Miseria o nobiltà?

lotito manda a fanculo i tifosi“Signori si nasce ed io, modestamente, lo nacqui!”. Parafrasando  il grande Totò, col quale mi scuso per l’accostamento, non sembra esserci riassunto migliore per raccontare uno dei più tristi Lazio – Juventus mai vissuti a Roma. La signorilità di Lotito. Succede che entrambe le tifoserie intonano all’unisono cori di protesta proprio contro il patron biancoceleste con tanto di battimani conclusivo, reciproco e collettivo. Invece di ostentare indifferenza e far buon viso a cattivo gioco, questo pensa bene di regalare alla serata una immagine davvero sconcertante esibendosi in un plateale “vaffanculo” rivolto ai tifosi sotto gli occhi attoniti delle telecamere. Una reazione tanto spocchiosa e superba di chi si sente protetto dalla scorta e dal palazzo o forse di chi si sente prossimo al crollo totale. Laddove sarebbe stato opportuna una ammissione di responsabilità, un riconoscimento di errori e misfatti, si preferisce offendere chi esprime solo il proprio amore verso una società ancora una volta sull’orlo del baratro a testimonianza evidentemente di una (poca?) signorilità innata.

L’Olimpico biancoceleste è tornato a svuotarsi e nemmeno il fascino di una gara storicamente sentita ha riportato allo stadio la gente laziale, sempre più consapevole dello sbaglio commesso nell’interrompere quel famoso “LiberaLaLazio”, protesta ammirata ed apprezzata in tutto il resto d’Italia e non solo e che stava dando i suoi frutti. Popco più di ventimila paganti con una massiccia presenza bianconera. Una gara senza mai discussione, già indirizzata solo dopo sei minuti e condotta in porto senza alcuna fatica. Tutto già visto, Gentiletti e Mauricio, che fanno rimpiangere gente del calibro di Cana, Ciani e Novaretti. Proprio i due centrali, ancora una volta disastrosi,confezionano a modo loro il doppio vantaggio juventino rispettivamente con un autogol ed un maldestro passaggio errato sulla linea difensiva. La squadra di Allegri non infierisce, rispetta avversari e tifoseria di cui ne comprende lo stato d’animo, come testimonierà Gigi Buffon a fine gara. Acquisito il doppio vantaggio, si limita ad amministrare senza offendere e far male. Non ce ne è bisogno. La squadra non mostra alcuna reattività e mette altri chilometri di distanza dall proprio tecnico.

Di certo le scelte di Pioli, più o meno imposte, non possono  sperare di migliorare le cose. Se in difesa non ci sono alternative, a centrocampo si preferisce puntare su un evanescente quanto spento Candreva,  così come in attacco, finalmente accantonato Djordjevic, si è rispolverato un logoro Klose, ormai in lento ma inesorabile declino. Non a caso, infatti, qualcosa di più si è vista negli ultimi venti minuti allorchè sono entrati quasi simultaneamente Anderson, Keità e Matri decisamente più volenterosi e concreti. Ma questa è un’altra storia, fatta di retroscena sconosciuti o presunti tali sebbene ormai l’evidenza dei fatti sia alla portata di tutti.

La classifica è impietosa, la Lazio è precipitata a pochissimi punti dalla zona calda ed il futuro è a dir poco tenebroso, senza spiragli. Il tanto auspicato cambio tecnico non può creare entusiasmi. L’identikit degli allenatori prediletti da Lotito sono di medio bassa elevatura con curriculum modesti senza una reale ambizione di crescita. Il lato oscuro è proprio questo. Sarà necessario reperire un nome che, senza pretese, conduca la squadra in acque tranquille e nulla più. Ed ormai i tifosi lo sanno ed il loro amore li rende “nemici” di questa società che preferisce la miseria degli interessi personali alla nobiltà delle passioni umane, come le lacrime di Biglia che ognuno potrà interpretare secondo le proprie sensazioni.

L’unica speranza è che ora, traditi dall’ennesima falsa “nuova era” il popolo biancoceleste si ricompatti deciso a ridare alla Lazio sogni e speranze.

Massimiliano Marsili

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Romano de Roma, è ormai prossimo alle 50 primavere. Dopo la famiglia, la vita all'aperto è stato da sempre il suo secondo amore. Una vita nello sport con il grande hobby del giornalismo sportivo. Per poco non è diventata la principale attività lavorativa ma la passione non si è mai sopita. Basket e Calcio hanno rappresentato ed in parte tutt'ora lo sono parte della sua vita.... sport praticati a tutti i livelli, giocatore allenatore ed arbitro. Parimenti le esperienze radiofoniche con diverse emittenti e strutture locali e nazionali, sia web che FM. Laziale doc, amante di tutto il movimento biancoceleste che segue in diversi siti e blog. Con grande piacere ed entusiasmo si è lasciato coinvolgere dal progetto di SportBloggers.