MediocritA� e contestazione

chievo candreva

Solo la mediocritA� di una Serie A ormai in caduta libera, consente alla Lazio di poter restare sul carrozzone degli aspiranti alle parti alte della classifica. A Verona, sponda Chievo, Pioli A? corso ai ripari mettendo il risultato davanti ai propri dettami tattici.

Ne A? scaturita una partita scialba, senza��anima e senza mordente ravvivata solo dal finale con la��innesto di un KeitA� inspiegabilmente ai margini di una rosa che trova enormi difficoltA� nel realizzare e soprattutto mantenere alta la pressione nel settore avanzato. Radu finalmente al centro della difesa A�e la scelta di Gonzales la dicono lunga su quanto Pioli senta scemare la propria credibilitA� e fiducia nella��ambiente laziale con lo spettro di Edy Reja che torna puntuale ad aleggiare su Formello. Forse si A? reso conto (santa ingenuitA� o santo opportunismo, fate voi) che non si trova alla guida di un bolide da corsa come qualcuno, a parole, A�vuole far credere, capace di tener testa a tutti, ma di una modesta utilitaria composta di qualche accessorio pregiato ma soprattutto da parti meccaniche neanche originali. Ed allora basta con alibi regalati ai giocatori, occorre rendersi conto dello stato di fatto. Una rosa composta da molti giocatori di scarso livello, portati alla Lazio per chissA� quali motivi che non sono certo quelli della crescita biancoceleste. Calciatori non di livello certo ma che devono garantire almeno la��impegno e non nascondersi dietro le colpe altrui. A Verona la��ennesima prestazione scialba e senza carattere della��ennesima stagione buttata e di transizione senza mordente od ambizioni reali.

Archiviata la nuova delusione (il Chievo DOVEVA rappresentare il rilancio), ciA? che resta della��amara analisi della situazione attuale in casa Lazio A? a dir poco deprimente. Fa rabbia vedere come, in un generale picco negativoA�del campionato, non si sia mai neanche provato a vincere od avvicinarsi concretamente alle zone alte, fatta eccezione forse per la��anno di Petkovic allorquando, A�dopo un testa a testa con la Juventus durato per tutti i primi mesi di campionato, intervenne una mirata campagna di indebolimento nella sessione invernale di mercato che portA? alla cessione di CissA? sostituito da Alfaro (!!??!!) senza quella��innesto importante in difesa (che ancora manca). Per non parlare della��immobilitA� societaria nella��allestire rose adeguate alla��indomani di qualificazioni europeeA�(Artipoli e Vignaroli, ad esempio, furono gli unici innesti alla��indomani della��ingresso in Champions League). E questo si ripete ormai sistematicamente da dieci anni, da quando cioA? Lotito ha preso in mano la sua gallina dalle uova da��oro. Mai il passo decisivo per il salto di qualitA�.

Il laziale non pretende la Luna, lo ribadiamo spesso. Soprattutto chi ha vissuto i tanti anni bui e non solo gli anni gloriosi della��era cragnottiana, pretende solo il rispetto di certi valori e la trasparenza da parte di chi ha avuto la fortuna di dirigere la Lazio. A�Chi non ha nel cuore PRESIDENTI del calibro di Lenzini, Gian Casoni, Calleri od il povero Longo? I tifosi ora sono ormai divisi in modo sostanziale. Dopo aver messo in atto una contestazione sensazionale da quel famoso Lazio-Sassuolo, disertando lo stadio si era ritrovata una unitA� di intenti unica, mai capitata prima sfociata nei brividi della splendida serata della��evento a�?Di Padre in Figlioa�?. La dirigenza era stretta alle corde da palazzo, televisioni, ambiente tanto da dover rilasciare comunicati quotidiani, operare con una minima parvenza di ambizione sul mercato, mostrarsi sensibile alle esigenze dei tifosi con iniziative piA? o meno condivisibili od apprezzabili. Poi quello che non ti aspetti, una contestazione interrotta con tanto di ritorno allo stadio di una parte della tifoseria che consacra il trionfo della��azionista di maggioranza fino a farlo assurgere ai vertici della Federcalcio forte del nuovo gradimento ritrovato. Ed il popolo biancoceleste torna a dividersi di nuovo.

Ora che, come ampiamente prevedibile vista la rosa allestita,

Massimiliano Marsili

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Romano de Roma, è ormai prossimo alle 50 primavere. Dopo la famiglia, la vita all'aperto è stato da sempre il suo secondo amore. Una vita nello sport con il grande hobby del giornalismo sportivo. Per poco non è diventata la principale attività lavorativa ma la passione non si è mai sopita. Basket e Calcio hanno rappresentato ed in parte tutt'ora lo sono parte della sua vita.... sport praticati a tutti i livelli, giocatore allenatore ed arbitro. Parimenti le esperienze radiofoniche con diverse emittenti e strutture locali e nazionali, sia web che FM. Laziale doc, amante di tutto il movimento biancoceleste che segue in diversi siti e blog. Con grande piacere ed entusiasmo si è lasciato coinvolgere dal progetto di SportBloggers.

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