Mundaily – Day 24

Tanto di cappello alla Costa Rica. A� arrivata, incredibilmente e contro ogni pronostico ai quarti di finale del Mondiale, giocandosi fino alla��ultimo il passaggio dei turni con la��Olanda, che ha avuto la meglio sui a�?Ticosa�? soltanto ai rigori.

E qui il cappello ce lo leviamo di fronte al mago Van Gaal, che sa��inventa la sostituzione del portiere alla��ultimo secondo dei supplementari, per mandarne in campo uno che a�� evidentemente a�� sui tiri dal dischetto dava certe garanzie.

Ma la mossa spicca non solo come scelta tecnica, ma anche e soprattutto come scelta psicologica. a�?Direa�? agli avversari, ora vi metto contro questo apposta per i rigori ha sicuramente appesantito la��animo dei costaricensi, e infatti Krul (ecco il nome del a�?jollya�? del CT olandese) ha respinto due dei tiri dei centramericani, compreso quello del capitano Ruiz.

La��Olanda entra cosA� nelle a�?final foura�?, e dovrA� ora vedersela con la��Argentina, in una sorta di rivincita della finale del Mondiale a��78.

La SelecciA?n ha avuto la meglio sul Belgio con il minimo sforzo, grazie a un gol segnato da Gonzalo HiguaA�n (che si A? finalmente sbloccato) ad inizio partita, che i a�?Diavoli Rossia�? non sono riusciti a recuperare.

Stesso film, insomma, che ha visto protagonisti i a�?cuginia�? della Francia; ed A? normale, visto che la squadra di Wilmots e quella di Deschamps hanno diversi punti di contatto. Entrambe talentuose e giovani, hanno pagato la non abitudine mentale a certe sfide, sciogliendosi alla prima vera sfida con un avversario che sulla carta era piA? forte di loro, e come tale si A? poi dimostrato.

Ma se tra i a�?Gallettia�? il maggior talento della squadra, Benzema, si A? comunque dannato per quanto possibile per raddrizzare la sfida coi tedeschi, quello belga, Hazard, A? parso poco piA? che un fantasma.

Alla fine se na��A? accorto anche Wilmots che perA?, da mago dei cambi, A? passato per quello che non ha saputo leggere bene la partita piA? importante. Tardiva la��uscita del fantasista del Chelsea, inspiegabile il non inserimento di Januzaj, giovanissimo e precocissimo talento lanciato dal Manchester United.

Dalla��altra parte del tabellone, si sa, si troveranno i padroni di casa del Brasile e la sempre piA? solida Germania, che potrebbe aver trovato il suo assetto definitivo facendo la cosa piA? semplice da fare: riportare il capitano Lahm nel suo ruolo naturale di terzino destro, con un centrocampo a�?alla Barcellonaa�?, ossia con un a�?filtroa�? (Khedira alla Busquets) in mezzo e due centrocampisti dai piedi buoni (Schweinsteiger, piA? regista alla Xavi, e Kroos piA? mezzala alla Iniesta).

Se a passare sarA� la squadra di Loew, chiunque sia la��avversaria avremo una finale giA� vista, dato che Germania-Olanda A? stata la sfida che ha chiuso la Coppa del Mondo (vittoria di Beckenbauer e compagni padroni di casa), mentre addirittura Germania-Argentina la si A? avuta per due volte di fila, nel 1986 e ad Italia a��90 (vittoria di Maradona e compagni nel primo caso, successo ai a�?panzera�? nel secondo).

Di contro, se a passare sarA� il Brasile, avremo in ogni caso una finale inedita, dato che nelle sue sette precedenti la SeleA�ao non ha mai incontrato nA� gli a�?oranjea�? nA� la��Albiceleste (Svezia, Cecoslovacchia, due volte Italia e infine Germania per le vittorie, Uruguay e Francia nelle sconfitte).

Chiudo, infine, con una��amara considerazione a�?partigianaa�?: nel quartetto delle finaliste ci sono tre delle quattro squadre a�?classichea�? dei Mondiali: Brasile (5 vittorie piA? altre 2 finali), Germania (3 vittorie piA? altre 4 finali) e Argentina (2 vittorie piA? altre 2 finali). Manchiamo, tristemente, solo noi (4 vittorie piA? altre 2 finali), che avremmo dovuto quantomeno essere al posto della Costa Rica a giocarci la��accesso alle semifinali contro la��Olanda.

Ma invecea��

 

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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