Non dipende da noi. Avellino: sconfitta a Siena senza giustificazioni.

Nuova immagine (1)Il resoconto della sconfitta della Scandone 91 a 67 contro la Monte Paschi Siena potrebbe essere racchiuso in queste quattro parole.

Non dipende da noi 1. Non A? colpa del reparto lunghi di Avellino. Thomas e Ivanov in due fanno 34 punti, piA? della metA� di quelli realizzati nel totale da Avellino. Se si aggiungono i 13 di Hayes che ha giocato per molti minuti da ala forte e i tre del buon Dragovic si arriva a 50 punti su 67. Sicuro non dipende da loro.

Non dipende da noi 2. Non A? colpa di Biligha e Spinelli che non entrano in campo neppure un minuto. Il play per una noia muscolare, il centro per la solita scelta tecnica di coach Vitucci.

Non dipende da noi 3. Neppure A? colpa dei soliti 50 tifosi che strenuamente seguono la squadra incitandola ed facendosi venire l’ulcera quando dopo 10 minuti la partita era giA� piA? che finita.

Non dipende da noi 4. SarA� mica colpa di coach Vitucci? In campo non entra lui. I giocatori non lo seguono, dormicchiano sul parquet (forse troppo simile a quello della loro camera da letto), iniziano a giocare un basket decente quando la partita A? finita e Siena decide di non difendere come i primi due periodi.

Non dipende da noi 5. La colpa era di Dean e Richardson. Ma oggi piA? di qualcuno si domanda se fosse loro o no. Forse non dipende neppure da loro.

Non dipende da noi 6. Di sicuro non A? colpa della societA� e dei dirigenti. La proprietA� caccia i soldi. Chi mette mano al portafoglio ha piA? o meno sempre ragione. Se poi non ama neppure tantissimo la palla a spicchi ha ragione due volte. Non A? neppure colpa loro.

Non dipende da noi 7. I telecronisti di +N, autori del tormentone “Non dipende da noi”, ripetuto decine di volte nel corso dell’incontro sembrano volersi giustificare del perchA� non seguono la squadra in trasferta in maniera da garantire sempre una telecronaca decente. Non A? colpa loro. E a momenti A? quasi meglio non vedere le immagini e divertirsi ascoltando un commento su “ciA? che potrebbe essere stato”. Il primo caso di telecronaca spiritica.

Non dipende da noi 8. Morgillo e Riccio entrano nell’ultimo giro di lancetta. Riccio A? un ottimo giocatore e una promessa del basket giovanile. Morgillo anche. Quest’ultimo sbaglia dall’arco dei 6.75. L’altro si lascia scappare per ben due volte il pari quota Cappelletti che realizza due canestri in 30 secondi. Quando si dice che i giovani devono seguire l’esempio degli anziani…ma puA? essere colpa loro? No di certo.

Non dipende da noi 9. Non dipende neppure da Siena che per caritA�, fa una partita buona. Ma non fa niente per umiliare Avellino. La SIDIGAS fa tutto da sola. E ci riesce meglio di quanto avrebbe potuto fare Siena con una super prestazione.

Quindi “non dipende da noi”. Non A? colpa di nessuno. E chi mettiamo dietro la lavagna? Qualcuno lo avremmo messo. Qualcuno qualche colpa ce l’ha. Ma quando si perde cosA� la colpa non A? di nessuno. O A? di tutti. La differenza A? minima. Chi ha visto la partita sa. Chi tornerA� nella notte ad Avellino col pullman lo sa due volte. Il basket non A? questo. Con tutto il rispetto, fare 24 punti in due quarti A? la media della nazionale paralimpica non di una squadra di serie A. Ed il gioco espresso nei primi due periodi non A? neppure paragonabile a quello nel campetto sotto casa. Magari lo fosse stato. Magari avessero giocato con la stessa intensitA�. Staremmo a parlare di certo di un altro risultato e di un’altra partita. PerchA� con Siena si puA? tranquillamente perdere. Ma perdere in questo modo fa venire il volta stomaco.A�Non dipende da noi se le scorte di Maalox in cittA� sono esaurite da tempo.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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