Mundaily – Day 28

Che noia!

Penso la��abbiano pensato in tanti, guardando la��obbrobrio che A? stata la seconda semifinale di questo Mondiale.

Argentina-Olanda A? stata una delle piA? brutte partite di sempre nella storia della Coppa del Mondo, e il contrasto A? bestiale paragonandola alla goleada della sera prima.

La Germania ha fatto sette gol al Brasile, poteva quantomeno fargliene un altro paio, e alla fine la SeleA�ao A? riuscita a segnare la rete della bandiera.

Ieri sera, di contro, non si A? vista una vera e concreta azione da gol manco a pagarla: A? finito tutto ai rigori, dove gli argentini sono stati implacabili, mentre gli olandesi (forse ormai stanchi e appagati: con una squadra cosA� debole, hanno fatto pure troppoa��ulteriore rammarico per la��Italia, che avrebbe dovuto trovarseli ai quartia��) si sono infranti sui guantoni di Sergio Romero, portiere che la Samp aveva sbolognato senza tante remore, che il Monaco ha preso per tenerlo in panchina, ma che proprio in Olanda si era messo in mostra, e proprio al servizio di quel Van Gaal che tra pochi giorni non sarA� piA? CT degli a�?oranjea�?, ma a�?soloa�? nuovo manager del glorioso Manchester United (da ricostruire dopo il disastro del dopo-Ferguson targato Moyes).

Prima di lasciare nuovamente la squadra (che sarA� presa da un altro CT di ritorno, Guus Hiddink), la��ex tecnico di Ajax, Barcellona, AZ Alkmaar e Bayern Monaco dovrA� provare a strappare il gradino piA? basso del podio ai frastornati padroni di casa.

Felipe Scolari, dalle dichiarazioni rilasciate, sembra non aver colto la portata del disastro di cui A? il principale responsabile, e magari non ha letto che la federazione brasiliana A? giA� alla disperata caccia del suo successore (al momento, il favorito A? Tite, ex allenatore del Corinthians).

In veritA� Felipao avrebbe dovuto dimettersi seduta stante la��altra sera, lasciare al suo vice il compito di guidare la squadra nella finalina, e rifugiarsi su un eremo dalle parti della��Himalayaa��

Speriamo invece abbiamo almeno in buongusto di fare un poa�� di turnover, per dar spazio anche a quei giocatori che hanno visto meno o niente il campo; tanto, in un Mondiale dove la��unica opzione era la vittoria, terzo o quarto non cambia assolutamente nulla.

Dalla��altra parte, speriamo che Van Gaal faccia finalmente giocare da��attacco la��Olanda, che tanto ormai non ha piA? niente da perdere, per cui puA? pure rischiare qualcosa in piA?, nonostante la squadra sia quella che sia.

Soprattutto, speriamo non si ostini ancora a schierare uno stracotto Van Persie, lasciando solo le briciole al a�?chirurgicoa�? Huntelaar. E che magari, dopo aver schierato giA� due portieri, dia spazio pure al terzo, Vorm. Sarebbe la��ultima a�?genialataa�? di un tecnico tanto a�?pazzoa�? quanto bravo.

Intanto cresce, come ovvio, la��attesa per la��atto finale: la Germania, visto come ha distrutto i padroni di casa e vista lo scialbo passaggio del turno della��Argentina, A? la logica favorita, ma in una finale mondiale questi fattori contano per quello che contano.

Oltretutto i tedeschi hanno la cabala contro: ogni volta che eliminano la squadra del Paese ospitante, poi perdono la finalea��

Speriamo invertano la rotta perchA�, onestamente, se ca��A? una squadra che dalla��inizio del torneo sta dimostrando di meritare di alzare al cielo la coppa, quella A? la a�?Mannschafta�? guidata da Joachim LA�wa��

 

 

 

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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