Mundaily – Day 21

Dato che ieri non si A? giocato e che chi scrive A? stato ad un concerto (fantastica accoppiata Wolfmother/Soundgarden al Castello Scaligero di Villafranca), ho pensato di dedicare questa puntata di a�?Mundailya�� al rapporto tra musica e Mondiali.

Partiamo subito da questa��anno: la canzone ufficiale a�?We Are One (Ole Ola)’, cantata da Pitbull, Jennifer Lopez e da quella creatura celestiale di Claudia Leitte fa abbastanza pietA�. Molto meglio la��inno ufficiale, a�?La La Laa�? di Shakira, abbonata ai Mondiali visto che la sua a�?Waka Wakaa�? A? stata la canzone di Sudafrica 2010 (la��inno era invece a�?Sign of a Victorya��, di R. Kelly feat. Soweto Spiritual Singers), ed A? una delle a�?canzoni mundiala�? di maggior successo di sempre. Ma la a�?signora PiquA�a�? con la Coppa del Mondo aveva avuto a che fare giA� nel 2006, quando la versione remix del suo duetto con Wyclef Jean a�?Hips Dona��t Liea�� fu utilizzata assieme alla��inno ufficiale a�?The Time Of Our Livesa�� e alla canzone ufficiale a�?Celebrate The Daya��.

Una��altra bionda bellissima fu invece protagonista per Corea/Giappone 2002: stiamo parlando di Anastasia, che prestA? la sua voce per la canzone ufficiale a�?Booma��, mentre la��inno era firmato Vangelis e sa��intitolava semplicemente a�?Anthema�� (a�?innoa�?, per la��appunto).

Quello del Mondiale nippocoreano fu il quarantennale della a�?canzone mundiala�?: la prima, infatti, risale alla Coppa del Mondo 1962, in Cile. Il brano sa��intitolava a�?El Rock del Mundiala��, e ad interpretarlo erano Los Ramblers, simpatici a�?parentia�? cileni di Bill Haley & His Comets.

Quattro anni piA? tardi tocca a Donnie Lonegan e alla sua a�?World Cup Williea��, tipo brano pop british Anni a��60.

A� quindi il turno della��obbrobriosa a�?FA?tbol MA�xico 70a�� de Los Hermanos Zavala, cui segue nel a��74 il trash polacco di Maryla Rodowicz con a�?Futbola��.

Per Argentina 1978 la canzone lascia spazio ad un inno firmato da Ennio Morricone, eseguito dalla Buenos Aires Municipal Symphony. a�?Anthema��, va detto, non A? certo la vetta della carriera del grandissimo compositore italianoa��

Nel 1982, per il Mundial spagnolo, scende in campo niente meno che Placido Domingo con a�?Mundial a�?82a��, che risolleva un poa�� la serie con questo simpatico spanish pop.

Quindi tocca al successo internazionale a�?Hot Hot Hota�� degli Arrow, fare da cornice al trionfo di Maradona e della sua Argentina a Messico a��86.

E veniamo finalmente al Mondiale di casa nostra, con uno dei brani piA? indelebili nella mente e nel cuore di milioni di italiani.

Si parla ovviamente di a�?Una��Estate Italianaa��, della��accoppiata Edoardo Bennato/Gianna Nannini che ci ha fatto sognare nelle nostre a�?notti magichea�?, proposta anche in inglese col titolo a�?To Be Number Onea��, eseguita dal Giorgio Moroder Project, che la eseguA� dal vivo durante la cerimonia di apertura a S. Siro.

Ad USA a��94, Daryl Hall (del duo Hall&Oates) unisce le forze al gruppo gospel Sound of Blackness, sfornando la��emozionante a�?Glorylanda��.

Ed arriviamo a Francia a��98, la prima edizione ad avere piA? di un brano, tra inno ufficiale, canzone ufficiale e quanta��altro.

A farla da padrona A? la a�?official songa�?, la super hit di Ricky Martin a�?La Copa de la Vidaa��, ma ci sono anche la��inno a�?La Cour des Grands (Do You Mind If I Play)a��, cantato da Youssou Na��Dour e Axelle Red, e il brano a�?di accompagnamentoa�? a�?Together Nowa��, della��accoppiata Jean Michel JarrA�/Tetsuya Komuro.

Finita la panoramica, non resta che eleggere la migliorea��vado di cuore e dico a�?Una��Estate Italianaa��, ma riconosciamo che la regina della a�?canzone mundiala�? A? senza dubbio Shakira, che sarA� non a caso protagonista della chiusura di questo Brasile 2014.

 

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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