Meraviglie del basket. Sabatino, Campogrande e Udanoh guidano al successo la Scandone. Seppuku varesino.

Iniziamo dalla fine. Il dovere del cronista non è solo quello di guardare la partita, quello di fare le domande scomode o chiedere conto di una prestazione non consona alle aspettative. Dovere e piacere si mischiano quando a fine partita scendi a dare il cinque ai giocatori della squadra della tua città. Incrociare gli sguardi degli atleti ti dice molto. Vedere stasera gli occhi di Sabatino e Campogrande è stato guardare la gioia pura di una partita da ricordare. Felicità, emozione: quei sentimenti che ti fanno tremare e per cui saresti disposto a fare qualunque sacrificio. E loro due, un campano e un romano, quel giro di campo non volevano finisse mai. Il cinque dato ad ogni singolo spettatore proteso verso il campo e dato anche ai giornalisti in prima fila della tribuna stampa. Gioia e voglia di godersi ogni singolo istante di quello che stavano vivendo. Iniziamo da qui per descrivere una partita di basket. Sono queste le emozioni che fanno fare ai tifosi migliaia di chilometri ogni anno. Sono queste le emozioni che cambiano l’inerzia di una stagione per un giocatore.

La partita

Avellino parte male, malissimo. Vorremmo dire come mai è accaduto nella stagione ed invece assistiamo ai soliti due quarti giocati in maniera abulica, detta all’avellinese “come se il fatto non fosse il loro”. Difesa statica, avversari lasciati sempre con due metri abbondanti di spazio e attacchi svogliati. Poco o niente si salva dei primi due quarti. Salviamo appunto il grande approccio di Sabatino e Campogrande. Il primo: la sua difesa petto in fuori e mani a impedire un buon ball handling all’avversario, i due punti da 6.74 dopo aver sbagliato una tripla (coraggio da vendere) e uno sfondamento preso grazie alla velocità del suo scivolamento accanto al play avversario. Il secondo: i suoi 8 punti nei primi due quarti tengono la nave di Vucinic appena sopra la linea di galleggiamento, le sue difese sono da stimolo a chi lo vede uscire dalla panca e aggredire gli avversari come se non ci fosse un domani. I primi due quarti si chiudono tra i fischi e con uno svantaggio di 23 punti che scatena sui sociale i tifosi al palazzetto e, purtroppo, anche quelli seduti in poltrona a casa (le poltroncine vuote del Paladelmauro continuano ad essere la dimostrazione dello scarso attaccamento di alcuni pseudotifosi ai colori biancoverdi).  15 minuti nei quali i cronisti hanno letto e sentito di tutto e nei quali, oggettivamente, molti giornalisti preparavano titoli da “disastro Scandone”.

Poi il terzo quarto: la Scandone fa 24 punti con Harper e Green che si svegliano dal torpore dei primi 20 minuti di gara. Varese va in bambola e ne fa solo 9. Nonostante questo, grazie al vantaggio accumulato in precedenza, si va all’ultimo quarto con Avellino sotto ancora di 8. Varese sembra ancora in controllo ed ogni volta che la Scandone tenta di avvicinarsi, punisce i biancoverdi con una tripla. Ma stavolta gli uomini di Vucinic non si arrendono e buttano il cuore oltre l’ostacolo. Una palla recuperata da Udanoh che parte in contropiede per i due punti più facili dell’incontro e un tiro in sospensione di Green chiudono la partita. Attilio Caia è giustamente furioso con i propri giocatori che nell’ultimo quarto tirano con percentuali da minibasket, perdono ben 4 palle e prendono 4 rimbalzi in meno degli avversari. A sua discolpa solo una Varese falcidiata di falli commessi anche molto stupidamente da alcuni giocatori che deludono le aspettative di coach e tifosi lombardi (Archie, Salumu e Ferrero escono per 5 falli e la squadra ne commette 28 contro i solo 19 della Scandone).

MVP

Senza ombra di dubbio Luca Campogrande. E’ lui l’MVP di Sportbloggers. 18 minuti di utilizzo, 12 punti, 4 su 7 dall’arco (migliore dei suoi), 8 di valutazione e 8 di plus minus, 2 rimbalzi. Diciotto minuti di puro agonismo e classe. Stavolta senza quella sfortuna al tiro che lo ha perseguitato per mesi. Forse la coscienza che peggio dei suoi compagni non potesse fare lo ha tranquillizzato facendogli giocare indubbiamente la partita migliore in stagione. Oggi inizia la stagione di Campogrande. Col ritorno di Nichols i minuti se li dovrà guadagnare. Ma questo è l’atteggiamento giusto.

Il punto

Oggi la Scandone deve ringraziare il gruppo di italiani. Accanto a Campogrande e Sabatino di cui si è già detto, bisogna menzionare Campani che i 5 minuti in cui ha giocato non ha di certo fatto rimpiangere Green che nei primi due quarti aveva abbondantemente sonnecchiato. Con Filloy e D’Ercole ai box, loro tre si sono caricati sulle spalle la squadra ed hanno evitato una figuraccia che visti i primi 20 minuti poteva essere di proporzioni bibliche. Poi, certo, se gli americani si svegliano e giocano è meglio. Ma chi ci ha messo impegno e faccia stasera ha il volto pulito di Sabatino, il coraggio di Campogrande e il baffetto di Campani.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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