Mundaily – Day 25 (Alfredo Di StA�fano Tribute)

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Anche oggi il Mondiale riposa e noi, purtroppo, ne approfittiamo per parlare della scomparsa di uno dei piA? grandi calciatori di sempre, e il piA? grande per distacco tra quelli che mai hanno messo piede in campo durante la Coppa del Mondo.

Ovviamente il protagonista di oggi A? Alfredo Di Stefano, scomparso oggi pomeriggio alla��etA� di 88 anni.

Il simbolo del madridismo, presidente onorario della squadra dal 2000 fino alla dipartita odierna. Argentino poi naturalizzato, fu il centravanti titolare della squadra che vinse le prime cinque edizioni della Coppa dei Campioni (andando in goal in tutte e cinque le finali), giocando poi altre due finali (quelle perse del 1962 col Benfica e nel 1964 contro la��Inter). Anche se rischiA? di vestire ben altra maglia in Spagna, dato che inizialmente sembrava fosse stato il Barcellona a conquistarne i servigi, prendendolo dai colombiani del Millonarios di BogotA�, dopo essere esploso in patria nel River Plate (club dove era cresciuto e che se la��era ripreso dopo il prestito-exploit alla��HuracA�n). Una serie di controversie su chi era legittimato a trattare e sulla proprietA� del cartellino, unite ad alcune dispute in seno al club catalano, favorirono (insieme, si dice, al peso politico che aveva il Real, squadra nel cuore del Generalissimo Franco) il passaggio a�� 1953 – in camiseta blanca del giocatore. In undici stagioni, oltre alle succitate 5 a�?Championsa�?, vinse 8 campionati, la��Intercontinentale del 1960, la Coppa di Spagna nel 1962. A cui si aggiungono, a livello personale, 5 (di cui quattro consecutivi) titoli di capocannoniere in 6 anni (1954 e poi dal 1956 al 1959) e due Palloni da��Oro (1957 e 1959). Considerato unanimemente uno dei giocatori piA? forti e completi di sempre, A? stato inserito al quarto posto nella classifica dei Giocatori del Secolo (scorso), dietro solo a PelA�, Maradona e Cruyff. Basti pensare che, oltre a quanto vinto col Real, A? stato campione e capocannoniere sia in Argentina sia in Colombia. Vincente anche la carriera da allenatore, avendo conquistato titoli in Argentina (allenando sia il Boca Juniors sia il a�?suoa�? River Plate) e il clamoroso a�?scudettoa�? del Valencia nel 1971 (anno in cui sfiorA? la doppietta, perdendo la finale di Copa di Spagna ai supplementari col Barcellona), squadra che porterA� anche alla vittoria europea nel 1980, con la conquista (ai rigori contro la��Arsenal) della Coppa delle Coppe. In panchina fallA� perA? proprio al Real Madrid, dove si accasA? in due diversi periodi (proprio come a Valencia). Nel primo stint (1982-1984) fu il re dei secondi posti, arrivando nella piazza da��onore in entrambi i campionati, e perdendo quattro finali su quattro nella��anno di (dis)grazia 1983, battuto nella corsa a: Supercoppa di Spagna, Coppa di Spagna, Coppa di Lega e Coppa delle Coppe. Si rifece parzialmente nel secondo e ultimo passaggio, stagione 1990-a��91 quando, subentrando in corsa al a�?santonea�? gallese John Toshack si rifece della Supercoppa nazionale, strappata agli storici rivali del Barcellona grazie a una vittoria per uno a zero al Camp Nou e a un sonoro 4 a 1 in casa, dopo essere andati sotto. Il che non lo salverA� comunque dalla��esonero, arrivato nella primavera 1991.

A livello di Nazionale, inizia ovviamente con la��Argentina, con la quale disputa e vince la Copa AmA�rica 1947, segnando 6 retiA� in 4 partite. Gli sfugge perA? il Mondiale 1950, dato che la SelecciA?n decide di non partecipare. Per la Coppa successiva, quella del 1954, viene dichiarato ineleggibile dalla FIFA, avendo giocato alcune partite a�� seppur non ufficiali a�� con la Colombia.

Divenuto cittadino spagnolo, inizia a difendere i colori della a�?Rojaa�? (per la quale, in totale, segnerA� 23 reti in 31 partite), che fallisce la qualificazione a Svezia a��58. Quando finalmente arriva la concreta possibilitA� di scendere finalmente in campo ai Mondiali nel 1962 in Cile, dato che la Spagna si A? qualificata, si infortuna e non puA? scendere in campo, nonostante sia stato inserito nella lista dei 22.

Giocando per il Real Madrid fu anche rapito: accadde nel 1963, con la squadra in tournA�e in Venezuela. A prelevarlo, i guerriglieri delle FALN (Fuerzas Armadas de LiberaciA?n Nacional), che lo rilasciarono sano e salvo un paio di giorni dopo, apparentemente senza riscatto in cambio. Ad eseguire il rapimento fu la��oggi rinomato pittore Paul del Rio.

Ecco, questo A? uno spaccato della carriera della a�?Saeta Rubiaa�? Alfredo Di StA�fano, a�?el 9a�? della piA? grande squadra di sempre.

AdiA?s, don Alfredo!

 

 

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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