Match tirato all’Adriatic Arena, Brindisi espugna Pesaro al supplementare (86 – 91)

schiacciatadipesaro
All’Adriatic Arena arriva l’Enel Brindisi, una delle capoliste del campionato, accompagnata da piA? di cento tifosi. La VL Pesaro vorrebbe finalmente regalare ai propri tifosi la prima vittoria casalinga, anche se non sembra questa l’occasione piA? propizia. Dopo l’ultima debacle contro Reggio Emilia, l’inferno biancorosso fa trovare ai giocatori un grosso striscione, invitandoli, in inglese, a tirar fuori l’orgoglio.
Primo Quarto (23 -9)
La partenza A? contratta per entrambi i team; forse panettoni e cappelletti sono ancora un ricordo troppo vicino e fanno zavorra sui muscoli degli atleti; i quintetti schierati a uomo da Bucchi e Dell’Agnello si esibiscono in una sequenza di palle perse ed errori al tiro, con il punteggio in equilibrio (8-5), propiziato da cinque punti consecutivi di Johnson. Il successivo recupero difensivo di Pesaro con canestro in contropiede di Anosike costringe coach Bucchi a richiamare i suoi, sottoponendoli alla prima strigliata della serata: i brindisini appaiono svogliati e distratti, e questo proprio non va al loro coach. Ma l’esito del timeout non A? esattamente ciA? che si aspettava Bucchi: Pesaro scappa via, sospinta dalla forza di Anosike, la voglia di rivalsa di Alvin Young e le magie di Turner. Il tabellone segna in progressione 18-5, 18-9 e infine 23-9 per i locali sul finire del primo quarto. Brindisi sembra l’ombra della squadra vista in tv sconfiggere Siena nel precedente turno di campionato. Pesaro A? finalmente in palla.
Secondo Quarto (46 – 32)
Nel secondo quarto ci prova Todic a risvegliare i suoi; il pivot non sbaglia una conclusione al tiro, e fa sentire il suo peso sotto le plance, nonostante Anosike lo metta spesso in difficoltA�, costringendolo al fallo. Si fa notare anche la terna arbitrale, quando decide di fischiare un’infrazione di tre secondi proprio ad Anosike. L’ultima volta che ho visto un simile fischio, i giocatori di basket indossavano pantaloncini super corti e calzettoni al ginocchio. Un fischio vintage: che ci vuoi fare? La terna ha voluto dare segnale di essere vigile sulla partita. Peccato che due azioni dopo, per la stessa infrazione, Todic non venga sanzionato.
Brindisi prova a scuotersi e riesce a ricucire fino ad un minimo di cinque punti di divario; fa pressing a tutto campo e recupera qualche pallone, ma poi tira con percentuali davvero basse, consentendo a Pesaro, dominante sotto i tabelloni, di ripartire in contropiede. Dyson sembra avere una marcia in piA? rispetto al suo marcatore Young: Alvin fa fatica a tenerlo, e non gli va meglio con Lewis, ma in attacco appare finalmente lontano dal giocatore ombra visto nelle ultime giornate (13 punti per lui all’intervallo). Proprio sul finire del quarto, Young anticipa un passaggio dei brindisini e, involatosi in contropiede, viene fermato in modo antisportivo da Dyson, che commette cosA� il suo terzo fallo. Young fa 2/2 dalla lunetta e sulla successiva rimessa da metA� campo, Musso accende l’artiglieria di famiglia, firmando la sua prima tripla dell’incontro. Tutti negli spogliatoi sul punteggio di 46-32 e il palazzo a urlare “vi vogliamo cosA�!!!”. Anosike ha giA� raggiunto la doppia doppia.A�Sugli spalti il pubblico A? gasato, commenta felice le migliori azioni viste in campo. Il mio vicino di posto, sicuramente non di Pesaro, scrive un sms dicendo “Pesaro A? davvero una cittA� dello sport; sono eccitato a 1000”.
Terzo Quarto (62 – 55)
Si riparte per la terza frazione, con le stesse note della seconda: Anosike fa il padrone in area, costringendo Zerini e Todic a super lavoro e ad accumulare falli personali.
Brindisi continua il pressing a tutto campo, forse piA? fisico che nel primo tempo; la terna arbitrale acconsente, nonostante i fischi di protesta del pubblico. 50-35 su rimbalzo offensivo e canestro di Trasolini; Todic accorcia con una tripla. Young recupera un altro pallone a metA� campo, fugge in contropiede inciampando nella gamba birichina di Dyson: A? di nuovo fallo antisportivo, Dyson viene espulso dal campo: Pesaro vola sul 56-42.
Bucchi mette allora i suoi a zona 2/3; il gioco si fa nuovamente confuso, segnato da perle isolate: Todic su bell’assist di Lewis, tripla di Musso e subito dopo di Todic (62-49). Il tempo scorre e Brindisi torna a difendere a uomo. Gli ospiti stringono la difesa, aumentando i contatti, e riescono a ricucire: Lewis in contropiede segna un 2+1, approfittando di una ingenuitA� di Johnson; Pesaro si ingarbuglia in attacco e tira allo scadere dei 24; sul ribaltamento, Jones segna da tre. Brindisi A? rientrata in partita.
Quarto Quarto (80 – 80)
