Non è colpa di Fesenko. Fischi e mugugni indecorosi al Paladelmauro costringono il centro di Avellino a scusarsi

DSC_0507La partita della verità. Avellino reduce da tre sconfitte consecutive deve riscattare un febbraio da incubo tra qualche bella partita e alcune pessime prestazioni.

Primo quarto

Partenza al fulmicotone di Verese che a metà quarto va sul 7 a 14. Avellino ricuce con Ragland (tripla), Logan e Fesenko. La difesa di Avellino soffre sui cambi e Varese ha gioco facile sul penetra e scarica. A due minuti dal termine del quarto Avellino mette la testa avanti (21 a 20). Ottimo tra gli ospiti l’ex Anosike autore di 10 punti. Avellino in un quarto fa i punti che con Venezia non era riuscita a fare nei 20 minuti finali.

Secondo quarto 

Entrambe le squadre aggiustano le difese ma Avellino continua a soffrire sotto il proprio tabellone. I lunghi di Verese sono agili e bravi sia a rimbalzo che in avvicinamento a canestro. A metà quarto la partita è sostanzialmente in pareggio. Una tripla di Logan porta i lupi a +5. Un rimbalzo su un libero sbagliato fa schiacciare a Fesenko il +7 in faccia ad Anosike. All’intervallo lungo Avellino 49 Varese 40. Tre giorni fa gli stessi punti Avellino li ha messi a segno in tutta la partita di Champions. Segnali di risveglio.

DSC_0462Terzo quarto

La Sidigas entra molle e in 4 minuti non buca la retina. 49 pari e tanta sofferenza in difesa dove gli esterni varesini hanno vita facile. 52 a 59 a tre minuti dalla fine del quarto con Avellino che subisce troppo sulle penetrazioni e soffre sotto le plance. Una bomba di Ragland e una di Randolph stabiliscono una parziale rimonta che si ferma a tre punti sulla sirena di fine quarto (60 a 63 per Varese)

Quarto periodo

Avellino non riesce mai a rientrare e Varese scava un solco importante complici gli “arresto e tiro” degli esterni e qualche tripla prese sulla zona match up schierata da Sacripanti. Il coach di Avellino prova a tenere in campo Thomas, abulico come le ultime uscite (una di Cavaliero con la mano di Fesenko in faccia mette fine alle speranze avellinesi). Logan viene inserito a partita oramai persa tenendo in campo Fesenko negli ultimi secondi quando probabilmente l’unica speranza era un tiro dalla lunga. Qualche errore di troppo in campo e in panchina consegnano a Varese una vittoria frutto di 82 punti e di un attacco sempre in grado di trovare la soluzione migliore contro la difesa schierata della Sidigas.

DSC_0324MVP Avellino

Randolph convince sempre di più. Se limasse qualche errore di inesperienza sarebbe davvero l’asso nella manica di Avellino. 20 punti e tanta sostanza. Perde qualche punto in difesa dove i pari ruolo hanno vita abbastanza facile soprattutto in uscita dai blocchi. Da segnalare anche Fesenko autore di 13 punti, 10 rimbalzi (una doppia doppia con anche di 9 falli subiti)

Dietro la lavagna

Fine partita. Fesenko alza gli occhi agli spalti e si batte il petto tirando su l’altra mano per prendersi la colpa della sconfitta. Ha le spalle forti ed è un peso che può reggere. Ma non è un peso che dovrebbe portare lui che si batte e si sbatte ogni secondo che Sacripanti gli concede sul parquet. Il pubblico di Avellino si distingue sempre per competenza e per il grande sostegno alla squadra. Stasera indegni e indecorosi i mugugni agli errori di Fesenko che da due mesi sta tenendo sulle spalle uno spot da 5 che ad inizio stagione lo vedeva relegato a ruolo di comprimario di Cusin. Chi non se ne rende conto capisce di basket come la moglie di Brunetta di uomini. Quella parte di pubblico un modo per rimediare lo ha. Comprare il biglietto e sostenere la squadra mercoledì sera per il ritorno di Champions con Venezia.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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