Luis Enrique, la mosca bianca

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Negli ultimi anni la Spagna non si A? certamente distinta nel panorama mondiale sportivo per un atteggiamento di repressione e lotta al doping, anzi, il permissivismo A? stato dilagante, a tutto vantaggio di decine di atleti iberici che sono immeritatamente saliti ai vertici delle discipline in cui si sono resi protagonisti (ciclismo in primis). E’ perciA? con notevole piacere rilevare, quale conferma del motto che sancisce la sistematicitA� del verificarsi di una eccezione alla regola, l’assurgere nel panorama calcistico europeo di una figura che si discosta dai lassisti canoni spagnoli e si fa portavoce del principio dell’assoluta intransigenza.

Nominato nell’estate 2011 dalla nuova dirigenza della Roma Calcio quale neoallenatore della “maggica”, il catalano Luis Enrique ha fatto subito vedere a tutti di che pasta (dura) A? fatto. Il primo episodio a favore di detto granitico carattere l’abbiamo appurato quando, negli spogliatoi del Friuli, dopo una bruciante sconfitta della Roma contro l’Udinese, il centravanti Osvaldo piuttosto nervoso si A? scagliato contro il compagno Lamela colpendolo con un pugno accusandolo di credersi il nuovo Maradona…Fosse stato per i compagni l’episodio sarebbe passato inosservato, tuttavia il coach ha preteso ed ottenuto dalla dirigenza capitolina un’esemplare punizione per il riottoso puntero nonchA? le doverose scuse per l’inesemplare azione. Il mister Luis si A? ripetuto in occasione di Atalanta – Roma, quando ha punito il forte centrocampista De Rossi,A� A� fresco di ingaggio pluriennale e plurimilionario, con una meritata tribuna, in quanto reo di essere arrivato con colpevole ritardo alla riunione tecnica pregara. Di fronte ad una cocente sconfitta della Roma, il mister ha diciarato che riprenderebbe sempre la stessa decisione, sebbene gli sia chiaramente seccato dover fare a meno di una pedina cosA� importante per la sua squadra. Ma le regole sono regole, dice il buon Luis, e vanno rispettate!

Senza tornare ai tempi del gendarme Helenio Herrera, che monitorava ossessivamente i giocatori della sua Inter per non lasciarli deconcentrare con pensieri extra calcistici (donne, partite a carte, ecc) riteniamo che, in un mondo calcistico dove la superficialitA�, l’aleatorietA� e la mancanza di regole chiare sono purtroppo alla base dello stesso, l’atteggiamento intransigente e ligio alle regole del “duce” Luis Enrique vada elogiato e portato a modello da seguire. Non basta questo a farci capire lo spessore di Luis? Bene, quale ciliegina sulla torta si consideri che il mister ha recentemente posticipato il rinnovo del contratto con la Roma, affermando che, nonostante i buoni risultati, lui ha ancora tanto da dare e tutto da dimostrare.

Abituati all’attaccamento ai soldi, alle poltrone ed al potere dei politici e degli uomini di influenza che gestiscono il nostro Paese (e non solo), trovare una umile, corretta e lungimirante “mosca bianca” come Luis Enrique sia di stimolo a chi, quotidianamente, continua a dare il meglio di sA?, consapevolmente sapendo di poter dare ancora tanto e piA? di quello giA� dato.A�

 

About Matteo Brama

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Veronese, alle soglie dei 50 anni ha 5 amori (Barbara, Jacopo, Joe, l'Inter e L'Hellas) e per non essere da meno pure 5 amanti (la corsa, la bici, la fotografia, la scrittura e lo sport in generale). Sportivamente parlando vanta un paio di record di cui va fiero: maggior numero di sport praticati in vita (ne ha perso il conto) nonché maggior numero di infortuni e fratture (che gli hanno valso il meritato soprannome di Swarosky). Nella sua quarantennale carriera sportiva è stato giocatore, guardalinee, arbitro, dirigente, presidente, allenatore, giornalista-fotografo-scrittore sportivo...Sta seriamente pensando di taroccare la carta d'identità per poter partecipare al corso arbitri e chiudere il cerchio per entrare nel guinness dei primati. E' fondatore e promotore di SportBloggers.