Lupi, remuntada da play off

Gigi-Castaldo-attaccante-Avellino

La��Avellino soffre per 60 minuti, va in svantaggio, rischia di capitolare, poi trova la forza per rimontare un buon Pescara vincendo per 3 a 2 grazie alle reti di Castaldo, Zito e Kone. Irpini e abruzzesi sono ora appaiati in classifica a quota 57 punti, ma i biancoverdi sono in vantaggio negli scontri diretti. Sabato altra sfida da��alta quota a Bologna.

La��Avellino getta il cuore oltre la��ostacolo e finalmente assistito dalla dea bendata, ritrova vittoria, sorriso e una serenitA� almeno a�?apparentea�?. Reduci dal pesante ko di Crotone, i biancoverdi erano obbligati a rispondere presenti alla��ultima chiamata play off. E cosA� A? statoa�� ma quanta sofferenza! Gli adriatici sospinti da oltre 300 supporters, hanno disputato per 60 minuti una partita di grande intensitA�, intelligenza e spessore, passando meritatamente in vantaggio e sfiorando il raddoppio in almeno quattro limpide occasioni.

Mister Rastelli ancora una volta ha sorpreso tutti con una formazione a�?rinnovataa�?: modulo 3-5-2 con Frattali tra i pali, Pisacane, Chiosa e la novitA� Fabbro centrali, Bittante e Visconti esterni, Almici (altra sorpresa) mezza��ala destra con Arini e KonA? a completare la linea mediana e in avanti il tandem Trotta a�� Castaldo. Gli irpini appaiono subito impacciati, imprecisi, timorosi, bloccati al cospetto di un Pescara gagliardo, capace di ripartenze veloci, precisi fraseggi nello stretto e micidiali verticalizzazioni nello spazio. Esattamente ciA? che la��Avellino non A? piA? capace di fare da tempo immemore e che soffre maledettamente…

Proprio da una palla in profonditA� servita da Brugman al 16esimo, sfruttando il mal posizionamento della retroguardia campana, Pettinari trova la rete del vantaggio con un preciso rasoterra. I lupi sono completamente in bambola e rischiano di capitolare tre minuti piA? tardi sulla conclusione di Melchiorri che uno strepitoso Frattali (il migliore in campo) devia sulla traversa.

Rastelli capisce che la squadra A? troppo schiacciata e dunque opta giA� al 26esimo per un cambio: fuori il lento, nervoso e giA� ammonito Fabbro dentro Zito che si posiziona da trequartista. Il cambio non sortisce gli effetti sperati ed anzi il Pescara va vicino alla seconda marcatura con Brugman prima e Bjarnason poi, su cui ancora una volta A? attentissimo la��estremo difensore irpino. Allo scadere della prima frazione si vede finalmente anche la��Avellino con la��unico acuto del match di Trotta che fa tutto bene ma il suo tiro viene deviato da Aresti.

La ripresa si apre con un altro cambio tra i biancoverdi: fuori Bittante dentro Sbaffo. Zito torna nel suo ruolo di interno sinistro, mentre la��ex Latina agisce da rifinitore. La��Avellino ha un altro piglio, sembra molto piA? motivato e grintoso, ma si sbilancia e quasi capitola al 56esimo sul colpo di testa ravvicinato di Politano su cui si supera ancora una volta Frattali, che si ripete un paio di minuti piA? tardi chiudendo lo spazio in uscita al solissimo Melchiorri.

La svolta giunge al 63esimo: cross di Zito in piena area, braccio largo di Salamon e rigore trasformato con freddezza da Castaldo (al suo 16esimo centro stagionale). I lupi si sbloccano, il Pescara soffre la��ardore fisico e caratteriale dei verdi che cominciano a credere nella rimonta. Rastelli inserisce Comi per Trotta e il cambio si rivela azzeccato, perchA� proprio la��ariete ex Lanciano servito con una palla lunga dalla trequarti in area, nel tentativo di colpire di testa, disturba la��uscita di Aresti che respinge coi pugni, la palla si impenna, Zito anticipa tutti di testa e insacca il 2 a 1. Sulle ali di un entusiasmo ritrovato, sette minuti piA? tardi A? KonA? con destro dal limite deviato da un difensore biancoazzurro a portare a due le reti di vantaggio. A nulla serve la doppietta di Pettinari allo scadere del recupero che fissa il risultato sul definitivo 3 a 2.

I tre punti vanno alla��Avellino che aggancia in classifica proprio i delfini, ma li sopravanza per gli scontri diretti e dunque si attesta al settimo posto in classifica. Al termine del match, capitan Castaldo si A? prima sfogato sotto la curva e poi ha abbandonato il campo in lacrime, provocando un caso e una possibile spaccatura con la tifoseria che subito e saggiamente il presidente Taccone si A? affrettato a far rientrare.

Occorre ripartire esattamente da quella rabbia e attaccamento dimostrato dal capitano, dalla caparbietA�, cattiveria, brillantezza ed essenzialitA� tirata fuori nel secondo tempo. Mancano tre sole giornate al termine della regular season e non sono piA? ammessi cali di concentrazione e distrazioni. Sabato altro scontro play off: Castaldo e soci saranno di scena al Dalla��Ara di Bologna. Una gara difficile, che si preannuncia complicata non solo per due assenze importanti (saranno squalificati KonA? e Pisacane), ma anche per la voglia dei felsinei di cambiare registro dopo le ultime deludenti prestazioni e dimostrare al neo tecnico Delio Rossi (subentrato da poche ore alla��esonerato Lopez) che per la promozione in A tutti dovranno fare i conti coi rossoblA?.

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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