Paolo Scaroni, un plauso alla commissaria

paolo-scaroniE’ il 24 settembre 2005 quando un giovane tifoso del Brescia, Paolo Scaroni, assieme ad altri 800 ultras assiste alla partita Brescia-Verona; alla stazione di Verona, pronti per il ritorno a Brescia, lui ed i suoi compagni di stadio subiscono un’autentica aggressione da parte delle Forze dell’ordine. Paolo A? quello che ha la peggio, colpito sempre e solo alla testa, con i manganelli impugnati al contrario per fare piA? male. Lo danno per spacciato, invece lui dopo piA? di un mese di coma si risveglia e comincia a raccontare tutto ad una poliziotta che, coraggiosamente, apre un’inchiesta sui colleghi. La commissaria indaga in solitudine. Scopre verbali truccati. Testimonianze insabbiate. Filmati spariti. Poi altri poliziotti rompono l’omertA� e sbugiardano le relazioni ufficiali di un dirigente della questura. Un giudice ordina di procedere. E adesso, a Verona, A? finalmente cominciato un processo simbolo contro otto celerini del reparto di Bologna. Una squadraccia, secondo l’accusa, capace non solo di usare “violenza immotivata e insensata su persone inermi”, ma anche di inquinare le prove fino a rovesciare le colpe sulle vittime. Un caso non unico, purtroppo, ma tristemente simile ad altri famosi casi che hanno portato alla morte di Federico Aldovrandi e Gabriele Sandri.

Le prime fasi del processo, dopo oltre 6 anni di attesa, ci stimolano a delle considerazioni.

La ricostruzione dei fatti, cioA? la demolizione delle bugie ufficiali, A? durata oltre quattro anni. Il pm di turno a Verona aveva chiesto per due volte l’archiviazione e solo la professionalitA� di un ex giudice istruttore fece sA� che gli 8 celerini imputati venissero rinviati a giudizio. Nel frattempo, nemmeno un euro di risarcimento danni per Paolo, le cui spese legale sono state coperte dagli amici ultras, autotassatisi. Ora, tutti noi sappiamo quanto fondamentale siano l’impegno e l’opera delle Forze dell’ordine, come altresA� sappiamo che in tempi di crisi le disponibilitA� economiche, di mezzi, di agenti impegnati in piA? fronti vadano via via assottigliandosi rendendo il lavoro di questi poveri cristi a volte quasi impossibile. PerA?, se non altro per il calcolo delle probabilitA�, su migliaia e migliaia di agenti sparsi in tutta Italia A? matematico che ci siano a�?mele marcea�?…anche i preti, che dovrebbero essere per antonomasia un caleidoscopio di persone di assoluta moralitA�, possono purtroppo vantare le loro a�?mele marcea�? (preti che rubano, che sodomizzano, che scopano, preti pedofili non sono un’eccezione). Ed allora? Speriamo che in questa circostanza la magistratura faccia il suo corso, senza timori di alcuna sorta, e che giustizia almeno una volta sia fatta, che vengano punite ed estirpate queste mele marce che non fanno altro che sputtanare l’onorabilitA�, il decoro e la nomea del 99,99% di colleghi che si smazzano quotidianamente a nostro tornaconto.

Sarebbe inoltre da esaltare, su qualsiasi organo di informazione, l’operato della commissaria, un esempio di coerenza e professionalitA�; in un mondo dove l’omertA� regna sovrana, dove tutti noi andiamo alla ricerca di personaggi positivi, se non proprio di eroi, A? assurdo ed incredibile che nessuno lo abbia mai posto in rilievo, di fatto A? passato praticamente inosservato, mentre telegiornali, stampa e compagnia bella ci propinano sempre episodi di cronaca nera e siamo continuamente martellati dagli esempi negativi degli schettini di turno.

Parimenti importante, per tutti i veri tifosi di calcio e non solo, sapere che in questi oltre sei anni di dolore e speranza Paolo A? stato circondato dal a�?supportoa�? di ultras di tutta Italia, presenti alle udienze del processo e comunque sempre solidali in qualsiasi forma con il ragazzo pestato a morte. Significativo l’abbraccio dei capi ultras di Brescia ed Atalanta, le cui curve sono tradizionalmente nemiche giurate, unite per chiedere giustizia per Paolo e per ricercare la veritA�.

In attesa della veritA�…non ci resta che sperare…(a�?non ci resta che piangerea�? non vogliamo nemmeno prenderlo in considerazione)

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Veronese, alle soglie dei 50 anni ha 5 amori (Barbara, Jacopo, Joe, l'Inter e L'Hellas) e per non essere da meno pure 5 amanti (la corsa, la bici, la fotografia, la scrittura e lo sport in generale). Sportivamente parlando vanta un paio di record di cui va fiero: maggior numero di sport praticati in vita (ne ha perso il conto) nonché maggior numero di infortuni e fratture (che gli hanno valso il meritato soprannome di Swarosky). Nella sua quarantennale carriera sportiva è stato giocatore, guardalinee, arbitro, dirigente, presidente, allenatore, giornalista-fotografo-scrittore sportivo...Sta seriamente pensando di taroccare la carta d'identità per poter partecipare al corso arbitri e chiudere il cerchio per entrare nel guinness dei primati. E' fondatore e promotore di SportBloggers.