Marco Aurelio Fontana, “Fonzie” ora è una superstar

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Non c’è sosta da competizioni nel mondo del ciclismo su strada, non c’è inverno in verità neppure per i “cugini” della MTB per i quali la stagione agonistica ugualmente non si ferma mai.Il prossimo importante appuntamento per i professionisti della mountain bike è fissato per il 17 marzo, quando prenderà il via la decima edizione della Absa Cape Epic, celebre gara a tappe sudafricana.

I numeri, come ogni anno, parlano più delle parole: 8 giorni e relative 8 tappe durissime dove i bikers percorreranno 698 chilometri ed affronteranno più di 15.000 metri di dislivello complessivi, una maratona ciclistica dove l’abilità, ilcoraggio e la motivazione dei corridori saranno doti indispensabili per arrivare al traguardo finale.

Nel lotto dei papabili protagonisti della manifestazione non può mancare il nostro connazionale Marco Aurelio Fontana, classe 1984, che affronterà la competizione in coppia col compagno tedesco Manuel Fumic, in quello che sarà di fatto un intensissimo “allenamento competitivo” in vista di altri appuntamenti ancora più importanti che da aprile in poi il calendario proporrà (Coppa del Mondo di categoria e Mondiale in primis)

Marco Aurelio, o meglio “Fonzie” per amici, fans, tifosi ed avversari, è diventato una sorta di star internazionale quasi per caso…

Era in svolgimento la prova di Cross Country (l’altra specialità di Marco Aurelio) nelle recenti Olimpiadi di Londra 2012 ed il milanese si presentava alla campanella dell’ultimo giro di pista nel terzetto di testa assieme ad un ceco ed uno svizzero, già pregustando di giocarsi la vittoria allo sprint. Ma, si sa, la bici a volte gioca brutti scherzi; infatti a metà percorso Marco Aurelio rompeva il sellino della sua Cannondale ed era così costretto a gareggiare la parte finale…in piedi. Niente oro nè argento per lui, ma un preziosissimo bronzo perchè “Fonzie” riusciva a dispetto dell’incidente meccanico a resistere e conquistare il podio, entrando pure nella storia in quanto primo italiano a centrare una medaglia (dopo la mitica Paola Pezzo).

Il curioso episodio gli regalava una notorietà prima sconosciuta e da agosto 2012 Marco Aurelio è oramai un personaggio di spicco nel circuito ciclistico, e non solo.

Non sorprende quindi che, da febbraio 2013, sia diventato un atleta Red Bull, sponsorizzazione quanto mai meritata e che va a premiare comunque una carriera piuttosto brillante.

Marco Aurelio vanta infatti un palmarés di tutto rispetto: terzo e quinto nelle ultimi due Olimpiadi, due bronzi e ben due titoli mondiali nella staffetta a squadre, 4 volte campione italiano di cross country, solo per citare i risultati più eclatanti in carriera.

Certo, al bravo ciclista manca ancora quel “quid” per issarsi sulle vette del mondo, manca l’acuto che lo renda ancora più vincente (e famoso).

L’età gioca a sua favore, a 28 anni si è infatti al vertice della maturità psicofisica, ed in quanto a (mala)sorte il ciclista ha già dato…

Se la statistica non fa brutti scherzi, non ci sorprenderemmo di vedere nel 2013 Marco Aurelio gioire per una vittoria nella prossima Coppa del Mondo o nel Mondiale di Cross individuale.

Facciamo i dovuti scongiuri del caso…

 

 

About Matteo Brama

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Veronese, alle soglie dei 50 anni ha 5 amori (Barbara, Jacopo, Joe, l'Inter e L'Hellas) e per non essere da meno pure 5 amanti (la corsa, la bici, la fotografia, la scrittura e lo sport in generale). Sportivamente parlando vanta un paio di record di cui va fiero: maggior numero di sport praticati in vita (ne ha perso il conto) nonché maggior numero di infortuni e fratture (che gli hanno valso il meritato soprannome di Swarosky). Nella sua quarantennale carriera sportiva è stato giocatore, guardalinee, arbitro, dirigente, presidente, allenatore, giornalista-fotografo-scrittore sportivo...Sta seriamente pensando di taroccare la carta d'identità per poter partecipare al corso arbitri e chiudere il cerchio per entrare nel guinness dei primati. E' fondatore e promotore di SportBloggers.