Paolo Bossini, ranista d’eccezione

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Paolo Bossini A? uno dei piA? forti nuotatori italiani, un ranista, per l’esattezza. Forse A? solo una coincidenza che questo ragazzone ventiseienne sia nato a Brescia, la cittA� chiamata la leonessa d’Italia. O forse no. Il dato di fatto A? che Paolo ha dimostrato di essere un vero leone, lottando e sconfiggendo non avversari in una piscina ma l’avversario piA? duro di tutti, un tumore al sistema linfatico, quasi certamente malefico frutto del disastro di Cernobyl, a detta dei medici.

Un male per giunta subdolo, cresciuto lentamente per mesi dopo l’exploit del ragazzo alle Olimpiadi di Pechino dove ha ottenuto un prestigioso record europeo nei 200 rana. Paolo che dopo gli allenamenti si sentiva sempre piA? stanco, Paolo che non otteneva piA? risultati ed era tacciato di non avere piA? stimoli, Paolo le cui analisi erano perfette…fino a scoprire, per caso, una sorta di bozzolo sotto la pelle.

Da quel giorno A? cominciato il calvario, la chemioterapia, devastante. Paolo ha sconfitto il male con la forza, il coraggio, la determinazione, la motivazione alla vittoria che solo un leone puA? sfoderare. Ora ha ripreso ad allenarsi, ora vuole recuperare il tempo perduto ed ottenere il pass per Londra, sarebbe la sua terza Olimpiade consecutiva.

Paolo, ci racconti da dove nasce la tua passione per il nuoto?

Da bambino mi A? stata riscontrata una forma di asma, i medici mi hanno vivamente consigliato il nuoto…diciamo quindi che A? stata una sorta di situazione obbligata. Poi per fortuna A? stato amore a prima vista, quindi non mi A? pesato andare in vasca, nemmeno agli inizi.

Come mai tra tutte le specialitA� hai scelto la rana?

La scelta della specialitA� A? una normale conseguenza di quelle che sono le tue caratteristiche, c’A? chi nasce portato per la rana, chi per il delfino, chi per lo stile libero. Poi a cascata viene il fondamentale apporto dell’allenatore, volendo fare una metafora lui deve essere come un bravo sarto che ti cuce addosso il vestito migliore. Posso dire che il mio primo coach, Francesco Assisi, A? stato proprio un buon sarto…

Sei soddisfatto dei tuoi primi anni di agonismo? Vorresti poter rifare una gara, perchA? persa al fotofinish o perchA? non hai dato il massimo?

Se potessi tornare indietro cambierei tante cose, potrei dire la leggerezza che davo agli allenamenti, per dare per esempio. Per quel che concerne le gare, sA�, tra quelle piA? importanti certamente mi secca il quarto posto alle Olimpiadi di Atene del 2004, la medaglia di legno fa rabbia, se potessi rifarla, chissA�…stessa cosa per i Mondiali del 2007, ancora una volta quarto, oppure il Mondiale del 2005 che ho dovuto saltare per un’appendicite una settimana prima dell’inizio gare. PerA? come dico sempre, queste “sfortune”, chiamiamole cosA�, hanno portato a costruire l’uomo che sono oggi, non posso dire di avere rimpianti

Qual A? il significato che dai all’espressione “mentalitA� sportiva”? E quali sono secondo te i suoi valori specifici?

Senza dubbio la determinazione e la voglia continua di migliorarsi senza mai cullarsi sugli allori, nonchA? la volontA� di raggiungere gli obiettivi senza mai mollare un attimo sia negli allenamenti che nelle gare, dove non devi mai cercare di dare l’opportunitA� all’avversario, nemmeno per un secondo, di poter vincere.

Se non avessi fatto il nuotatore, c’A? un’altra specialitA� dove avresti potuto ugualmente mettere a frutto la tua mentalitA� sportiva? Magari la pallanuoto?

Molti atleti scoprono il loro sport peculiare in etA� avanzata, e spesso perchA? si cimentano prima in altre attivitA�. Come ti dicevo, io ho cominciato a fare nuoto da piccolo, mi sono sempre e solo concentrato su quello ed a differenza di alcuni miei colleghi non ho nemmeno mai preso in considerazione la pallanuoto, che pure mi piace molto. Comunque posso dire senza paura di essere smentito che il nuoto A? lo sport ideale per forgiare una mentalitA� sportiva, c’A? proprio tutto, scatto, resistenza, motivazione, grinta, equilibrio, competizione, talento, concentrazione…no non lo cambierei con nessuno sport al mondo!

Hai partecipato ad ogni genere di gare, Olimpiadi comprese. Ea�� vero che i Giochi fanno respirare una��atmosfera diversa? Il Villaggio Olimpico esalta i valori della vera mentalitA� sportiva?

E’ vero, l’atmosfera olimpica A? particolare, quando sei lA� ti viene quasi da pizzicarti per capire se stai sognando, ti rendi conto che stai vivendo una cosa speciale, che non A? da tutti. Poi considera che il 90% dei tuoi colleghi il piA? delle volte fa una stagione o addirittura solo una gara A�ad alto livello, un mondiale o un europeo e poi scompare. Se ti qualifichi e partecipi ad una seconda olimpiade, a distanza di quattro anni, realizzi che hai fatto qualcosa di buono e duraturo, sei un atleta che ha lavorato bene nel tempo, non sei una meteora…giA� esserci A? il giusto premio per il mazzo che ti fai quotidianamente. Se poi puoi lottare per una medaglia, tanto meglio!

Paolo, eviterei di parlare di quello che A? successo, della tua malattia, a meno che non voglia dire tu qualcosa.

Grazie, lo apprezzo, A? un aspetto di cui sono un po’ stufo di parlare, spesso nelle interviste ci si concentra piA? su quello che sul nuoto. Dico solo una cosa. E’ stata una esperienza tosta ma sono riuscito a trasformarla in positiva malgrado non lo fosse. Mi ha lasciato tante cose di cui farA? tesoro, mi ha lasciato tante cose che avendo vissuto in maniera “normale” non avrei nel mio bagaglio. Quindi A? proprio vero, non tutto il male viene per nuocere, se hai l’approccio giusto per affrontare una situazione negativa.

About Matteo Brama

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Veronese, alle soglie dei 50 anni ha 5 amori (Barbara, Jacopo, Joe, l'Inter e L'Hellas) e per non essere da meno pure 5 amanti (la corsa, la bici, la fotografia, la scrittura e lo sport in generale). Sportivamente parlando vanta un paio di record di cui va fiero: maggior numero di sport praticati in vita (ne ha perso il conto) nonché maggior numero di infortuni e fratture (che gli hanno valso il meritato soprannome di Swarosky). Nella sua quarantennale carriera sportiva è stato giocatore, guardalinee, arbitro, dirigente, presidente, allenatore, giornalista-fotografo-scrittore sportivo...Sta seriamente pensando di taroccare la carta d'identità per poter partecipare al corso arbitri e chiudere il cerchio per entrare nel guinness dei primati. E' fondatore e promotore di SportBloggers.