EuroLeague Basket: al Forum Milano non scende in campo, il Novgorod ringrazia (59-79)

Gianluca Rona

Milano incappa in una orrenda, terribile e inaspettata sconfitta contro i (poco) quotati avversari del Nizhny Novgorod, alla loro prima partecipazione di sempre alle Top 16 di Euroleague.
Un inizio di 2015 quindi catastrofico per l’EA7, che non conferma il piA? che positivo trend messo in mostra nell’ultimo mese e mezzo, perdendo contro ogni pronostico una partita complessa sin dal primo minuto, perdendosi nella piA? classica delle serate-no.

Deve essere segnalato, a onor del vero, che i Russi si sono dimostrati una squadra tutt’altro che materasso, dotata di buoni giocatori e una discreta organizzazione, di certo dimostrando che non sono alle Top 16 per guardare, ma per giocarsi le proprie carte.

Partita difficile fin dal primo minuto, dicevamo, in quanto l’Olimpia inizia malocchio il match: 0-8 il punteggio dopo 4 minuti, percentuali da minibasket.
Milano resta comunque in partita, nonostante le mani gelide dei propri giocatori, grazie ad una asfissiante difesa versione 2013/14, che mette la museruola al limitato talento dei Russi in maglia nera, non facendogli vedere il fondo della retina per quasi 7 (!!) minuti.
La scossa meneghina arriva grazie a MarShon Brooks, che si sente caldo e mette 9 punti in fila, per agganciare e superare, indirizzando la partita verso sentieri meno impervi per coach Banchi e i suoi.

Nel secondo, sonnacchioso, quarto le squadre continuano sulla stessa falsa riga, con Milano che ha buone cose da un James che chiude l’area e converte sotto le plance, Gentile e Kleiza, ma non riesce a scappare oltre il 33-24.
Il Nizhny non si scoraggia e riesce, grazie a Kinsey e Parakhouski, a restare a contatto sul -4 all’intervallo, risultato impensabile.

Nel terzo quarto, perA?, Milano affonda, per davvero.
Il parzialone Novgorod A? disarmante, e colpisce al cuore: 28-9, con un 17-3 di apertura.
La squadra campione d’Italia A? irriconoscibile: imballata in attacco e deconcentrata in difesa, dove subisce continuativamente il pick’n’roll degli ospiti, con Rochestie e Tompkins sugli scudi.
Proprio Rochestie, ex Biella e Siena, spacca letteralmente in due il match con assist, accelerazioni e triple senza senso, spendendo Milano nella piA? profonda bolgia dell’inferno.
L’EA7 ci mette perA? del suo, non riuscendo a sbloccare nessuna delle sue innumerevoli bocche da fuoco per tutto il secondo periodo, anche Banchi prova a proporre una gran quantitA� di quintetti ed accoppiamenti difensivi differenti, senza mai trovare il nodo di volta della partita.
Alla fine del 3A� quarto il punteggio dice 44-59 ospite, che apre a pochissime possibilitA� di recupero.

Il quarto ed ultimo periodo scorre inesorabile senza alcun sussulto, puro garbage-time, vince Novgorod 79-59.

L’analisi diA�A�una partita di per se molto complessa, in quanto Milano incappa in una serata storta al tiro difficilmente ripetibile, e Novgorod sta vivendo un momento “magico” per forma fisica e percentuali dal campo, il cui specchio A? il Taylor Rochestie tanto odiato a Biella e Siena, che sta viaggiando a medie da MVP della competizione a 30 anni suonati.
Di sicuro, come detto, questo match dissipa molti dubbi sulla reale consistenza del Nizhny a questi livelli, inserendo una rivale in piA? nella corsa alla qualificazione per l’Olimpia.

Olimpia che per una notte vede i ferri del Forum particolarmente stretti ed inospitali, ma che ha segnali incoraggianti da due dei giocatori piA? sotto osservazione: Brooks produce (l’unico) una buona partita offensiva, rimettendo i biancorossi in partita, e James chiude l’area come ai tempi del Maccabi, convertendo anche qualche canestro in attacco.

Segnali contrastanti da tutti gli altri giocatori, in primis Joe Ragland, che fino ad ora ha dimostrato di avere due dimensioni: una, dominante e rassicurante, in campionato, dove resta un giocatore di livello assoluto; una seconda, impacciata e timida, in Euroleague, dove ha inciso solo a tratti e fatica a competere, soprattutto a livello fisico.

Quale sarA� la vera faccia di Ragland e di Milano lo potrA� dire solo la continuazione di un girone tutt’altro che compromesso, ma che inizia ovviamente in salita, cosA� come era accaduto un anno fa con l’imbarcata di Atene alla prima giornata, che ha poi aperto perA? un implacabile striscia di vittorie Milanesi, fino alla qualificazione ai playoff.

Federico Meyrat

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Studente milanese, grande appassionato e pessimo giocatore di basket, cerco di raccontare le partite dell'Olimpia Milano, senza dimenticare il Milan e il golf.

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