Mundaily – Day 31

Ci siamo.

Ancora qualche ora e poi sapremo chi alzerA� per la ventesima volta al cielo la Coppa del Mondo.

Questa sera si giunge finalmente al gran finale, alla grande finale. Lo stadio piA? famoso al Mondo, il MaracanA�, sul cui campo si sfideranno Germania (3 titoli, tutti conquistati come Germania Ovest: 1954 in Svizzera, 1974 in casa e 1990 in Italia) e Argentina (2 titoli, quello casalingo del 1978 e quello di Mexico a��86), in una sorta di bella, dato che le due squadre si sono giA� sfidate due volte (consecutive) in finale, vincendo una volta ciascuna. La��Argentina di Maradona vinse in Messico nel 1986, mentre quattro anni piA? tardi fu la squadra con Beckenbauer in panchina a conquistare il trofeo, alla��Olimpico di Roma.

La squadra di Joachim LA�w dovrebbe schierarsi con la formazione consolidata dal chirurgico successo sulla Francia ai quarti e, soprattutto, dalla��umiliante goleada inflitta al Brasile padrone di casa in semifinale.

Quindi, Neuer in porta; Lahm e HA�wedes terzini destro e sinistro; coppia centrale formata da Hummels e Jerome Boateng (con Mertesacker pronto se questa��ultimo, acciaccato, non dovesse farcela); il trio Schweinsteiger-Khedira-Kroos in mediana; Klose centravanti affiancato da MA?ller e A�zil.

Meno certezze, invece, per quanto riguarda le scelte del CT Sabella: fino alla��ultimo si tenterA� il recupero-lampo del madridista DA� Maria, fino alla��infortunio il migliore della SelecciA?n.

In ogni caso, il doriano Romero, eroe della sfida ai rigori con la��Olanda, sarA� saldamente tra i pali. Davanti a lui la linea Zabaleta-De Michelis-Garay-Rojo; Mascherano a fare il a�?volante, con ai lati molto probabilmente Biglia ed Enzo PA�rez; e HiguaA�n e Lavezzi (ma attenzione a Palacio e, soprattutto, al KA?n AgA?ero) a condividere la��onere della��attacco con la stella della squadra, capitan Messi.

Ca��A? anche un italiano, in campo stasera: A? la��arbitro Rizzoli, designato per dirigere la finale. Anche qui possiamo parlare di a�?bellaa�?: infatti fino ad oggi un italiano in finale aveva arbitrato o la��Argentina (vincente nel 1978) o la Germania (perdente nel 2002). Stavolta ci sono entrambea��

Chiudo con due indicazioni a�?da cabalaa�?, una per parte. La Germania ha sempre perso la finale quando nei turni precedenti ha eliminato i padroni di casa. PerA? le squadre a tre titoli hanno poi vinto il quarto a 24 anni di distanza. E il tris la a�?Mannschafta�? la��ha raggiunto nel 1990a��

Facciamo ora un piccolo passo indietro, per analizzare la partita di ieri sera, dove questo Brasile ha dimostrato tutta la sua indegnitA� al compito.

Da��accordo, il fallo da rigore era fuori area, e il cross che fa partire la��azione del 2 a 0 A? viziato da fuorigioco. Ma A? innegabile che la��Olanda ci abbia provato, e il Brasile no. Di fatto, non ha avuto alcuna vera occasione da gol. Per cui A? giusto che il terzo posto sia andato alla squadra di Van Gaal, che come auspicato dal sottoscritto (conosco il a�?Maestroa�?a��) ha fatto assaggiare il campo anche al terzo portiere Vorm, arrivando a schierare tutti i 23 della rosa, durante il torneo.

Gli a�?oranjea�? hanno chiuso questa Coppa del Mondo imbattuti e, per la prima volta nella loro storia, chiudono il Mondiale con un successo: fino ad oggi, che si trattasse della finale vera e propria o della finalina, aveva sempre salutato da sconfitti (secondi nel 1974, 1978 e 2010, quarti nel 1998).

Un ottimo e probabilmente insperato risultato, che rappresenta una base importante per costruire un futuro potenzialmente vincente: la squadra A? infatti molto giovane, anche se le a�?stellea�? sono (state) i trentenni Van Persie, Robben e Sneijder.

A Guus Hiddink, un altro che indubbiamente ci sa fare, il compito di completare il processo di rinnovamento avviato dal neo allenatore del Manchester United.

Di contro, il Brasile A? abbastanza in alto mare: non sa se tenersi Scolari o rimpiazzarlo, ed eventualmente con chi.

La squadra va ripensata: giusto costruirla intorno a Neymar, ma senza renderla da lui dipendente. Vanno valorizzati i a�?gioielli nascostia�? che ancora giocano nel Brasilerao, rivitalizzati talenti ancora giovani, come Pato o Ganso, spariti dal giro della Nazionale (nonostante la��ex a�?gemelloa�? di a�?Oa�� Neya�? al Santos, nel San Paolo si sia ripreso alla grande).

E ora godiamoci la finalissima!

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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