Mamma butta la pasta (cit.) – Avellino batte Milano e sogna

IMG-20160131-WA0005Fantascienza o no? Il pullman della Scandone A? ancora al palazzetto di Milano, la squadra deve ancora uscire dagli spogliatoi ma i posti sono giA� tutti esauriti. Tutti pronti a salire sul pullman dei vincitori, rivisitando un vecchio detto popolare. Sei partite fa in cittA� si chiedeva la testa di uno dei migliori allenatori che abbia mai avuto il campionato italiano. Acker fino a stamattina veniva dato per prossimo al taglio. Green era un cavallo di ritorno zoppo e Ragland un giocatore sulla via del tramonto. Dove sono ora tutti questi personaggi in cerca d’autore? Come dicevamo, sono tutti sul carro dei vincitori, tutti a dire “l’avevo detto io”. Peccato che loro avevano fino ad ora detto tutto e il contrario di tutto mettendo in crisi lo spogliatoio quando c’era solo bisogno di incitamento e giocando a fantabasket quando non ce ne era assolutamente bisogno. Sono gli stessi che la domenica elemosinano un’entrata gratis una volta come fotografo, una volta come collaboratore di una testata giornalistica e una volta millantando amicizie e parentele. Poi ci sono quelli che alla Scandone tengono. Quelli che ci sono al palazzetto anche quando si A? sotto di 30 ed ultimi in classifica. Quelli che andrebbero a vedere il basket anche con la Sidigas in una serie inferiore a giocarsi la partita contro la Cab Solofra. Questa vittoria A? soprattutto loro.

Avellino vince e convince. Dan Peterson, commentatore per l’Olimpia Channel, giA� prima della palla a due viene impressionato dal tifo avellinese e dice in diretta: “Cavolo che tifo fanno cento tifosi di Avellino”. Nel corso della partita avrA� parole di elogio per una squadra che mai ha mollato anche passando dal +12 al -12, riuscendo sempre a stare in partita ed a mettere in seria difficoltA� la zona imbastita da coach Repesa. Naturalmente Peterson A? Milano. E’ tifoso forse prima che allenatore. Ed allora A? perdonato quando nei concitati attimi finali si lascia andare e tifa spudoratamente per quella che sente come la sua squadra.

IMG-20160131-WA0002Sugar Ray Leonard una volta disse: “Devi sapere che puoi vincere. Devi pensare che puoi vincere. Devi sentire che puoi vincere”. QuestA� A? la chiave della vittoria della Scandone a Milano. Ha creduto nei propri mezzi anche quando il pubblico meneghino fischiava e il palazzetto era una bolgia. Milano ha giocatoA�come se in palio ci fosse la finale di Euroleague ed il pubblico l’ha seguita. Ma per Avellino c’erano quei ragazzi. Quelli in campo, quelli in panchina, quelli sugli spalti e quelli davanti ai televisori. Ragazzi a cui bastava un poco di fiducia per credere che i sogni possano realizzarsi e le imprese sianoA�possibili.

Milano arrivava da una serie infinita di vittorie casalinghe. Contarle sarebbe inutile e solo un arido gioco numerico. Basti pensare che l’ultima partita persa vedeva in campo un quintetto completamente diverso e un diverso allenatore. Tanto serveA�per avere il senso dell’enormitA� di questo risultato sportivo: paragonabile, forse, soltanto ad una indimenticabile vittoria casalinga contro la Siena corazzata invincibile. Merito, anche quella volta, di un giocatore alto 150 centimetri e nato a Philadelphia di nome Marques Green. Un lottatore. Il Rocky Balboa dalla casacca biancoverde. Quello che tira soltanto se A? costretto a farlo ed il piA? delle volte, quando decide che A? arrivato il momento, mette una tripla decisiva.

Lui e i compagni. Finalmente Avellino ha uno spogliatoio coeso, come quello della promozione in serie A. Giocatori tanto amiciA�che, pur ad un decennio di distanza, ancora si sentono ed alla prima occasione si vedono per ricordare quei tempi davanti ad una birra e un panino. Questo A? uno dei segreti anche della Scandone di oggi. E questa peculiaritA� non puA? essere che merito della capacitA� di Pino Sacripanti e di Nicola Alberani nella gestione dello spogliatoio. Fuori le beghe degli scorsi anni, fuori le voci e le malignitA� delle scorse gestioni. Quando c’A? un giocatore in difficoltA� tutti sono pronti a sostenerlo e a dargli una mano. CosA� A? successo coi problemi personali di Veikalas, cosA� A? successo per gli infortuni di Green e Blums, cosA� A? successo per le pessime prestazioni del reparto lunghi di inizio stagione (escludendo Buva, ovviamente). Tutti a remare nella stessa direzione e Sacripanti nei panni del buon Peppiniello Di Capua a dare il tempo e a tenere saldo il timone della barca.

Inutile entrare nei dettagli della partita. Ed inutile dare i voti ai giocatori. Tutti bravissimi, compresi quelli che sul parquet non sono entrati. PerchA� A? inutile negarlo, anche loro hanno grandi responsabilitA� e grande professionalitA�. Quel gruppo di cui parlavamo poco sopra A? cosA� anche grazie a loro. Naturalmente non possiamo esimerci di citare l’MVP della partita. Difficile decidere tra le tante prestazioni eccellenti di questa sera. Ma Maarten Leunen A? stato senza ombra di dubbio una spanna sopra ogni proprio compagno. Non solo per la splendida tripla che ha consegnato ad Avellino il +1 a dodici secondi dalla fine. Ma per gli 8 assist, i 5 rimbalzi, il 66% da tre punti e soprattutto per il suo essere il punto di riferimento per ogni compagno. E’ l’estensione di coach Sacripanti sul parquet. Ed ora che iniziaA�anche a mettere punti a referto ha tutto il tempo e la classe per divenire un fattore del nostro campionato.

Ora non c’A? tempo per cullarsi negli allori di questa vittoria. Domenica prossima, ad ora di pranzo, la Scandone incontrerA� Pistoia. Sacripanti e i suoi uomini vorranno servire ai toscani un piattoA�indigesto. E con Pino “Cannavacciuolo” Sacripanti il pubblico puA? stare tranquillo e riempire il palazzetto come quest’anno ancora non si A? mai visto. Per volare ci vuole l’impegno di tutti, spettatori compresi. E per quanto riguarda i critici, quelli che “malpensano”, quelli che “la dietrologia A? il mio mestiere”, beh… quelli saranno pronti al primo passo falso a ripetere sempre gli stessi concetti e a scendere dal carro dove stasera si stanno sbragando come se fosse merito loro questo successo. Ma cosA� A? la vita e coach Sacripanti lo sa benissimo.

L’ultimo pensiero di chi scrive va a un ex della Scandone, coach Luigi Gresta, professionista serio e di grande competenza cestistica, esonerato a 48 ore da una partita importantissima per la classifica di MateraA�dopo che nelle scorse settimane la societA� gli aveva rinnovato la fiducia facendogli addirittura ritirare le dimissioni. Per la cronaca Matera ha perso anche oggi contro Jesi incassando la dodicesima sconfitta consecutiva. La societA� ha giA� cambiato tre coach e svariati giocatori. A naso il problema non A? quello, probabilmente.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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