello alle prime armi? Direi proprio di no.

Ed ancora, quanto decisivi sono infortuni e squalifiche? Quanto conta incontrare una squadra che abbia assenze importanti piuttosto che la rosa al completo a disposizione?

Ed infine, lo stato di “salute mentale” dell’avversario non lo consideriamo? Incontrare al prossimo turno una squadra in striscia positiva non ha lo stesso peso che incontrarne una in piena crisi, siotto pressione, magari coi propri tifosi incazzati neri perchA? fai schifo…

Potrei continuare per ore, ma giA� con queste 6/7 variabili che ho messo in gioco capite bene quanto possano spostarsi gli equilibri “neutrali” di partenza.

Detto questo, ed analizzando per esempio l’Inter, io ed il mio collega concordavamo sulla “fortuna” ricevuta in dote dalla Beneamata in questo inizio di stagione, cosa che ha certamente contribuito a regalare ben 10 punti in classifica (frutto di tre vittorie ed un pareggio con la Juve) e quindi a risollevare un ambiente estivamente depresso, ed ora invece carico oltre ogni aspettativa.

Prima giornata: l’Inter incontra in casa il Genoa di Liverani. L’allenatore A? nuovo, sarA� forse l’emozione dell’esordio in A ma a mio avviso il ligure sbaglia di brutto la formazione, lasciando il povero Gilardino isolato in avanti, col solito modulo difensivista ad una punta e nove giocatori dietro la linea della palla. Logico dominio e vittoria nerazzurra, seppur sofferta, Liverani dopo un paio di giornate A? giA� sulla graticola, poi si salva vincendo il derby della Lanterna, vedremo se salverA� la panchina, certo alla prima giornata non era quello il miglior Genoa possibile, con un modulo diverso (ed un allenatore diverso?) i rossoblu possono tranquillamente ambire ad una media classifica.

Seconda giornata: l’Inter va a Catania, una squadra che A? cambiata di molto in estate, apparentemente in peggio. Fatalmente vado al Franchi ad assistere alla prima di campionato dei viola, l’ultimo posticipo, un Fiorentina – Catania dove assisto ad una prestazione a dir poco modesta dei siculi. Tornando a casa in macchina penso, tra me e me che, da interista, A? meglio affrontarla subito una trasferta cosA� tradizionalmente “calda”, poichA? gli etnei cosA� spenti non li ricordo da anni…Sensazione esatta, ed infatti il risultato parla chiaro, Catania – Inter 0-3, non c’A? partita, una sola squadra in campo. Non voglio pensare che il Catania rivelazione della passata stagione sia questo, con Maran o con un altro allenatore si risolleverA� (ma intanto noi lo abbiamo affrontato al momento giusto).

Poi viene il derby d’Italia, mai cosA� presto, subito alla terza giornata. Un bene per l’Inter? A priori forse sA�…la Juve di inizio campionato non sembra ancora la terribile schiacciasassi di cui tutti tessono le dosi e che in teoria dovrebbe ammazzare il campionato (io non ci credo, comunque). Toh, guarda caso, i nerazzurri giocano alla pari contro una Juve non ancora al massimo, addirittura segnano per primi, strappano al termine un meritato punto. Niente male. Anche questa A? andata.

Quarta giornata, l’Inter va a Sassuolo, contro una squadra a zero punti, ma a mio avviso al palo anche ed in buona parte per la pochezza del proprio allenatore. Meglio trovarla adesso, dico prima del match a mio figlio, perchA? Di Francesco ha le ore contate, non A? da serie A, con un altro allenatore pronto a subentrare (chi saranno i primi a ricoloccarsi ai primi esoneri, Iachini? Ficcadenti? Reja? Cosmi? Di sicuro tutti meglio di Di Francesco). Alle 12.25 accendo la tv, la partita A? l’anticipo domenicale, ora pranzo. Ascolto le formazioni, mi viene da ridere: il miglior attaccante (Zaza) in panchina, al suo posto l’inutile e macchinoso A�Floro Flores, sulle ali Missiroli (non il suo ruolo) e Schelotto, forse il giocatore piA? sopravvalutato della storia, a mio modesto parere una ciofeca micidiale. Gliene diamo cinque, dico a mio figlio, non si puA? essere cosA� modesti da mandare in campo una formazione piA? sbagliata. Sbaglio io stavolta…Alla fine i gol sono sette, ma potevano essere almeno il doppio. Credo che, con un altro allenatore, il Sassuolo possa fare meglio, magari non salvarsi ma certo non presentarsi in campo come oggi.

Insomma, tirando le somme, valuto ancora tra me e me, finora la sorte ci ha sorriso. Prendo il mano il mio calendario tascabile, vado a monitorare i match del prossimo turno. Prossima avversaria dell’Inter A? la Fiorentina, a San Siro. Certo, la curva Nord sarA� assurdamente vuota per cori razzisti che nessuno ha sentito, mancherA� forse un po’ di tifo super, perA? loro saranno senza Pizarro, Gomez e Cuadrado, praticamente i loro tre migliori giocatori…

Segnali? Mah! Non vorrei essere troppo ottimista, specie quest’anno in cui sembra ci sia parecchio equilibrio ai piani alti. Comunque…ai prossimi turni l’ardua sentenza, per capire se sarA� un anno positivo, buono o…meraviglioso.

Intanto tocco ferro, e continuo a sognare…

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Veronese, alle soglie dei 50 anni ha 5 amori (Barbara, Jacopo, Joe, l'Inter e L'Hellas) e per non essere da meno pure 5 amanti (la corsa, la bici, la fotografia, la scrittura e lo sport in generale). Sportivamente parlando vanta un paio di record di cui va fiero: maggior numero di sport praticati in vita (ne ha perso il conto) nonché maggior numero di infortuni e fratture (che gli hanno valso il meritato soprannome di Swarosky). Nella sua quarantennale carriera sportiva è stato giocatore, guardalinee, arbitro, dirigente, presidente, allenatore, giornalista-fotografo-scrittore sportivo...Sta seriamente pensando di taroccare la carta d'identità per poter partecipare al corso arbitri e chiudere il cerchio per entrare nel guinness dei primati. E' fondatore e promotore di SportBloggers.