Novellino, prima amara. La��Ascoli espugna il Partenio in rimonta.

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Verde illude il pubblico di casa portando in vantaggio i lupi, che si fanno prima raggiungere da Gatto e poi superare da Cacia, bravo a trasformare con freddezza un dubbio penalty concesso dal signor Aureliano. I padroni di casa recriminano per la��arbitraggio e gli episodi sfortunati, ma adesso si ritrovano terza��ultimi in classifica e sabato ca��A? il derby contro il Benevento.

Esordio amaro, anzi amarissimo quello di Walter Novellino sulla panchina della��Avellino. Comincia infatti con una sconfitta il nuovo corso del trainer montemaranese che incassa un ko pesante e per certi versi immeritato contro un Ascoli comunque caparbio, quadrato e ben messo in campo, che ha saputo reagire alla��iniziale svantaggio firmato Daniele Verde (splendido il suo calcio di punizione), capitalizzando al massimo le occasioni create: prima pareggiando con Gatto su imbeccata del sempreverde Cacia e poi portandosi in vantaggio con lo stesso attaccante che ha trasformato al 64esimo un penalty concesso dal signor Aureliano per un presunto tocco di braccio di Perrotta, che A? stato pure spedito anzitempo sotto la doccia.

Ea�� finita cosA� 2 a 1 per gli uomini di Aglietti la sfida salvezza del Partenio-Lombardi, quella che avrebbe dovuto ridare slancio alla formazione biancoverde dopo la��esonero di Toscano, ma che invece ha ulteriormente affossato la squadra irpina relegandola al terza��ultimo posto in classifica e rischiando altresA� di avvilire un gruppo che proprio non riesce a vincere, convincere e trovare continuitA�.

Certo ca��A? di che recriminare per come A? maturata la nona sconfitta stagionale (la terza tra le mura amiche): la traversa di Ardemagni allo scadere del primo tempo, il fallo da rigore di Augustyn sempre sulla��ex attaccante del Perugia, il palo di Djimsiti, le tre clamorose palle-goal fallite sottomisura da Crecco, Jidayi e Bellonia�� Ma ca��A? anche da sottolineare che per la��ennesima volta sono emersi tutti i limiti di una squadra costruita male che ha bisogno quanto prima di correttivi. PerchA� diciamoci la veritA�, anche contro la��Ascoli perA� buona parte del match, si A? vista una squadra incapace di macinare gioco a centrocampo, sterile in attacco (non a caso il vantaggio A? arrivato su una palla da fermo) e fragile in difesa, specie sugli esterni.

Novellino ha provato a varare una formazione piA? equilibrata e meno cervellotica di quelle viste ultimamente con Toscano, ma al di lA� di un pizzico di determinazione e qualche conclusione in piA? nel tentativo disperato di arrembaggio finale per riacciuffare la partita (prezioso in tal senso la��ingresso, al posto di un evanescente Castaldo, del giovane CamarA�, la��unico capace di saltare la��uomo e creare superioritA�), non A? che si siano visti quei progressi e stravolgimenti tattici che in tanti auspicavano.

PerchA� in fondo ciA? che manca A? la qualitA� e dunque il 4-4-2 varata dal neo mister dei lupi con il ritorno tra i pali di Frattali, la novitA� Donkor sulla��out sinistro della difesa (completata dai soliti Perrotta- Djmsiti centrali e Gonzales a destra), la conferma in mediana di Da��Angelo e Paghera con Verde e Crecco rispettivamente ali sinistra e destra a supporto del tandem da��attacco formato da Castaldo e Ardemagni, non hanno portato i frutti sperati.

Come dire, analizzando attentamente la gara, i presupposti per immaginare di vedere un Avellino piA? combattivo e quadrato ci sono pure, ma la strada da fare per tagliare il traguardo di una salvezza tranquillaA� A? lunghissima e purtroppo il campionato non ammette tregue: alla��orizzonte ca��A? il derby con il Benevento e poi in rapida successione la trasferta di Bari, la��altra sentitissima sfida campana coi cugini della Salernitana e la��accesa trasferta di Latina. Un poker di gare che probabilmente non solo ci restituirA� la vera dimensione di questa squadra, ma soprattutto ci consentirA� di fare un primo bilancio della��era Novellino. La speranza A? che cambi il vento e soprattutto arrivino i risultati, la sola cosa che ha sempre contato nel calcioa�� a buon intenditor poche parole!

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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