Milan, il dottor Clarence contro il virus…

seedorfClarence Seedorf sta finalmente abbassando la febbre da cavallo ai rossoneri colpiti dal terribile “virus Allegri”.

Non è facile riportare alla guarigione una squadra lasciata sul letto di morte e pronta solo per l’estrema unzione ma l’olandese è sulla strada buona. Questo è quello che pensa la maggior parte dei tifosi milanisti (e in primis il presidente) e questo per ora è quanto basta…

L’entusiasmo e la fiducia in loro stessi e’ un traguardo che il milanista Clarence ha già raggiunto in un ambiente ormai intriso dalla mediocrità di quel virus livornese che ha infettato Milanello e dintorni.

Quattro incontristi nel centrocampo rossonero finalmente non si vedranno più per un bel pezzo e il virus, finalmente cacciato da Milano, andrà a debilitare la salute da qualche altra parte.

La squadra più titolata al mondo non pretende certo di vincere tutto ma la sua filosofia è sempre stata quella almeno di provarci.

La visione di “Max il mediocre” era invece quella dell’impiegato fantozziano.

Umiltà, arte nel subire, non prenderle e…. sperare che qualcuno la’ davanti la butti dentro.

Nel suo primo anno di Milan, in un’annata in cui i rossoneri di Ibra erano nettamente i migliori, ha vinto lo scudetto creandosi così la fama di grande mister! Da li’ hanno inizio le disgrazie rossonere… tra le quali la cacciata di un grande come Pirlo e’ stata solamente la prima di tante altre.

Nel suo secondo anno di Milan il “virus livornese” ha iniziato il suo contagio ed è riuscito con grande impegno a lasciare ai juventini la vittoria del campionato…

Nel terzo anno la mediocrità Allegriana ormai imperava tra i rossoneri con debilitazione pre morte nel quarto (e finalmente ultimo) anno!

Con questa situazione clinica il dott. Clarence non può altro che cercare un lieve ma continuo miglioramento delle condizioni del malato e mettere le basi per la totale guarigione che potrà avvenire non prima della prossima stagione.

Buon lavoro dottor Clarence e attenzione ai virus letali che silenziosamente girano ora liberi per l’Italia.

Paolo Vavassori

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Nato a Bergamo, classe 1967 (la stessa di Roby Baggio e scusate se è poco). Leggo la stessa anche di Gigi D'Alessio (scusate e basta). Da piccolo gioca a calcio ed è una promessa (con se stesso). Ripiega da subito su sport più statici per passare ben presto allo sport parlato e scritto. Folgorato dalla stella Maradona che conosce di persona (conserva gelosamente una fotografia ricordo dell ' 89 che lo ritrae con il Pibe a ricordo anche della propria capigliatura). Folgorato molto prima dalla Dea Atalanta che segue da sempre e continuerà a seguire (sempre più spesso dal divano di casa). Appassionato di golf e fotografia ha come sogno quello di poter fotografare una partita di serie A da bordo campo con la sua mitica Canon (ma ci stiamo lavorando).

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