L’ultima frazione inizia sul 62-55 per i locali; Brindisi sembra capire di avere ora l’inerzia dalla propria parte; Zerini, con quattro punti consecutivi, e Campbell con un 3+1 (generosa concessione arbitrale) rimettono Brindisi definitivamente in partita (64-63). Pesaro sembra priva di idee, subisce la fisicitA� degli ospiti e si appoggia a qualche soluzione estemporanea; 68-66. Dopo che Todic ha commesso il suo quarto fallo su Anosike, Zerini raggiunge la sua quinta penalitA� A�e deve abbandonare il campo. Pesaro non ne approfitta e preferisce giocare per vie perimetrali, mentre Campbell e Lewis continuano a far male. Bulleri sigla la paritA� sul 70-70, e poi il vantaggio brindisino sul 71-72. Sono fasi concitate: Pesaro sente la partita sfuggire, mentre Brindisi ricorda di non essere capolista per caso; si procede appaiati finchA? Brindisi prova l’allungo: 75-79 con Jones. Anosike accorcia e sul ribaltamento di campo, Lewis ha due tiri liberi per chiudere la partita, ma fa solo 1/2 (77-80). Timeout Pesaro. Rimessa da fondo campo, la palla giunge a Turner, che infila la tripla del pareggio (80-80) con il palazzo che esplode, dopo aver subito negli ultimi minuti i calorosi e corretti cori dei tifosi ospiti. Per l’ennesima volta in questo campionato, la VL arriva all’overtime.
Overtime (86 – 91)
L’inferno Biancorosso abbandona la propria postazione, per scendere con i tamburi a bordo campo: bellissimo!!! Ai nostalgici avrA� fatto ricordare le atmosfere del vecchio palazzo di viale dei Partigiani. Il pubblico canta in piedi. Pesaro dovrebbe giocar palla sotto canestro, in modo da far uscire per falli Todic, ma continua a giocare lontano dal canestro con soluzioni sempre piA? prevedibili. A Brindisi, credo, non pare vero, anche se le percentuali al tiro continuano a non essere delle migliori. 83-83 quando Johnson infila una fortunosa tripla di tabellone. Jones sfila la palla a Turner in palleggio e va a realizzare in contropiede; dopo l’errore di Young da tre, Campbell sigilla l’85-89 che assegna di fatto la vittoria ai suoi. Risultato finale: VL Pesaro 86 – Enel Brindisi 91. Brindisi rimane capolista, mentre Pesaro scivola nuovamente all’ultimo posto, data la contemporanea vittoria di Cremona su Caserta.
Il parere del blogger
Peccato. Peccato perchA� Pesaro ha praticamente sempre condotto la gara e avrebbe meritato di vincere. PerA?, avanti anche di 16 punti, non A? riuscita a chiudere il match e ha subito il rientro, troppo semplice, degli ospiti. I ragazzi di Dell’Agnello sono giovani, ancora inesperti, e pochi. Soprattutto l’ultimo aggettivo A? pesante, specialmente nei finali punto a punto. Manca un play, A? vero, e si costringe Turner a giocare in un ruolo che non A? il suo. E’ vero anche che quando la palla scotta, sono sempre solo lui e Anosike a dividersi i possessi: soluzione prevedibile, se poi gli arbitri non mostrano particolari tutele per loro, la cosa diventa grave. Andava sfruttata maggiormente la situazione falli dei lunghi brindisini, ma Trasolini, ultimo marcato da Todic, si A? spesso nascosto o non A? stato cercato dai compagni. Male stasera il Pec, mai in grado di entrare con la sua esperienza in questa partita.A�Brindisi A? una bella squadra, che ha tante soluzioni per mettere in difficoltA� gli avversari. Questa sera ha subito l’inizio sprint di Pesaro e ha fatto fatica a prendere contromisure. Sotto canestro si A? sentita la mancanza di un pivot di peso, e in regia A? stata sanguinosa l’espulsione di Dyson. Sono perA? riusciti a far quadrato e, senza nulla di eccezionale, ognuno ha portato il suo mattoncino per i due punti. Un plauso anche ai tifosi, che hanno correttamente supportato i propri beniamini, mai insultando gli avversari o i tifosi locali; ok, non erano gli ultras, ma tanto di cappello.

Fabio Gennari

About Fabio Gennari

View all Posts

Quarant'anni, un metro e ottanta, playmaker dall'età di sette anni: il basket è davvero la mia passione smodata, che mi emoziona ogni volta che gioco o che guardo una partita. Quando ho capito che i miei centimetri a disposizione erano pochini per sperare di vivere con la pallacanestro, ho abbandonato il sogno di giocare con Magic Johnson e sono diventato ingegnere (che salto!!!). Lavoro nel settore dei mobili e complementi di arredo, con sufficiente soddisfazione: se a qualcuno servissero consulenze, avete il mio contatto. La pallacanestro è sempre con me, che si tratti di giocare, di allenare, di essere il responsabile di una società amatoriale (il Flowers Basket Club di Pesaro), o semplicemente di fare il tifoso la domenica. Evito solo l'abbonamento a Sky, perché altrimenti diventerei NBA-dipendente, senza avere antidoti per smettere: il mio matrimonio è ancora giovane e non vorrei mandarlo in crisi così presto per una sfida fra Durant e Le Bron James. Da oggi sono anche blogger. Conto di divertirmi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.