Pazza Avellino. 10 minuti di spettacolo e Pesaro va KO.

Due quarti segnando solo 28 punti. Zero su nove da tre punti. Avellino cosA� si presenta al pubblico di Pesaro e a quegli stoici, masochisti, tifosi biancoverdi giunti in terra marchigiana. Dall’altro lato del campo non ci sono dei marziani ma cinque giocatori che almeno di credono. Mettono 36 punti in venti minuti pur tirandoA�meno che discretamente. Poi l’intervallo. E succede quello che non ti aspetti. Avellino mette un parziale di 26-0 e annichilisce Pesaro che fa uno 0/20 dal campo che fa rabbrividire gli amanti di questo sport. La partita praticamente finisce qui. Con Banks che mette 27 punti tirando col 70% da due e col 100% dai liberi e da tre ma con tutta la Scandone che riscatta i primi due quarti di assoluta pochezza tecnica e mentale.

Cosa ci A? piaciuto

Banks. Fuori dalle statistiche, ha portato Avellino alla vittoria anche per l’atteggiamento avuto in campo e non solo. Da rivedere un time out dove A? lui che parla mentreA�Vitucci e la squadra lo stanno ad ascoltare in religioso silenzio. Finalmente leader.

Harper. Non difende. Neppure nei dieci minuti di grazia. Ma oggi gli altri hanno difeso ancheA�per lui. E Justin si A? potuto dedicare a ciA? che gli piace. Ascoltare il rumore della sua pallaA�quando bucaA�la retina del canestro. Venti punti di grande qualitA�.

Trasolini. SarA� la legge dell’ex ma il suo impatto A? piA? che positivo ogni volta che viene chiamato da Vitucci a sostituire uno dei lunghi. Ben dieci rimbalzi e tre tiri da due realizzati sono il suo bottino. Sembra un altro giocatore rispetto a quello spento e abulico delle ultime gare.

Cadougan. Non A? un play di razza ma non A? neppure lo scarso giocatore che tutti abbiamo visto in questa stagione. Fa buone cose, dA� riposo a Gaines e mette anche due punti di grandissima qualitA� in avvicinamento a canestro. Finalmente la luce in fondo al tunnel?

Cavaliero. Tre palle recuperate sono il segno del lavoro sporco fatto dal capitano. Non incide in attacco ma come al solito A? sempre pronto quando c’A? da cantare e portare la croce. Vero uomo.

Anosike. Doppia doppia (10 punti e 10 rimbalzi). Non A? di sicuro il giocatore ammirato ad inizio stagione ma qualcosa si muove. Buono soprattutto sotto le plance dove sporca ogni rimbalzo agli avversari.

Hanga. Buona partita. Si sblocca da tre e ringrazia il cielo. Quando la squadra difende, lui difende per due. Solito leone.

Gli attributi. Dati per dispersi nei primi due quarti e magicamente riapparsi in casa biancoverde dopo i 15 minuti di intervallo, hanno fatto gridare al miracolo i tanti tifosi di Avellino che seguivano la partita in TV e sugli spalti del palazzetto.

Vitucci. Vogliamo solo una cosa: che ci riferiscaA�cosa ha detto ai suoi ragazzi durante l’intervallo. Qualche maligno dirA� che ha promesso di dimettersi. Di certo funziona. Se A? cosA�, faccia finta di niente e si dimetta un’altra volta nell’intervallo con Milano.

Euforia finale. GioireA�per un quarto giocato in maniera perfettaA�contro la penultima in classifica ci puA? stare. L’importante A? non dimenticare come si erano giocati i primi due quarti. PerchA� non sempre hai davanti Pesaro che ti concede quel parziale. Quattro quarti giocati onestamente, vista la caratura tecnica dei biancoverdi, spesso valgono molto piA? di un quarto giocato da NBA.

Ross. Togli questo giocatore a Pesaro ed A? buio pesto. La squadra di coach Paolini non puA? prescindere dai sui numeri. Ma il basket A? gioco di squadra e purtroppo un uomo non basta per vincere una partita. Predica nel deserto e nei primi due quarti A? sufficiente. Poi si spegne con tutti i suoi compagni.

Cosa non ci A? piaciuto

Avellino. Giocare dieci minuti da NBA A? un ottimo inizio. Serve a vincere una partita fondamentale e a calmare la piazza che chiedeva a gran voce la testa di Vitucci e di qualche giocatore. Peccato per i primi due quarti giocati con la solita disattenzione in difesa e strafottenza in attacco. Segnando solo 28 punti in venti minuti non si vince neppure contro una squadretta di giocatori non professionisti. Se la Scandone A? quella vista nel terzo quarto fa arrabbiare il suo percorso ad ostacoli in campionato, mentre se A? quella dei primi due quarti bisogna solo gridare al miracolo. Crediamo che, come ovvio, la virtA? sia nel mezzo e che Avellino abbia grandissime doti tecniche. Queste, se sostenute anche solo da una discreta tenuta mentale, possonoA�essere l’arma decisiva per il proseguo della stagione.

Gaines. Ha difficoltA� nel trovare la giusta concentrazione anche nel momento di massima euforia dei compagni. Sembra l’unico veramente spaesato. Sia quando la squadra A? in balia di Pesaro che quando sta mettendo a segno quell’incredibile parziale di 26-0. Eppure le qualitA� le ha. Basti ricordare la partita di Caserta. Vitucci dovrA� lavorarci sopra. Salvo sorprese.

Pesaro. Gioca male i primi due quarti ma per fortuna Avellino riesce a fare peggio. Quando torna in campo dopo l’intervallo lascia testa e gambe negli spogliatoi e subisce uno dei parziali piA? pesanti della storia del basket di serie A. Caserta A? in netta ripresa e la salvezza ancora molto lontana.

Nota di colore

Non abbiamo mai visto coach Frank Vitucci cosA� preoccupato dopo aver vinto un incontro. La tensione A? cosA� tanta che gli impedisce anche di essere contento e di sorridere. Saluta il coach avversario che gli dA� una pacca sulla spalla quasi a consolarlo. Frank, hai vinto. Per ora, caro sindaco, la maggioranza in consiglio comunale tiene. Fattela una risata. Te la meriti dopo l’onestA� dimostrata in settimana. Te la meriti perchA� forse la scelta piA? facile era quella di abbandonare. Dopo CantA? ma anche dopo i primi due quarti con Pesaro. Accusato di avere piA? attaccamento alla poltrona che alla maglia, hai dimostrato di avere quegli attributi che sembravano esserti mancati in alcuni spiacevoli momenti della stagione.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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