Paulo Sousa l’eroe dei due mondi: tra scetticismo ed indifferenza vince il bel gioco

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E’ arrivato a Firenze circondato dallo scetticismo di molti e l’indifferenza di altri, il suo passato bianconero di certo non l’ha aiutato, ad attenderlo non c’erano 25 mila persone come per Mario Gomez, se poi ci aggiungiamo anche due battute mal digerite dal popolo fiorentino su Rui Costa, ecco che l’avventura di Paulo Sousa a Firenze inizia con la retromarcia. Qualche giorno dopo il suo arrivo, la presentazione a Moena e la sua risposta concreta al coro oramai emblematico “chi non salta è bianconero”, nei social il ricordo di lui che con il Borussia Dortmund alza la Coppa dei Campioni ai danni dell’acerrima nemica bianconera diventa un tormentone, mettiamoci pure il suo linguaggio semplice e comprensibile e il suo vestiario dannatamente alla moda e poco formale ed ecco che l’ex ct del Basilea comincia a far breccia tra il popolo viola, sempre scettico ma ora sull’attenti, pronto ad innamorarsi di nuovo. Non sono bastate le vittorie estive con Real Madrid e Chelsea per far abbassare completamente le barriere al tifo gigliato, eppure qualcosa si muove. Scaltro e poco scontato Paulo Sousa affronta le amichevoli estive testando i giocatori, per molti dei quali – diciamola tutta – giocare in serie A è un lusso. Il 3-5-2 sembrerebbe il suo modulo preferito, almeno nella fase di pre campionato, poi spiazza tutti alla prima in casa, contro il Milan, prediligendo un 4-3-3 e facendo accomodare Joaquin in tribuna, Astori e Babacar in panchina. Nel leggere una formazione simile, quello scetticismo inizialmente accantonato torna prepotente, ma basta poco per cancellarlo di nuovo. Quella di domenica sera al Franchi è una Fiorentina semplice che predilige la verticalizzazione ad un possesso palla snervante e obsoleto come quello proposto da Montella nell’ultimo periodo della sua avventura a Firenze, quella di domenica al Franchi è una Fiorentina umile che diverte nonostante Roncaglia non sia Savic, Bernardeschi/Ilicic non siano Gomez( che per me resta un grande giocatore) o Gilberto, Pizarro. Eppure diverte, eppure annienta il Milan. Chi conosce Firenze sa che le critiche sono sempre dietro l’angolo, una domenica sei Davide, l’altra Golia e Sousa non è certo esente da questa fisarmonica di emozioni, ma intanto quei tre punti se li è portati a casa conquistando, seppur per una domenica, il mondo degli scettici e quello degli indifferenti, lui l’eroe dei due mondi che deve ora condurre una piccola imbarcazione con tante pezze, verso lidi migliori
Manuela Puletti

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E' il 1982 quando la Juventus ruba platealmente uno scudetto alla Fiorentina vincendo a Catanzaro con un rigore ridicolo, ai Viola viene annullato un gol regolare conto il Cagliari. L'anno dopo nasco io. Una vita ad incitare i colori gigliati e far capire agli sportivi di tutti i generi che per noi vincere non è indispensabile, per noi la Viola è passione, è sangue che scorre nelle vene è adrenalina pura..come direbbe il Liga è un atto di Fede. Da sempre appassionata di calcio, mi laureo in comunicazione multimediale con il massimo dei voti presso l'università di Perugia. Giovanissima mi faccio oltre 200 chilometri ogni settimana per seguire la mia squadra, collaboro con riviste assai note nel settore come "Viola" o il "Brivido sportivo". Per due anni in sala stampa al Franchi intervisto giocatori e allenatori, nel cuore le trasferte di Champions. Sono ospite in alcune trasmissioni regionali per parlare di Fiorentina. Nel 2009 divento pubblicista. Apro un'agenzia di comunicazione con una carissima amica, curo uffici stampa di enti comunali, associazioni locali. Collaboro con tv, quotidiani e siti web. Poi si cresce si mette su famiglia e arriva Riccardo, il marito "gobbo" Thomas e l'ultima arrivata..la piccola Viola..bisogna mettere la testa apposto. Accantono lo sport in prima linea e mi dedico sempre al giornalismo ma a quello meno itinerante. Oggi soppravvivo con il giornalismo di routine, ma la passione per il calcio torna spesso prepotente: Sportbloggers è quello che fa per me

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