Non A? normale

guarinSA�, da��accordo. Il retropassaggio di Guarin non aveva nulla a che vedere con la logica. Ea�� chiaro che scagliare indietro un passaggio senza aver appurato dove fosse il difensore, chi avesse vicino e soprattutto se fosse davvero necessario dargli la palla A? una cosa da pazzi, e che tu sia la��Inter, il Livorno o la Nocerina (con tutto il rispetto per i campani), queste cose non stanno nA� in cielo nA� in terra. Non A? normale, eccoa��

Da��altra parte non A? giusto nemmeno scagliarsi esclusivamente contro il colombiano, che dopo aver sbagliato il fatale retropassaggio A? stato accusato di essere a�?svogliatoa�?, a�?poco attaccato alla magliaa�?, a�?menefreghistaa�?, solo per citare gli insulti piA? leggeri. Come se ci fosse un collegamentoa�� Come se fosse normale.

Come se fosse normale che una squadra si veda togliere un calcio di rigore a partita da quasi un anno, fino ad arrivare al punto in cui rinuncia perfino a protestare, mentre in cittA� poco piA? a nord gli arbitri hanno sviste clamorose, errori umani che sA�, a�?possono capitarea�?, ma che avvenendo con questa frequenza non fanno altro che rovinare il nostro calcio. Come se fosse normale (e purtroppo A? giustamente normale) che i tifosi inglesi per insultarsi e darsi dei a�?corrottia�? si comparino alla Juventusa�� Che se si fermassero alla Juve andrebbe anche benea�� Voglio dire, A? un dato di fatto quelloa�� Ma, dear british, non generalizzatea��

Non che sia normale buttare via tre punti prendendo gol da uno schema assai prevedibile e (anche) da una distrazione, uniche due palle gol concesse da una squadra che aveva in mano il pallino del gioco ma che evidentemente deve ancora imparare a controllarlo. Questione di tempo. Lo stesso tempo di cui ha bisogno Guarin per crescere definitivamente, insieme ad un Inter che ha impiegato la��anno come a�?prova generalea�? per una grande stagione. Almeno, questo A? quello che sembrano avere in testa in Corso Vittorio Emanuele. Ma pazienza se serviranno altri due, tre o quattro annia�� Per una volta, lasciamo libera la societA� di agire, io credo che nessun tifoso se ne pentirA�.

Anche perchA�, in fondo, normali non siamo mai stati.

Paolo Vavassori

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Nato a Bergamo, classe 1967 (la stessa di Roby Baggio e scusate se è poco). Leggo la stessa anche di Gigi D'Alessio (scusate e basta). Da piccolo gioca a calcio ed è una promessa (con se stesso). Ripiega da subito su sport più statici per passare ben presto allo sport parlato e scritto. Folgorato dalla stella Maradona che conosce di persona (conserva gelosamente una fotografia ricordo dell ' 89 che lo ritrae con il Pibe a ricordo anche della propria capigliatura). Folgorato molto prima dalla Dea Atalanta che segue da sempre e continuerà a seguire (sempre più spesso dal divano di casa). Appassionato di golf e fotografia ha come sogno quello di poter fotografare una partita di serie A da bordo campo con la sua mitica Canon (ma ci stiamo lavorando).

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