Uno strepitoso Kittel sfreccia in Irlanda, maglia a Matthews

der-australier-michael-matthews-uebernimmt-die-maglia-rosaCome da previsione, fuga (ripresa) e volata nella seconda tappa del Giro d’Italia. Al terzo chilometro va infatti in porto la il tentativo di fuga di Andrea Fedi (Neri Sottoli), Marten TjallingiiA�(Belkin),A�Jeffry RomeroA�(Colombia) e Sander ArmeeA�(Lotto – Belisol): il quartetto raggiunge il suo vantaggio massimo intorno al chilometro 60, arrivando ad avere 6 minuti e 30 secondi sul gruppo.
La gara scorre tranquillamenteA�e com’era facilmente preventivabile i fuggitivi vengono riassorbiti dalla carovana verso i meno 10.A� Tutti i fuggitivi, tranne uno: Tjallingi. L’olandese della Belkin, dopo essere stato avvisato dell’imminente arrivo del gruppo, ha ben pensato di lasciare sul posto i compagni di fuga e di partire da solo, dando fondo ad ogni sua ultima energia per concludere al meglio una tappa corsa all’attacco.

Purtroppo per lui, a 3 chilometri e mezzo dalla fine la Liquigas pone fine alle sue speranze di gloria, dopo aver tirato al massimo al fine di tenere vive le speranze di vittoria di Elia Viviani. Vittoria che non A? arrivata per colpa della straordinaria supremazia di Marcel Kittel.
Il tedesco, dopo essere uscito apparentemente troppo indietro dall’ultima curva, riesce a stupire tutti con un incredibile rimonta sulla sinistra e arriva a bruciare nettamente Bouhanni, Nizzolo, Viviani e Ferrari. Che poi si sa che se sei un campione, stupire A? doppiamente difficile…
La maglia rosa e la maglia bianca cambiano invece propietario: Michael Mattews si piazza ottavo e guadagna i secondi di abbuono necessari per diventare leader. Nemmeno lui ha quindi potuto far nulla contro la straordinaria potenza di Kittel.
Davvero entusiasmante dunque la volata del tedesco, che dimostra ancora una volta (nel caso ce ne fosse stato bisogno) di essere uno dei velocisti piA? forti al mondo, facendoci rimpiangere la non-presenza di Mark Cavendish a questo Giro.A�
Ma per una volta possiamo anche lasciare stare le lamentele e le critiche…Di big al Giro ce ne sono comunque e sono pronti a farci divertire (che in fondo A? lo scopo del ciclismo, no?)

Jacopo Brama

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Un lunedì di tanti anni fa, seduto all’ultimo banco di una terza elementare, conobbi la prima pagina della Gazzetta e ne rimasi folgorato. Qualche primavera dopo porto nel cuore lo stesso sogno: trasmettere al mondo sentimenti ed emozioni che solo lo sport sa regalare.

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