Mundaily – Day 19

Onore alla��Algeria.

Mi pare giusto iniziare cosA�.

La squadra guidata dal CT bosniaco HalilhodA?iA�, dopo aver ben figurato nel girone eliminatorio, approdando agli ottavi di finale a spese della Russia di Capello, ha tenuto in scacco fino alla��ultimo secondo la Germania, fino ad oggi una delle squadre piA? accreditate (dal campo, non solo sulla carta) di questo Mondiale.

Gli africani hanno costretto Lahm e compagni ai supplementari, rischiando anche di strappare una clamorosa qualificazione, visto che le occasioni da gol non sono mancate (come neppure ai a�?panzera�?, ci mancherebbe).

Ordinata, ben messa difensivamente ma tutta��altro che remissiva, e ispirata da un Feghouli che va tenuto da��occhio in ottica mercato (anche se il Valencia, rafforzato economicamente dalla nuova proprietA� cinese, difficilmente vorrA� privarsene), la��Algeria A? andata sotto alla��inizio del primo tempo supplementare, sotto il mezzo tacco piA? fortunoso che voluto di Schurrle, entrato nella ripresa al posto di un evanescente Goetze.

A dire il vero, non A? stato solo il talentino del Bayern Monaco a sembrare al di sotto degli standard mostrati finora in questa Coppa del Mondo.

La��unico ad essere sempre a�?sul pezzoa�? A? stato il solito Thomas MA?ller, che non a caso A? stato la��autore della��assist per il giocatore del Chelsea.

Dopo aver sfiorato il pareggio, a�?i Fenicia�? subiscono il 2 a 0 in contropiede (A�zil il marcatore), a partita praticamente finita.

Finita (quasi) sul cronometro, ma non certo per loro, che infatti al 121A� riescono finalmente a trovare la via del gol con Djabou, sfiorando pochi istanti dopo il clamoroso 2 a 2.

La��arbitro fischia, la Germania tira un sospiro di sollievo e approda ai quarti, ma la��Algeria deve tornare a casa solo che tra applausi e complimenti.

Avversari della squadra di Loew saranno i francesi, che hanno faticato piA? del previsto contro la Nigeria, ma alla fine hanno avuto la meglio. A sbloccare il match, a poco piA? di dieci minuti dai supplementari, A? lo juventino Pogba, che di testa batte il portiere Enyeama. A chiudere i conti, poi, A? una��autorete di Yobo nei minuti di recupero, per il 2 a 0 finale.

Nella Francia, che come la Germania A? parsa molto meno a�?armataa�? rispetto alle tre partite precedenti, si sono segnalati il sempre ispirato Valbuena e, soprattutto, il talentino della Real Sociedad (sorpresa della Liga due stagioni fa e questa��anno vista a�� bene a�� in Champions) Griezmann, che entrato per la��ultima mezza��ora al posto di Giroud, ha fatto cambiare marcia ai a�?Gallettia�?.

Il CT Deschamps, a questo punto, potrebbe essere costretto a rivedere le sue gerarchie: la��esterno 23enne ha sempre fatto benissimo, mentre la convivenza tra Giroud e Benzema non funziona sempre benissimo, specie quando, visto lo status del madridista, tocca al centravanti della��Arsenal lasciare al compagno il ruolo da a�?9a�?, nonostante paradossalmente sia piA? centravanti classico lui che il giocatore di Ancelotti.

Oggi, infine, si completa il quadro che andrA� a delineare i quarti di finale: alle 18 la��Argentina affronterA� una Svizzera che, pur consapevole di non essere tecnicamente alla��altezza di Messi e compagni, non ha alcun timore reverenziale, e potrebbe rivelarsi un osso piA? duro di quanto si immagini.

E nemmeno tanto scontata sarA� pure la��altra sfida di giornata: sulla carta il Belgio A? piA? forte degli Stati Uniti, ma finora in questo Mondiale i a�?Diavoli Rossia�? si sono rivelati al di sotto delle loro possibilitA�, mentre di contro gli americani hanno dimostrato che non sono affatto lA� a chiedersi perchA� la palla non sia ovalea��

Insomma, la logica direbbe di aspettarsi un quarto di finale Argentina-Belgio, ma non meravigliamoci troppo se dovesse finire diversamentea��

 

 

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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