Milan: tutta colpa di quel gol a freddo.

HiguainE già, come Lino Banfi ne “L’allenatore nel pallone”, immaginiamo che anche Seedorf possa usare questa scusa davanti ai cronisti nel post partita di Napoli-Milan. Un Milan passato in vantaggio inaspettatamente con una scorribanda del neo acquisto Taarabt, ma mai in partita, mai col pallino del gioco, mai con la cattiveria necessaria. Clarence Seedorf incontra il Napoli per il primo big match dal suo approdo sulla panchina rossonera. I padroni di casa, invece, arrivano da due sconfitte consecutive. In casa rossonera, recuperato Kakà che però entrerà solo nella ripresa, non giocano Honda e Bonera: al centro della difesa c’è Mexes con la fascia di capitano (fosse morto, Baresi si rivolterebbe nella tomba). In campo dall’inizio anche Essien, l’essere vivente più lento dell’universo, al fianco di De Jong, anche lui non propriamente una lepre.

Dicevamo, pronti via e al settimo Taarabt si invola dalla propria metà campo e senza trovare nessun avversario sulla sua strada arriva al limite dell’aria e lascia partire un destro a giro a mezza altezza che batte Reina. Milan in vantaggio. Neppure il tempo di mettere la palla al centro e Inler lascia partire un tiro innocuo che De Jonk devia in maniera decisiva nell’angolino alto alla sinistra di Abbiati. Il primo tempo finisce col Napoli che colleziona possesso palla e occasioni da rete mentre il Milan è spento e ha difficoltà a superare la metà campo degli azzurri di Benitez. Esce Robinho ed entra Kaka che, pur reduce da una brutta influenza, gioca meglio del sanissimo compagno di nazionale. Undicesimo minuto della ripresa. Cross di Inler dalla trequarti, puntuale l’inserimento centrale di Higuain che sbuca alle spalle di Mexes e beffa il difensore francese insaccando il gol del vantaggio. Escono Emanuelson e Balotelli, entrano Montolivo e Pazzini. Il Milan sembra più frizzante ma è il Napoli che con Higuain ha un’altra grande occasione. Al trentasettesimo Higuain però non può fallire. Callejon offre un comodo assist allo spagnolo che insacca davanti ad un incolpevole Abbiati. Tre a uno e la partita va in ghiaccio. Ultimi minuti di Garbage Time con Pazzini che è l’unico rossonero che cerca di fare qualcosina. Purtroppo nessuno dei compagni supporta questo tentativo e la partita si chiude tra le ovazioni dei tifosi napoletani per i propri beniamini e i fischi per i calciatori rossoneri.

Milan

Il Peggiore: sicuramente Mexes. E’ l’ombra del giocatore discreto ammirato negli anni romani. Distratto e assente ingiustificato, sono sua responsabilità diretta almeno due dei tre goal subiti dalla propria squadra. Indecente. 4

Il Migliore: Taarabt salva la propria prestazione con una grande corsa e un bel tiro che batte il portiere del Napoli. Per il resto potrebbe tentare qualche dribbling in meno e qualche passaggio in più. Ha un caratteraccio e lo dimostra quando arriva a contatto fisico con gli avversari. Tanto, testa calda in più, testa calda in meno. 6

Napoli

Il Peggiore: il pubblico. Un centinaio di supporter del Napoli incappucciati hanno lanciato pietre e petardi contro la polizia. Una Fiat Punto della polizia è stata incendiata da un petardo ed è rimasta semi-distrutta dalle fiamme. Tre agenti sono rimasti feriti lievemente. Siamo alle solite. 4

Il Migliore: Higuain sbaglia pochissimo. Ha una intelligenza tattica impressionante. Salta l’avversario con facilità disarmante. Segna due gol e fallisce per poco un altro paio di tentativi. Mortifero. 8

Napoli MilanSeedorf avrà un gran lavoro da fare per arrivare alla Champion’s con una squadra che non rischi di prenderne cinque all’andata e cinque al ritorno da un Atletico Madrid sempre più lanciato nella Liga. Stupisce la presenza in campo di Essien, palesemente in difetto di condizione. Balotelli dopo la sostituzione scoppia in lacrime. Rumors parlano di un’esultanza che avrebbe voluto fare dopo un suo eventuale goal. E il pensiero corre al riconoscimento della figlia avvenuto nella settimana. Sarà così? Di certo c’è che quel pianto è il sintomo di qualcosa che non va, in Mario e in tutti i suoi compagni che dovrebbero piangere come e quanto lui. Benitez cancella con una partita la paura di una striscia negativa che si ferma a due gare. La squadra reagisce bene e pur in svantaggio non è mai andata in debito d’ossigeno. Complimenti.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...