Luca Toni — Il centravanti leggendario

Toni

A dire il vero, bomber Luca Toni lo era già tornato l’anno scorso. Con una stagione alla Fiorentina da incorniciare, giocata largamente sopra le aspettative dei più.

Ma le trentasei candeline che, per lui, prima punta, pesano parecchio – soprattutto se sommate a qualche brutto infortunio subito negli scorsi anni – avevano fatto storcere il naso a qualche tifoso dell’Hellas che, lesto, aveva liquidato l’acquisto di Toni come una trovata commerciale della Nike.

Che non è così Luca Toni l’ha dimostrato nelle partite di precampionato – dove ha sempre o quasi timbrato il cartellino dei marcatori – e, soprattutto, all’esordio al Bentegodi contro il Milan.

Sia chiaro: l’attaccante di Pavullo nel Frignano non spicca certo per velocità. Anzi. Rifiata spesso trotterellando per il campo in attesa che qualcuno, dal centrocampo – o come più spesso accade, dalla difesa (l’Hellas gioca di rimessa) – gli scodelli una palla alta sulla zucca.

State sicuri che Luca Toni quella palla non la perde. Di riffa o di raffa la addomestica, appoggiandosi con astuzia sull’interdittore avversario. E quando entra nell’area avversaria è uno che la porta la vede eccome.

É andata così contro il Milan. I difensori rossoneri parevano stregati, cristallizzati, al cospetto di questo leggendario gigante che, su numero due cross ricevuti in novanta minuti di gara, ha inzuccato la palla alle spalle di Abbiati altrettante volte: due a uno per l’Hellas il risultato finale.

Forse Van Gaal, che fece di tutto per estrometterlo dal Bayern Monaco, tentando di travestire una scarpa d’oro in uno scarpone, si morderà le mani per aver regalato ad altri le prodezze di questo centravanti.

Ma anche la Roma, il Genoa e – soprattutto – la Juve, alla ricerca di validi rincalzi per l’attacco, un qualche rimorso potrebbero averlo.

Bentornato, anzi, ben confermato campione!

 

Pao.Lo

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Misterioso juventino legnaghese, ama il buon vino, la lettura di saggi storici e la città che gli ha dato i natali.