Pazza Viola amala. Dopo l’impresa di San Siro, in centinaia celebrano la squadra a Campo di Marte

golviola

Era l’estate del 2003 piazzale Michelangelo brillava di colori Viola, centinaia di vespe suonavano a festa, per le strade si ballava e si cantava, insieme si festeggiava la promozione della Fiorentina dalla C2 alla C1, poi B per meriti sportivi(su questo tema occorrerebbe aprire un capitolo a parte, ma meglio lasciar perdere). Una gioia infinita, una spensieratezza autentica per una promozione che nemmeno doveva esistere, perché non era quella la dimensione a cui apparteneva la Viola. Eppure Firenze era lì a festeggiare. Il copione si ripete dopo la vittoria inaspettata sulla Juve con il gol rovesciata di Osvaldo. Ogni impresa a Firenze viene vissuta come uno scudetto, forse perché da provinciali quali siamo non siamo abituati a vincere, ma in realtà ciò che importa è sentire quell’adrenalina pura scorrere nelle vene. E anche ieri sera i tifosi viola non si sono smentiti: in centinaia hanno accolto la squadra alla stazione di campo di Marte con cori ed applausi, altro che mondiali, gli eroi nazionali a Firenze sono i ragazzi di Sousa. Sognare è lecito, illudersi NO. Questa Fiorentina vince inaspettatamente a San Siro contro la prima della classe, convince anche nel gioco proposto, ma resta una squadra semplice, umile, fatta di operai volenterosi con molti limiti che non si cancellano in una notte. Nonostante le belle parole di Pradè a fine serata che ai giornalisti ribadisce di aver fatto una buona campagna acquisti (ma in realtà non ci crede nemmeno lui) o la gioia stringata di un Della Valle agghindato a festa, la Fiorentina per i più è una piacevole sorpresa, ma in pochi sanno che in realtà, come una formica diligente, sta solo mettendo da parte le provviste per l’inverno. No, non mi faccio portare via dall’onda dell’entusiasmo, oramai la conosco bene la mia Viola, è sempre stata variabile, oggi più di ieri considerando la squadra sensibilmente ridimensionata rispetto agli anni passati. Ma è comprensibile anche l’entusiasmo che si respira in città, del resto dopo 17 anni torni prima in classifica ed è impossibile rimanere indifferenti, ma quelli erano gli anni del Bati, di Rui Costa e del Trap, dura reggere il confronto ed ancor più dura rimanere lassù. Da “non amante” di Montella ho l’unico rimpianto di non aver visto cosa avrebbe fatto Sousa con la squadra che fu data in mano all’aereoplanino, quella squadra con Savic, Cuadrado/Salah, Gomez e Pizarro. Resterà un’incognita, adesso godiamoci quanto di bello ci regala il presente, separiamoci dal passato e non pensiamo al futuro

Foto de “La Nazione”

Manuela Puletti

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E' il 1982 quando la Juventus ruba platealmente uno scudetto alla Fiorentina vincendo a Catanzaro con un rigore ridicolo, ai Viola viene annullato un gol regolare conto il Cagliari. L'anno dopo nasco io. Una vita ad incitare i colori gigliati e far capire agli sportivi di tutti i generi che per noi vincere non è indispensabile, per noi la Viola è passione, è sangue che scorre nelle vene è adrenalina pura..come direbbe il Liga è un atto di Fede. Da sempre appassionata di calcio, mi laureo in comunicazione multimediale con il massimo dei voti presso l'università di Perugia. Giovanissima mi faccio oltre 200 chilometri ogni settimana per seguire la mia squadra, collaboro con riviste assai note nel settore come "Viola" o il "Brivido sportivo". Per due anni in sala stampa al Franchi intervisto giocatori e allenatori, nel cuore le trasferte di Champions. Sono ospite in alcune trasmissioni regionali per parlare di Fiorentina. Nel 2009 divento pubblicista. Apro un'agenzia di comunicazione con una carissima amica, curo uffici stampa di enti comunali, associazioni locali. Collaboro con tv, quotidiani e siti web. Poi si cresce si mette su famiglia e arriva Riccardo, il marito "gobbo" Thomas e l'ultima arrivata..la piccola Viola..bisogna mettere la testa apposto. Accantono lo sport in prima linea e mi dedico sempre al giornalismo ma a quello meno itinerante. Oggi soppravvivo con il giornalismo di routine, ma la passione per il calcio torna spesso prepotente: Sportbloggers è quello che fa per me