Mundaily – Days 22&23

Care amiche e cari amici, portate pazienza se ieri vi ho fatto mancare le mie quotidiane baggianate mondiali, ma una serie di arretrati e imprevisti mi hanno impedito di concentrarmi sul prepartita dei primi due quarti di finale, ossia Germania-Francia e Brasile-Colombia.

Non avrei fatto pronostici, avrei semplicemente detto che si trattava di due partite dalla��esito non scontato e che sarebbero state incerte fino alla fine.

Avrei avuto ragione sulla seconda affermazione, meno sulla prima, dato che alla fine hanno vinto le due, Germania e Brasile, favorite della vigilia.

Nel pomeriggio, la maggior esperienza in questo tipo di sfide ha dato il vantaggio decisivo ai tedeschi, che hanno segnato presto (il difensore Hummels, di testa: perchA� nessun top club la��ha ancora comprato?!?! A� vero che il Borussia Dortmund A? una bottega cara e non si tratta certo di una squadra a�?minorea�?, perA? uno cosA� vale il Real Madrid, il Barcellona, il Manchester United. O le Juve-Milan-Inter di un decennio faa��), e hanno poi saputo rintuzzare il tentativo di recupero dei transalpini, che non sono stati perA? in grado di trovare lo spunto decisivo.

Complessivamente, la Germania ha meritato, il che non significa che i a�?Gallettia�? abbiano demeritato.

Anzi, il CT Deschamps ha della��ottimo materiale umano/tecnico su cui lavorare, e se la crescita sarA� costante, la Francia si candida a essere la favorita tra due anni per il Campionato Europeo, di cui tra la��altro sarA� Paese ospitante.

Per la Germania, invece, la��immediata certezza di essere ancora una volta a portata della Coppa, cosa che non sorprende: i tedeschi sono alla quarta semifinale consecutive e, in generale, sono noti per arrivare a�?semprea�? in fondo. Poi magari perdono (specie se sul loro cammino incontrano la��Italia), ma intanto ci sono.

Ora, tra loro e la finale ci sono i padroni di casa, che hanno superato quello che finora A? stato il maggior pericolo potenziale sul loro cammino, ossia la��avvincente Colombia.

I a�?Cafeterosa�? non sono perA? riusciti nel colpaccio: un poa�� frenati dalla��emozione, un poa�� perchA� hanno trovato il miglior Brasile visto fin qui.

James Rodriguez ca��ha provato, alla fine il gol, seppur solo su rigore, la��ha trovato, ma non A? stato abbastanza. Male GuarA�n, un poa�� sottotono Cuadrado, meno efficace del solito la��apporto di Teo Gutierrez, che finora aveva fatto bene, ma che non A? Radamel Falcao. E si A? visto…

Peraltro il centravanti colombiano A? stato in a�?ottimaa�? compagnia, visto che il suo omologo brasilero, Fred, A? stato nullo come anche nei match precedenti.

A mandare in semifinale la SeleA�ao sono stati i due leader della squadra: il capitano Thiago Silva (gol di testa per la��1 a 0) e il vero cuore della squadra, ossia David Luiz (fantastica punizione del 2 a 0, che aveva momentaneamente tagliato le gambe alla squadra di Pekerman, e che di fatto A? valso la qualificazione). La coppia di centrali difensivi (anche del PSG), in una squadra piena di giocatori offensivia��

Il Mondiale perde dunque quello che finora A? stato il suo MVP, ossia Rodriguez, ma soprattutto perde due dei tre magnifici a�?10a�� del torneo (un quarto poteva essere il belga Hazard, ma ad oggi A? stato sotto le aspettative). Oltre al giocatore del Monaco, infatti, il Mondiale A? finito anche per la��uomo copertina di questa Coppa del Mondo, ossia Neymar, messo KO da un brutto infortunio.

Rimane dunque solo Leo Messi, che oggi si gioca col non sottovalutabile Belgio le a�?final foura�? e la classifica cannonieri del torneo, dove A? in testa proprio James Rodriguez con 6, che perA? non giocherA� piA?, mentre a pari merito con la Pulce a 4 ci sono Neymar (e pure lui ha chiuso) e il tedesco Thomas MA?ller, la��unico ancora in gioco, ma che ha giA� giocato i quarti.

Il quadro si chiuderA� poi stasera con la sfida tra la��Olanda e la sorpresissima Costa Rica, bellissima favola di questo torneo.

Sulla carta non dovrebbe esserci storia, ma A? stato cosA� finora per tutte le partite dei a�?Ticosa�? tranne la sfida con la Grecia, dove la squadra ha peraltro subito la��unico gol su azione (ma era rimasta in 10).

Van Gaal dovrA� quindi tenere sulla corda i suoi, squadra giovane e ogni tanto distratta: meglio non rischiare figuracce contro Bryan Ruiz (che in una��italiana da metA� classifica non sfigurerebbe) e compagnia��

 

 

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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