Oblìo biancoceleste

Soccer: Italian serie A; Lazio - SampdoriaSe qualcuno avesse mai potuto seppur minimamente pensare che l’avventura in campo internazionale della Lazio potesse ridare nerbo all’ambiente, i fatti hanno immediatamente riportato tutti alla realtà. L’effimera quanto illusoria panacea europea è svanita in poco più di tre giorni. La Lazio ha ripreso inesorabile il suo oblio in un precipizio a questo punto assai pericoloso. Nel freddo e deserto Olimpico gli uomini di Pioli e la Sampdoria hanno dato vita ad una delle partite più brutte di sempre. Squadre più o meno svogliate, giocatori non eccelsi con gioco assente su tutti i fronti. Difficile salvare qualcosa od evitare sbadigli anche tra i più accaniti sostenitori. Alla fine sarà un inutile pareggio accolto dai fischi dei pochi e infreddoliti supporter biancocelesti e dal tripudio del “viperetta” Ferrero presidente blucerchiato, felice di aver limitato i danni nel rocambolesco finale di partita.

Ora la classifica dice che la zona a rischio ha ufficialmente risucchiato anche Pioli ed i suoi ma ciò che più preoccupa è che non si riesce proprio a capire come venirne fuori tra le ostinazioni nefaste del tecnico, la delusione dei giocatori e l’improvvisazione di una società senza ambizioni. Vero è che tante scelte del mister fanno discutere e creano perplessità come l’assurda preferenza di Djordjevic ad un Matri che ogni volta ne ha la possibilità dimostra le sue potenzialità. Lo stesso dicasi per Keità tralasciando dettami tattici a dir poco discutibili.

Esonero o no, ritiro si anzi no, i necessari rinforzi a gennaio, il sostituto di Pioli, la società brancola nel buio affidando al caso le proprie scelte.  La gara con i blucerchiati ha ancora una volta evidenziato la distanza della squadra dalla panchina nonostante le  belle parole elargite prima e dopo dal tesserato di turno; ma anche quanto questa rosa sia stata volutamente o meno sopravvalutata. Nessun alibi per i giocatori, certo, che da professionisti quali si ritengono quando esigono contratti principeschi, dovrebbero sempre dare il massimo e lottare per chi li paga al momento. Ma questo è il calcio ed i malumori sono molto latenti alla soglia dell’esplosione. Le promesse non mantenute da Lotito hanno portato ad una situazione davvero esplosiva quanto pericolosa sebbene del tutto preventivabile e preventivata. La Lazio rischia grosso, corsi e ricorsi storici di machiavellica memoria.

Tanti indugi nel cambiar timone in panchina la dicono lunga sulla situazione attuale. Dopo la sfida col St.Etienne, ora la gara di Coppa Italia con l’Udinese rappresenta la nuova ultima spiaggia di Pioli, reo di aver avallato le stesse scelte che ora sono come un boomerang e che lo vedranno quale capro espiatorio da immolare sull’altare dei tifosi. Questi però, almeno nella maggioranza sono consapevoli che il cambio di allenatore sarebbe ben poca cosa perché chiunque sarà chiamato ad allenare la Lazio non sarà mai un tecnico con personalità, esperienza ed ambizioso. Il problema è il futuro. Nonostante i tanti proclami, i tecnici ed i giocatori (tranne qualche eccezione) scelti da Tare hanno sempre avuto l’identikit della scommessa e come tale senza pretese o richieste. Dal 2004 ad oggi, infatti, a Formello non è mai sbarcato un top player, fatta eccezione per il solo Klose che comunque stava vivendo la parabola discendente della propria carriera, in un corollario di tecnici rampanti quanto sconosciuti e giocatori altrettanto ignoti sul cui futuro si incrociavano le dita sperando nel solito jolly.

Nell’ultimo turno prenatalizio la Lazio farà visita alla capolista Inter ed uscire indenni da San Siro sarà molto difficile col serio rischio di incassare la sesta sconfitta in otto gare con il suggello della zona rossa. L’unica speranza, Pioli a parte, è che a gennaio la società si renda conto dei propri tanti e torni seriamente sul mercato per garantire almeno una salvezza tranquilla.  Sogni e speranze sono alla base del calcio, della passione dei tifosi e rubar loro anche questo porta all’azzeramento di tutte le motivazioni anche di chi solo ad indossare questa maglia dovrebbe sentirsi onorato.

Massimiliano Marsili

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Romano de Roma, è ormai prossimo alle 50 primavere. Dopo la famiglia, la vita all'aperto è stato da sempre il suo secondo amore. Una vita nello sport con il grande hobby del giornalismo sportivo. Per poco non è diventata la principale attività lavorativa ma la passione non si è mai sopita. Basket e Calcio hanno rappresentato ed in parte tutt'ora lo sono parte della sua vita.... sport praticati a tutti i livelli, giocatore allenatore ed arbitro. Parimenti le esperienze radiofoniche con diverse emittenti e strutture locali e nazionali, sia web che FM. Laziale doc, amante di tutto il movimento biancoceleste che segue in diversi siti e blog. Con grande piacere ed entusiasmo si è lasciato coinvolgere dal progetto di SportBloggers.