Non solo nuoto: il fenomeno (in negativo) Federica Pellegrini

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Vi ricordate il sorriso di Federica Pellegrini dopo la��argento nei 200 metri stile libero ai recenti Mondiali di Barcellona? La medaglia, in questa specialitA�, non le sfugge dalla��Olimpiade di Pechino del 2008. Ea�� sempre salita sul podio: ai Mondiali del 2009, agli Europei di Budapest del 2010, di Debrecen del 2011 e ai Mondiali del 2011 a Shangai. Su questa distanza ha vinto piA? di qualsiasi altra atleta mondiale, scrivendo la storia. Il record mondiale A? ancora oggi nelle sue mani.

La gente comune, perA?, spesso non la conosce principalmente per i suoi successi sportivi. Non passa mese della��anno in cui non si senta parlare di lei o non si vedano foto della Pellegrini su giornali scandalistici e di gossip. Non se ne puA? piA?. a�?Soffro di crisi di panicoa�?, a�?mi fermo per un annoa�?, a�?No, non mi fermoa�?, a�?Mi alleno a Parigi. No, torno a Veronaa�?, a�?Cambio allenatore e non gareggio piA? a stilea�?, a�?Gareggio a stile, ma solo per vedere che effetto fa non avere il peso della competizionea�?, a�?con Filippo A? finita. Anzi, noa�?, a�?Guadagno troppo poco per i risultati che ho raggiuntoa�?.

Non se ne puA? piA?. Continui cambi di allenatori (probabilmente il Presidente del Palermo, Zamparini, A? un suo fan), di cittA� sede di allenamento, il rifiuto di portare la bandiera per non stressarsi troppo prima della gara, le lamentele per presunti guadagni troppo ridotti.
Capisco che la gente sia curiosa e voglia sapere tutto di tutti, soprattutto di una sportiva giovane e vincente come lei, ma esiste sempre un limite, superato il quale finisci solo col renderti ridicolo, viziato e presuntuoso. Altri atleti e atlete italiani hanno vinto, nelle loro discipline, come e piA? di lei. E sono ricordati per questo dalla gente, non per i loro capricci.

Essere campioni non significa solo vincere medaglie e non giustifica atteggiamenti da prima donna. Essere campioni comporta anche la capacitA� di resistere alle pressioni mediatiche, di mostrare buon gusto e discrezione nelle proprie scelte, personali e sportive. La��eccesso di protagonismo rischia solo di rendere la Pellegrini antipatica e sbruffona, quasi cancellando i suoi meriti sportivi dal cuore della gente. Che dire: peggio per lei!!

 

Davide Arioli

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Ragazzino classe ‘85, si laurea in Ingegneria Meccanica/Gestionale con sommo gaudio di papà e mamma, stufi di mantenerlo, data l’elevata quantità di cibo necessaria a riempire un figlio di 205 centimetri. Lavoratore motivato (dicono sia solo per merito delle ammiccanti colleghe), e appassionato per il nuoto, che gli sta facendo perdere una fidanzata dopo l’altra. La piscina è la sua seconda casa, per la gioia del centro in cui si allena (che, con i soldi delle sue entrare, ci sta ristrutturando l’impianto). Nel (raro) tempo libero si dedica ai pochi amici che reggono i suoi discorsi sullo stile libero, sul delfino e su quanti chilometri abbia fatto in piscina.