Migliorare il vostro stile libero in 10 settimane – parte 1

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 In questo articolo ci concentreremo sul miglioramento della tecnica dello stile libero, in 10   mosse.

Qui vedremo le prime 5. Per la seconda parte vi rimando al prossimo articolo.

Prendete un punto a settimana e concentratevi solamente su di esso. La settimana
successiva scegliete di lavorare sul punto seguente, ma senza dimenticare quanto appreso ed allenato la volta precedente! In 10 settimane non solo il vostro assetto dovrebbe essere migliorato, e con esso la vostra rapidità, ma dovrebbe venirvi naturale nuotare con la testa, mantenendo cioè la giusta concentrazione.

Il fatto di lavorare su un elemento alla volta, inoltre, non vi sovraccaricherà di informazioni e vi permetterà di scolpire meglio i concetti nelle vostre braccia e gambe ma soprattutto nella vostra testa.

1.POSIZIONE DEL CORPO

La posizione del corpo in acqua è la componente più importante per un assetto vincente, soprattutto la posizione della testa. Guardate avanti, con la vostra testa leggermente fuori dal pelo dell’acqua: i
muscoli del collo non devono essere in trazione, ma rilassati, e supponendo che il vostro corpo sia parallelo al fondo della piscina (come dovrebbe essere), la testa deve essere inclinata in avanti di circa 45 gradi.

La perpendicolare immaginaria che parte dal fondo della piscina e va verso la vostra testa dovrebbe incrociarla in corrispondenza dei vostri occhi, non della vostra fronte!

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Se infatti seppellite la testa nel petto, dovrete affrontare un netto aumento di resistenza dell’acqua. Andrete inoltre ad influenzare la posizione dell’intero corpo, costringendo il busto a tuffarsi verso il basso.

Se al contrario guardate troppo avanti il vostro viso farà resistenza con l’acqua e il collo si irrigidirà, causando affaticamento e disagio.


2.SCIVOLARE

Ad ogni colpo assicuratevi di estendere il braccio fino alla sua massima lunghezza. Non ponete la mano poco distante dalla vostra testa; mettete almeno 15 centimetri dalla vostra testa alla mano, per poi allungarvi nuovamente in avanti, estendendo la mano al livello della spalla.

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Concentratevi nel mettere la mano in acqua a circa 15 centimetri di fronte a voi. Quel piccolo movimento che coinvolge la spalla e porta il braccio ad allungarsi all’altezza della spalla serve a rendere più omogenea la bracciata e vi permette di raggiungere la massima efficienza, ossia lo scivolamento!

3. ROTAZIONE DEL CORPO

La rotazione del corpo è in qualche modo legata allo scivolamento, in quanto ruotando il vostro corpo ad ogni colpo faciliterete l’estensione delle spalle e delle braccia fino a fine corsa. Quando il braccio destro è completamente esteso di fronte a voi (e il sinistro sta per uscire dall’acqua), il corpo deve essere ruotato verso destra.

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Questo significa che l’intero lato destro del corpo deve essere immerso verso il fondo della piscina, mentre tutto il lato sinistro dovrebbe essere voltato verso il soffitto. Con il colpo successivo il corpo ruota verso sinistra, modificando la posizione di circa 120 gradi. Il vostro obiettivo: favorire lo scivolamento.


4. CATTURARE L’ACQUA

Quando il braccio è nella “catch position”, ossia nella fase sottacqua, l’obiettivo è massimizzare la quantità di acqua spostata. Dal momento che la distanza più breve tra due punti è una linea retta, l’ultima cosa da fare è proprio tirare il braccio attraverso l’acqua in linea retta. Il braccio deve invece seguire un percorso a forma di S, in modo da aumentare la forza della spinta. Se si dovessero tirare entrambe le braccia contemporaneamente, il percorso risultante disegnerebbe una clessidra.
All’inizio della corsa la mano è bella estesa, lontano dal corpo. Nella fase di discesa sottacqua i gomiti devono stare alti.

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Una volta catturata l’acqua, curva la mano indietro, verso l’interno verso l’ombelico, poi di nuovo verso l’esterno non appena la mano esce dall’acqua.


5. FINIRE LA CORSA

Anche alcuni dei migliori nuotatori del mondo finiscono per abbreviare i loro colpi quando si stancano, tirando le mani fuori dall’acqua prematuramente a livello della vita piuttosto che dalla parte superiore della coscia. Come le braccia completano il loro percorso sottacqua a clessidra, dovrebbero estendersi completamente dietro di te, allo stesso livello delle tue spalle.

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Se accorciate la corsa perdete efficienza, e finite anche con lo spendere più energia perché per mantenere lo stesso ritmo dovete eseguire più bracciate.

Vi rimando alla seconda parte dell’articolo per gli ultimi 5 passi! E ricordate..scivolare, scivolare, scivolare!

Davide Arioli

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Ragazzino classe ‘85, si laurea in Ingegneria Meccanica/Gestionale con sommo gaudio di papà e mamma, stufi di mantenerlo, data l’elevata quantità di cibo necessaria a riempire un figlio di 205 centimetri. Lavoratore motivato (dicono sia solo per merito delle ammiccanti colleghe), e appassionato per il nuoto, che gli sta facendo perdere una fidanzata dopo l’altra. La piscina è la sua seconda casa, per la gioia del centro in cui si allena (che, con i soldi delle sue entrare, ci sta ristrutturando l’impianto). Nel (raro) tempo libero si dedica ai pochi amici che reggono i suoi discorsi sullo stile libero, sul delfino e su quanti chilometri abbia fatto in piscina.