“Manita” del Perugia al Partenio

Foto LaPresse - Gerardo Cafaro Sabato 4 Marzo 2017, Avellino (Italia) Sport Calcio U.S. Avellino 1912 vs A.C. Perugia Calcio Campionato di Calcio Serie B Conte.it 2016/2017 - Stadio "Partenio - Adriano Lombardi" Nella foto: Gonzalez Photo LaPresse - Gerardo Cafaro Saturday 4th March 2017, Avellino (Italy) Sport Soccer U.S. Avellino 1912 vs A.C. Perugia Calcio Italian Football Championship League B Conte.it 2016/2017 - "Partenio - Adriano Lombardi" Stadium In the picture:Gonzalez

Dopo nove risultati utili consecutivi l’Avellino si arrende senza lottare ai grifoni umbri: tripletta di Di Carmine, autorete di Laverone e gol di Terrani. Espulsi Djimsiti e Gonzalez, sicuri assenti nella difficile trasferta di sabato a La Spezia.

Incredibile al Partenio: dopo nove risultati utili consecutivi, l’Avellino crolla tra le mura amiche prendendo ben cinque sberle da un Perugia superiore in ogni reparto, quadrato, tonico e dannatamente cinico. Un risultato pesantissimo nel punteggio e nella sostanza: i lupi, dopo il pareggio beffa di Vercelli,  erano chiamati ad una prova di orgoglio e spessore che magari consentisse loro anche di alzare l’asticella delle proprie ambizioni. Invece la squadra di mister Novellino praticamente non è mai scesa in campo: stanchezza fisica, deconcentrazione mentale, scarse motivazioni, troppe chiacchiere fuori dal campo per l’attesa sentenza della procura federale legata al calcio scommesse. La verità? E’mancato quel carattere, quell’intensità, quella voglia di lottare che aveva consentito agli irpini di risollevarsi lasciando la zona calda della classifica… nessuna attenuante dunque per i biancoverdi, neppure quella di una conduzione di gara a dir poco discutibile del “solito” signor Manganiello.

Niente turn over per Novellino che rispetto alla gara di martedì sera, nonostante l’evidente stanchezza affiorata nei secondi 45 minuti del Piola in qualche uomo, cambia una sola pedina: dentro Belloni per l’acciaccato  D’Angelo. Ardemagni guida l’attacco contro il suo ex Perugia che seppur privo di quattro pedine in difesa, ritrova però Di Carmine in avanti e Gnahoré in mediana.

L’Avellino parte forte e al secondo minuto, protesta veementemente per un evidente tocco di mano in area di rigore da parte del debuttante Dossena su cross di Belloni, ma il direttore di gara non ravvisa gli estremi per il penalty. La squadra di Bucchi cresce e diventa padrona del campo, mostrando un ottimo palleggio nella zona nevralgica e al 12esimo passa in vantaggio con Di Carmine bravo ad eludere la copertura di Jidayi (distratosa la sua prova) e a scaraventare in rete un bolide sotto la traversa imprendibile per Radunovic. I biancoverdi accusano il colpo: provano a spingersi in avanti, ma al di là di un paio di cross ben smanacciati da Brignoli, non riescono quasi mai a rendersi pericolosi ed anzi prestano il fianco ai grifoni che chirurgicamente raddoppiano: incursione sulla destra di Mustacchio al 38esimo che mette in mezzo un pallone facile facile per la doppietta di Di Carmine.

Nella ripresa l’Avellino prova a scuotersi: Novellino richiama un opaco Belloni e getta nella mischia Castaldo, poi dopo dieci minuti inserisce anche Camarà per Lasik, schierando i lupi a trazione anteriore con  un offensivo 4-3-3. Ma la musica non cambia e le uniche occasioni che riescono a costruire i padroni di casa sono quella che spreca malamente Ardemagni  al 54esimo e quella costruita da Moretti due minuti più tardi con un bel fendete in slalom che finisce fuori di poco.

L’Avellino è tutto qui… da questo momento in poi è solo Perugia. Al 60esimo Di Carmine cala il tris sul filo del fuorigioco e qualche minuto più tardi costringe Djimsiti al fallaccio con conseguente rosso diretto. Al 71esimo ancora un erroraccio in difesa per i biancoverdi che incassano la quarta rete con autorete di Laverone e infine al 75esimo arriva  con Terrani la manita perugina con la difesa irpina a dir poco imbarazzante. Non c’è più nulla da registrare, se non l’espulsione di Gonzales e il bellissimo applauso del pubblico del Partenio alla propria squadra nonostante l’inattesa sconfitta.

Segno di grande maturità e attaccamento, ma soprattutto sintomo chiaro che anche i tifosi sanno bene che si è persa una battaglia, ma non la guerra: il KO contro gli uomini di Bucchi seppur roboante nel modo e nel punteggio, in fondo potrebbe avere risvolti positivi. Riportare tutti coi piedi per terra, far fare un bagno di umiltà a qualcuno che si era già montato la testa e magari consentire a Novellino di rivedere e ripensare alcune scelte tecnico-tattiche. L’ambiente è compatto: l’obiettivo è chiaro (salvezza) e va raggiunto quanto prima. Dunque sotto con lo Spezia…

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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